<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496</id><updated>2011-10-07T13:41:25.141-07:00</updated><category term='Psicoterapie'/><category term='Arte del vivere'/><category term='Scuola e difficoltà di apprendimento'/><category term='Domande ricorrenti e risposte'/><category term='Ipnosi'/><category term='Psicoanalisi'/><category term='Osservazioni'/><category term='Teoria'/><category term='Disturbi di personalità'/><category term='Sintomatologia'/><title type='text'>dott. Fabio Gallazzi -  Psicoanalista</title><subtitle type='html'>Psicoanalisi a Prato</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>46</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-2731744001625791755</id><published>2011-01-09T08:04:00.000-08:00</published><updated>2011-01-09T08:05:13.789-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Tabagismo</title><content type='html'>Tabagismo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Psicologia del fumatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Psicologia Dinamica si parla di “personalità orale” e di “fissazione allo stadio orale”, vale a dire che la relazione tra individuo ed ambiente viene codificata e decodificata secondo le stesse modalità del neonato che porta tutto alla bocca, come processo per conoscere l’ambiente e gli oggetti che lo circondano. Questa chiave di lettura fa sì che il fumare diventi il comportamento attraverso il quale far diminuire i livelli d’ansia che gli stimoli inviati dall’ambiente creano.&lt;br /&gt;Si avvia attraverso il fumo un processo di controllo che ha sull’ansia il suo effetto immediato, ma che agisce in termini di soddisfazione della pulsione derivante dal piacere di succhiare, ingerire ed incorporare, tipico della fase orale nel neonato. Fumare diventa, così, il mezzo attraverso il quale superare tutto ciò che nell’individuo provoca tensioni psichiche intollerabili.&lt;br /&gt;In questo senso l’appagamento deve essere immediato, senza aspettare, senza finalizzazione delle azioni ed agendo quasi d’impulso.Il fumatore rimuove il pensiero delle conseguenze nocive del fumo perché più urgente il bisogno di soddisfare una pulsione, secondo quello che Freud definì “Principio di Piacere”. Almeno il 40% dei fumatori italiani pensa di smettere di fumare ed il 20% ci prova ma solo nel 2-3% all’anno riescono autonomamente a smettere di fumare. Sul lungo termine la percentuale di successi sale al 7% nei fumatori che intraprendono un tentativo di smettere da solo. Tutte le tecniche utilizzate nelle metodologie per la disassuefazione da fumo di tabacco non possono prescindere quindi da questa realtà scientifica e cioè che il tabagismo è anche dipendenza chimica da nicotina oltre che da fumo di tabacco che innesca e mantiene la componente psico comportamentale. Oggi, epoca in cui il meccanismo della dipendenza da nicotina è ormai conosciuto e la psicologia è una scienza affermata, ci si è resi conto che ci sono dei meccanismi emotivi e comportamentali che favoriscono l’abitudine e che la nicotina induce una dipendenza farmacologica, al pari di altre sostanze psicotrope.&lt;br /&gt;L’importanza della dipendenza alla nicotina nella disassuefazione è evidente, ma non dovrebbe essere eccessivamente sovrastimata per non rischiare di sottovalutare altre componenti psichiche che intervengono nel tabagismo. La grande maggioranza dei fumatori che hanno smesso nel passato lo ha fatto senza ricorso né a terapie, né a medicamenti, né a sostituti nicotinici. Nella gran parte dei fumatori gli effetti psicoattivi del tabacco creano una dipendenza fisica (di cui la sola documentata è la dipendenza dalla nicotina ma si presume che altre decine di addittivi presenti nelle sigarette possano dare il loro contributo in termini di dipendenza) Certi fumatori hanno delle difficoltà ad arrestare la dipendenza fisica, altri hanno più difficoltà a combattere il condizionamento psicologico che può durare a lungo anche dopo la scomparsa di sintomi fisici dello stato d’astinenza . Altri soccombono piuttosto ad una influenza sociale favorevole al tabacco,che mina le fondamenta della disassuefazione.&lt;br /&gt;Nel pensare al concetto di dipendenza,d che essa si caratterizza fondamentalmente come “relazione” patologica con una persona, una sostanza o un comportamento. Gli approcci più attuali alla medicina delle dipendenze hanno,per esempio,evidenziato come questa patologia può instaurarsi anche in assenza di sostanze esogene che agiscano sul cervello. Basti pensare alla dipendenza da gioco d’azzardo o da videogiochi. Molti modelli interpretativi del tabagismo tendono a individuare il fumo come un “sintomo”, l’espressione di un disagio o di una strategia di adattamento a situazioni di difficile gestione, tra cui elevati livelli di conflittualità interiore o nelle relazioni con gli altri. Diverse ricerche hanno evidenziato la maggiore frequenza di disturbi d’ansia, depressivi o – comunque – del tono dell’umore, più bassa autostima nei forti tabagisti. Dobbiamo, in sintesi sottolineare che:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Fumatori non si nasce, ci si diventa, spesso da ragazzi, quasi sempre per rispondere (ancor prima che la dipendenza nicotinica sia instaurata) ad un bisogno di sicurezza. Si diventa fumatori, nell’80% dei casi circa, prima dei 18 anni. Si inizia a fumare per sentirsi adulti e capaci di gestire situazioni di difficoltà relazionale. Il fumo è, nell’adolescente, un modo per sviluppare un senso di identità, accettarsi ed accettare le mutazioni del proprio aspetto fisico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Il fumo si trasforma,poi,in un forte strumento di piacere-gratificazione orale, usato per gestire o connotare situazioni tipiche:concentrarsi meglio,concedersi una pausa, scaricare la tensione nervosa, rilassarsi.Il piacere è sicuramente uno degli stimoli primari per l’uomo, capace di funzionare come attrazione e come ricompensa in situazioni molto diverse tra loro. La gratificazione da nicotina è concettualmente una cosa semplice, versatile, funzionale. Si adatta bene a strutturare meccanismi di compensazione o risarcimento psicologico, che in ogni persona possono essere legati a situazioni ed eventi diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) La gratificazione da fumo può finire per diventare, in taluni casi, la sostituzione di abilità comunicative, la scorciatoia per rassicurarsi, placare l’ansia, le difficoltà quotidiane, la risposta surrogata a bisogni veri in ambiti più svariati tra cui la ricerca di un senso alla propria esistenza.&lt;br /&gt;Senza comprendere questi aspetti del tabagismo sarà difficile riuscire a curarlo, pensando ad esso semplicemente come una “cattiva abitudine”. Un approccio che tenga conto degli aspetti psicologici fornisce, inoltre, gli strumenti per interpretare le difficoltà del fumatore che sta smettendo e il percorso di elaborazione del lutto che è costretto a percorrere. L’abbandono del fumo può essere più o meno difficile del previsto: le risposte sono molto individuali. Esistono dei test per valutare l’importanza della dipendenza nicotinica (test di Fagerström) o per prevederla (test di Horn),ma è estremamente difficile predire chi riuscirà o meno a smettere di fumare con facilità. Qualsiasi programma di disassuefazione che non tenga conto sia degli aspetti neurochimici che di quelli psicologici della dipendenza da fumo rischia di essere inefficace e di esitare in un fallimento. L’Organizzazione Mondiale della sanità classifica il fumo di sigaretta tra le patologie da dipendenza farmacologica e da droga, inserendola nello stesso gruppo di alcool, cannabis, eroina.&lt;br /&gt;Il fumo di sigaretta va perciò inteso non come “vizio” ma come una tossicodipendenza. Infatti la nicotina possiede tutte le caratteristiche idonee a dare dipendenza in quanto dà:&lt;br /&gt;A)Un appagamento rapido poiché dopo circa 10 secondi dalla inalazione del fumo di sigaretta (quindi in un tempo ancora più rapido di una somministrazione endovenosa) si ha una saturazione dei recettori nicotinici, a cui corrisponde una sensazione di piacere che spinge il fumatore a ripetere l’esperienza (la quantità di nicotina fumata rimane circa un’ora in circolo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B) Tolleranza, che spinge il fumatore ad aumentare il numero di sigarette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C) Astinenza o Dipendenza fisica, che insorge circa dopo un giorno e che provoca un desiderio impellente di fumare, ansia, irritabilità, desiderio compulsivo per il cibo, insonnia, spunti depressivi, difficoltà di concentrazione attacchi d'ansia ed irritabilità, difficoltà di concentrazione e sonnolenza, depressione, aumento della fame.&lt;br /&gt;La nicotina è una sostanza molto tossica: 50 mg (il contenuto di 2 pacchetti di sigarette), se assunta in un solo momento è una dose mortale.&lt;br /&gt;D) Tendenza a ricadere nella dipendenza, soprattutto in chi non ha seguito un percorso guidato dallo specialista.&lt;br /&gt;Inoltre bisogna rilevare che, oltre all’effetto farmacologico della nicotina, esiste, nel fumare la sigaretta la gratificazione imperiosa, a livello psicologico, della componente orale, soddisfatta attraverso la suzione, che si ricollega ai bisogni arcaici del bambino di succhiare il seno materno anche come fonte di gratificazione e di rassicurazione contro angosce primordiali. . Non va dimenticata l’importanza , inoltre , del fattore sociale, quale adattamento alle mode, ricerca di atteggiamenti per darsi contegno e ricerca di aiuti/stimoli per superare le pressioni dell'ambiente La prima sigaretta, solitamente, viene fumata nel periodo adolescenziale, allorquando più sentito è il bisogno di rifarsi a modelli di comportamento adulto. Ricordiamo inoltre che il fumo cosiddetto “passivo” è ormai dimostrato essere nocivo come quello attivo, che le cosiddette sigarette “light” sono egualmente tossiche perché si è visto che il fumatore tende a inalarle più a lungo e profondamente per raggiungere lo stesso livello di nicotina nel sangue.&lt;br /&gt;Il fumo di sigaro e pipa, se comporta un minor diffusione a livello polmonare, viene assorbito maggiormente a livello del cavo orale e delle prime vie aeree, con rischio oncologico conseguente, potenziato spesso dal fatto che sono frequentemente accompagnati da alcolici e superalcolici con patologie che interessano anche le prime vie digestive.&lt;br /&gt;Gli elementi dannosi della sigaretta sono riconducibili a quattro categorie:&lt;br /&gt;1) Il catrame (formato da una grande quantità di vari idrocarburi cancerogeni), che costituisce la parte solida del fumo, rappresentata da corpuscoli che si depositano nelle vie aeree superiori ed inferiori.&lt;br /&gt;2) Il monossido di carbonio, che è identico al gas delle stufe, si lega alla emoglobina formando la carbossiemoglobina e riducendo l’ossigeno del sangue.&lt;br /&gt;3) Gli irritanti (acido-cianidrico, acetaldeide, formaldeide, ossido di azoto, ammoniaca, acroleina), che danneggiano la funzione delle mucose dell’apparato respiratorio e provocano infezioni, bronchite cronica ed enfisema.&lt;br /&gt;4) La nicotina che è la droga capace di creare dipendenza e tolleranza con potenti effetti vasocostrittori ed è tossica perciò per il sistema cardiovascolare.&lt;br /&gt;Il fumo di sigaretta viene prodotto in seguito alla combustione di tabacco e carta a 900 gradi e durante questo fenomeno vengono rilasciate oltre 4.000 sostanze chimiche dannose di cui 20 sicuramente cancerogene fra cui idrocarburi aromatici policiclici, nitrosamine, benzopirene, benzoantracene, 4-aminobifenile etc&lt;br /&gt;Il fumo è responsabile di più di un quarto di tutte le neoplasie, in chi fuma il rischio di ammalarsi di tumore al polmone è 18 volte maggiore, di 15 volte maggiore il rischio di tumore delle vie respiratorie superiori, di 10 volte di tumore dell’esofago, di 10 volte di bronchiti e asma.&lt;br /&gt;Per altri tumori (vescica, pancreas, rene, stomaco) e per le malattie cardiache, cardiovascolari e cerebrovascolari il maggior rischio è di 2-3 volte.&lt;br /&gt;Il rischio d’infarto cardiaco nella fascia di età tra i 50 e i 60 anni è addirittura incrementato di 6 volte.&lt;br /&gt;Questo è dovuto sia al meccanismo vasocostrittore del fumo, che riduce l’apporto arterioso proprio quando una aumentata frequenza cardiaca del fumatore richiederebbe un maggior apporto di ossigeno, sia all’aumento di globuli rossi per la ipossia (riduzione di ossigeno), con rallentamento del flusso sanguigno all’interno delle arterie, e all’aumento delle piastrine con conseguente incremento del rischio trombotico.&lt;br /&gt;Inoltre nel fumatore si ha un incremento dei grassi nocivi (colesterolo LDL, VLDL e trigliceridi) e una riduzione dei lipidi protettivi (colesterolo HDL).&lt;br /&gt;Altre malattie correlate al fumo di sigaretta sono la degenerazione maculare della retina, il morbo di Burger (arteriopatia obliterante, incurabile se non si smette di fumare), l’osteoporosi, l’ulcera duodenale, le disfunzioni tiroidee, l’invecchiamento della pelle (il fumo è molto nocivo alla bellezza della donna sia in età giovanile sia durante la menopausa), le parodontopatie (i dentisti spesso si rifiutano di eseguire interventi complessi in fumatori) e le modificazioni del colore dei denti.&lt;br /&gt;Vogliamo aggiungere che il fumo è altamente controindicato in gravidanza in quanto aumenta notevolmente il rischio di insufficienza placentare, placenta previa, ritardo di accrescimento intrauterino del feto, gestosi gravidica, aborto spontaneo, parto prematuro, basso peso neonatale, anomalie urologiche congenite, morte del feto o del neonato, morte improvvisa del bambino, patologie dell’allattamento (la nicotina finisce nel latte materno), insufficiente sviluppo fisico, psichico e intellettivo del bambino, patologie neurologiche del bambino e alcune malformazioni come il labbro leporino e la palatoschisi (palato incompleto, non saldato).&lt;br /&gt;Bisogna considerare, infine, che i bambini esposti a fumo passivo sviluppano molto più facilmente asma e bronchiti asmatiche.&lt;br /&gt;Se la donna è fumatrice si crea poi una forte controindicazione all’uso del contraccettivo orale (notevole incremento del rischio trombotico).&lt;br /&gt;Inoltre, data l’azione negativa del fumo sulla fertilità (per il probabile effetto vasocostrittore della nicotina sulla circolazione uterina o nelle primissime fasi dell’impianto dell’uovo), si ha una riduzione del 40% della possibilità di concepimento.&lt;br /&gt;Riguardo alla attività fisica, il fumo, rimuovendo un gas nobile (l’ossigeno) e aggiungendo un gas tossico (il monossido di carbonio) riduce la prestazione fisica e sportiva di almeno il 20% se il consumo di sigarette è intorno alle 20 al giorno. Anche l'attività sessuale, nel maschio, ne risente sfavorevolmente perché l’insieme di quattro elementi (circolatorio acuto, circolatorio cronico, respiratorio acuto e cronico) è devastante per il meccanismo della erezione.&lt;br /&gt;Per finire, uno dei problemi principali che si incontrano, soprattutto nel caso di ragazze o donne, è legato al fatto che lo smettere di fumare possa provocare un aumento di peso.&lt;br /&gt;La nicotina e le altre sostanze liberate dalla combustione del tabacco hanno un effetto anoressizzante, incrementano il metabolismo basale (circa 10 calorie ogni sigaretta) e alterano i livelli di leptina, un ormone coinvolto nella regolazione dell’appetito.&lt;br /&gt;Inoltre il fumo disturba gusto e olfatto, rendendo il cibo meno palatabile: perciò il medico deve affrontare questo problema in modo molto serio, poiché è questa una delle cause principali di fallimento, dando consigli dietetici adeguati e consigliando una attività fisica appropriata anche al fine di scongiurare il sintomo della stipsi che frequentemente tende a presentarsi&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ipnosi e fumo&lt;br /&gt;L'ipnosi può essere di notevole supporto nel contrastare il craving del fumo.se è richiesto un lavoro personologico profondo lo strumento psicoanalitico è il più idoneo per risolvere le problematiche ad un livello globale. Esistono anche supporti farmacologici come varenicline. bupropione e terapia nicotinica sostitutiva che, in alcuni casi, possono integrare la terapia psicodinamica e ipnotica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-2731744001625791755?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/2731744001625791755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=2731744001625791755' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2731744001625791755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2731744001625791755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2011/01/tabagismo.html' title='Tabagismo'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-6242055448562481987</id><published>2010-11-22T10:38:00.001-08:00</published><updated>2010-11-22T10:38:46.735-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte del vivere'/><title type='text'>Il male di vivere</title><content type='html'>Angoscia esistenziale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affrontando una tematica così complessa come il problema della angoscia esistenziale definibile anche come depressione esistenziale è necessario riprendere brevemente il tema di cosa si intenda per depressione. Possiamo notare come, scivolando progressivamente dalle depressioni maggiori a quelle minori finiamo per imbatterci, alla fine, nella depressione esistenziale, che forse è il quid irriducibile, l’espressione della infelicità umana che è sottesa al nostro essere nel mondo. Facciamo perciò un breve excursus sul tema depressivo stabilendo in chiusura il collegamento con il tema della felicità .&lt;br /&gt;La nosografia della depressione comprende la distinzione tra.&lt;br /&gt;A) Depressioni endogene o maggiori (indipendenti da eventi precipitanti), uni e bipolare, cioè pure o con alternanza di stati depressivi e maniacali cioè di eccitamento.&lt;br /&gt;B) Depressioni reattive, o minori legate ad eventi scatenanti di tipo abbandonico e di perdita (lavoro, affetti, menomazioni fisiche, etc.)&lt;br /&gt;Queste due entità nosologiche sono da alcuni considerate un continuum per cui una sfuma nell’altra, da altri invece due affezioni qualitativamente diverse e questo spiegherebbe perché la prima risponde bene ai farmaci antidepressivi, nella seconda invece sia più decisivo un intervento psicoterapeutico.&lt;br /&gt;Sembrano esposti alla depressione soggetti portatori di un narcisismo precario ,di una valutazione di sé, contrassegnata da immaturità, con insicurezza di base e mancanza di fiducia delle proprie capacità,con costante bisogno di riconoscimento e di stima e le cui relazioni sono spesso contrassegnate da valenze di dipendenza e di appoggio.&lt;br /&gt;Questo tipo di personalità li rende vulnerabili alle frustrazioni e agli abbandoni che le loro esigenze affettive e la loro ambivalenza di fondo possono tendere a provocare.&lt;br /&gt;I sintomi della depressione sono quantitativamente presenti in base alla entità del quadro che spazia tra i due estremi dalla grave melanconia endogena fino al lieve fondo depressivo esistenziale. I sintomi che ora descriveremo sono perciò tanto più marcati e presenti quanto più è grave il disturbo del tono dell’affettività.&lt;br /&gt;Essi riguardano l’umore: il soggetto si sente svalutato, isolato, incompreso, inutile, con ideazioni pessimistiche rivolte a sé e a ciò che lo circonda. Si lamenta circa il suo destino infausto, ha paura della morte e dell’abbandono, il futuro suscita in lui apprensione poiché è visto in una luce sinistra.&lt;br /&gt;L’ansia è diffusa, ma può organizzarsi a livello somatico con cefalee, vertigini, spasmi di natura varia, turbe del sonno, dell’appetito e della sessualità. Inoltre è presente inibizione motoria sotto forma di stanchezza, una astenia che compare fin dal mattino e che non è attenuata dal riposo.&lt;br /&gt;E’ importante distinguere, tra le depressioni minori,la distimia o depressione nevrotica dalla depressione caratteriale o temperamento depressivo che sfuma nella depressione esistenziale. Nella distimia, oltre all’intervento psicoterapeutico psicoanalitico,un uso di farmaci serotoninergici e dopaminergici,se adoperati in modo adeguato, può essere prospettato per un periodo non prolungato.&lt;br /&gt;Nella depressione caratteriale, si ha la impossibilità di separare l’atteggiamento depressivo dalla struttura psichica del soggetto in quanto la tristezza abituale e la tendenza svalutarsi appaiono radicati nel suo carattere. In questo ultimo caso esiste refrattarietà a qualunque trattamento farmacologico e l’intervento relazionale psicoanalitico è fondamentale.&lt;br /&gt;Sovrapponibile sembra il quadro del temperamento depressivo ( i termini carattere e temperamento sono concetti usati diversamente dai vari autori ,che a volte li sovrappongono, a volte viene denominato temperamento la componente biologico- pulsionale, e carattere la componente egoica della personalità)..&lt;br /&gt;Si pone ora il problema di cosa sia la depressione esistenziale e se essa possa essere o meno un sinonimo della infelicità umana cioè se il dolore sia un fattore ineludibile o meno nella nostra esistenza. Intanto è importante rilevare come uno stato mentale di qualsiasi tipo, inclusa quindi la felicità, venga espresso tramite una soggettività e questo comporta una complessità nel decodificare, in termini oggettivi o meglio generali il significato condiviso di certi termini: sono da interpretare perciò soltanto come dei tentativi di orientamento in quel complesso labirinto che è la mente umana.&lt;br /&gt;Bisogna purtroppo constatare, inoltre, che gli esseri umani hanno difficoltà molto maggiore a rilevare una sensazione di benessere che non a sperimentarne il suo contrario, tranne nei casi in cui la sensazione di piacere sia molto accentuata.&lt;br /&gt;Credo sia giusto a questo punto, interrogarci su ciò normalmente si intende per felicità, perché credo che, semanticamente, a questo termine vengono dati significati non univoci. Alcuni intendono riferirsi ad uno stato di ebbrezza o estasi, altri ad una situazione di benessere relativamente libera da conflitti, chi lo assimila alla sicurezza, chi ad uno stato assenza di dispiacere e potremmo citare infinite sensazioni a cui fanno riferimento gli esseri umani, al punto tale che ci viene in mente che, del concetto di felicità, esiste un’idea spiccatamente individuale. Se, comunque, vogliamo cercare di comprendere meglio, possiamo ipotizzare che venga rubricato o come stato mentale di tipo estatico inebriante con caratteristiche di tipo onirico, contrassegnato però dalla caducità o temporaneità, oppure come stato di tranquilla sicurezza priva di affanni la quale può abitare la nostra mente per un tempo prevedibilmente più lungo. Nella prima accezione dobbiamo appunto riconoscere la estrema transitorietà di questi stati mentali e la loro assoluta episodicità nel corso della esistenza.. Dall’analisi dell’inconscio sembra poter dedurre che questi vissuti sono la riproduzione di sensazioni sperimentate dal bambino nei primi mesi di vita,orientativamente dal terzo al sesto, durante il rapporto di unione simbiotica con la madre, in cui il piccolo sperimenta una indifferenziazione tra il sé e il mondo esterno, in modo tale che viene da lui percepito quel “sentimento oceanico”di tipo fusionale di cui parla il poeta Romain Rolland.. Sono quelle sensazioni che hanno un ricollegamento mitologico nelle varie culture, per esempio nel Simposio di Platone , ove Zeus fa dell’uomo un lacerato sempre anelante a ricongiungersi con l’altra parte, nascosta e divisa, per vivere così la sua completezza. Tutti noi aneliamo all’unità, aspiriamo a rivivere e a soddisfare quella che viene percepita come beatitudine e onnipotenza del sé, quello stato di totalità, che ci accompagnerà,nostalgicamente, per tutta l’esistenza: vengono in mente le situazioni di innamoramento o di passionalità,i momenti di compenetrazione orgasmica o gli stati mentali di una madre connessi all’atto procreativo: tutti stati psichici che hanno la caratteristica di avere una durata più o meno breve anche se sono caratterizzati da una intensità decisamente notevole, e potremmo, in modo poetico, inquadrarli come momenti di assaggio dell’immortalità. Se l’individuo porta dentro di sé cospicuamente questo sentimento nostalgico, avrà al suo interno una sensazione spiccata di insoddisfazione, di delusione di fronte alla normalità dell’esistenza e sarà fortemente tentato di dire che la felicità non abita questo mondo.&lt;br /&gt;Il problema che abbiamo noi umani deriva proprio da quella stessa evoluzione psichica che ha permesso i progressi dell’umanità. La nostra autocoscienza, cioè la capacità di pensare il nostro pensiero è quella che, da una parte ci apre al senso, dall’altra è il luogo dell’implosione di ogni senso . Non possiamo essere felici come invece lo può essere un animale che dimostra beatitudine nel mangiare, dormire, saltare . L’autoconsapevolezza che porta con sè la coscienza della nostra finitezza, si scontra con il nostro desiderio perenne di immortalità ed è la radice della infelicità umana.&lt;br /&gt;Il problema della angoscia esistenziale è comunque un tema già profondamente sentito dagli antichi Greci i quali , come dice Nietzsche, hanno avuto il coraggio di “guardare in faccia il dolore e di conoscere e sentire i terrori e l’atrocità dell’esistenza”.Essi hanno percepito la tragicità dell’esistenza nella contrapposizione tra le esigenze della natura e le aspirazioni del singolo. Le leggi di natura dicono infatti che ogni singola esistenza deve morire affinché si generino nuove vite, le quali prendono il posto delle precedenti, in una circolarità della vita e della morte. Il singolo invece grida ad alta voce la sua voglia di vivere e rifiuta questo passaggio di testimone. Il Greco elabora risposte attive alla ineluttabilità della morte, sostenendo che non bisogna illudersi e nemmeno rassegnarsi ma conoscere (màthesis)perché il sapere evita il male evitabile. Il concetto greco di “aretè” che è l’equivalente della “virtus” latina esprime infatti la capacità di eccellere, di essere il migliore,però vivendo e conoscendo il proprio limite (katà mètron), cioè con atteggiamento di saggezza (phrònesis). Gnothi seauton, conosci te stesso, è scritto sul tempio di Delfi, conosci le tue caratteristiche, la tua inclinazione, il tuo demone e arriverai alla eudaimonia che in greco significa felicità , che vedrei più propriamente assimilabile alla pace illuminata dal benessere , perché ritengo che il conoscere non possa dare tanto felicità come stato gioioso quanto serenità esistenziale.&lt;br /&gt;La scuola stoica sosteneva che esiste un legame intimo tra dolori e desideri e il loro motto substine ed abstine è un invito a sopportare l'intolleranza, frutto di passione altrui e ad astenersi dall'intemperanza, frutto della propria passione, facendo prevalere la razionalità . Gli stoici sono assertori delle virtù dell'autocontrollo e del distacco dalle cose terrene,che si realizzano nell'ideale della apateia, della atarassia, della aponia, come mezzi per raggiungere l'integrità morale e intellettuale. Nell'ideale stoico, è il dominio sulle passioni che permette allo spirito il raggiungimento della saggezza.&lt;br /&gt;La filosofia buddista sostiene, analogamente, che il dolore è un vuoto, una mancanza che porta alla ricerca della soddisfazione di desideri , che è continuo ed ininterrotto poichè appena un desiderio è soddisfatto ne nasce uno nuovo,ancora più grande, in un susseguirsi senza sosta, per cui rinunciare ai desideri significa rinunciare a una inutile sofferenza. Quindi solo quando avremo abbandonato gli attaccamenti per cose e persone, scompariranno ansie, angosce, depressioni e tutti i sentimenti spiacevoli che la nostra entità psicosomatica può produrre e sarà possibile sperimentare l'emancipazione dalla sofferenza esistenziale. Per raggiungere l’obiettivo molto importante è per il buddista dedicarsi alla Meditazione, che comporta un'energica disciplina ascetica (yoga) : in questo caso il rimedio non consiste in una sollecitazione verso la razionalità o l’autocontrollo, ma nella soddisfazione della pulsione erotica all’interno del sé con un riscatto dell’onnipotenza originaria preoggettuale e fusionale( infatti negli stati meditativi profondi si parla anche qui di “sentimento oceanico”).Credo, cioè, che si possa pensare che, nell’atto meditativo, la rinuncia al desiderio per le cose venga sostituita da un investimento energetico verso il sé e che l’ appagamento oggettuale fallace e caduco che può derivare dal contatto con gli oggetti può vantaggiosamente essere vicariato dal piacere narcisistico derivante dal serbatoio libidico che può essere rappresentato dalla nostra unità indifferenziata psicofisica.&lt;br /&gt;La visione Giudaico- Cristiana ripropone la cultura dell’onnipotenza- felicità la quale, essa sostiene, non può essere raggiunta in questo mondo ma può essere tuttavia raggiunta in un’altra dimensione. Viene svalutata cioè la vita terrena sostenendo che essa è un transito,che il piacere è un bene effimero,viene riconosciuto che essa è contrassegnata dal dolore esistenziale che ha le sue motivazioni, perché è dovuto alla colpa del peccato originale da cui è possibile redimersi, che è anzi utile a fini espiativi,che è il fattore più potente che induce alla speranza e alla fede, che la vita futura, la vera vita, sarà senza dolore.&lt;br /&gt;La Psicoanalisi con Freud, in sintonia con gli assunti filosofici dell’epoca, prima illuministi poi positivisti, riprende il tema della ragione come unico strumento per esplorare l’inconscio, per bonificarlo, sottraendoci così al dolore che deriva soprattutto dalla ignoranza delle parti nascoste del nostro sé.”Dove era l’Es (il mondo istintivo) deve subentrare l’Io”. Di nuovo è ripreso il tema , del nosce te ipsum conosci te stesso.Una volta assoggettato all’io, il nostro inconscio non potrà essere più fonte di dolore o sofferenza . Il punto è probabilmente questo, che esiste un disagio ineliminabile nel vivere per il fatto stesso che la vita conduce alla morte, e che, come dice Freud, vivere significa, in fondo, accettare di morire lentamente. Vediamo come, anche in questo caso, la fiducia nel predominio della ragione esclude il raggiungimento della felicità in quanto anche la presenza di un io lucido, consapevole, capace di sottrarre gran parte dei territori all’inconscio, può portare l’essere umano soltanto alla normalità esistenziale .Per Freud, come per gli antichi Greci, conoscere profondamente se stessi può lenire le sofferenze, le ansie le angosce e portare a quel piacere che nasce dall’assenza di dispiacere ma non si può certo parlare di felicità terrena.&lt;br /&gt;Nella nostra società secolarizzata e fortemente edonistica la rimozione della morte è un tema costante e gli individui, costantemente accelerati, hanno perduto la capacità di accettare le frustrazioni, dimenticando quanto esse siano un potente motore di crescita individuale. Non è sufficiente un tranquillo benessere perché ci richiama troppo da vicino il nostro status di mortalità, siamo affamati di stati mentali eccitati e concitati. I desideri debbono essere subito soddisfatti e ad ognuno deve essere subito subentrare il successivo, si è smarrita la capacità di darsi un limite ed ecco allora echeggiare nella nostra mente come monito la frase di Aristotele “chi non conosce il suo limite tema il suo destino”.&lt;br /&gt;Non esiste più a livello intrapsichico il rapporto conflittuale tra ciò che si deve fare e ciò che non si deve fare, ma la tensione interna è fra ciò che si è capaci di fare e ciò che non riusciamo a fare . Ogni iniziativa umana è parametrata sul successo che può ottenere e dove non vi è successo vi è depressione come percezione del proprio fallimento esistenziale.&lt;br /&gt;E’ possibile pensare che l’ abuso odierno di psicofarmaci non sia dovuto niente altro che al tentativo dell' essere umano di robottizzare la propria psiche,eliminando, o perlomeno riducendo, la percezione del vacuum e della angoscia per la propria mortalità, del senso di inutilità del vivere. Si creano stati mentali di esaltazione ed accelerazione psichica durante le ore lavorative con farmaci attivanti ,in genere serotoninergici, smorzati e anestetizzati spesso da rilassanti ,in genere benzodiazepine, in quelle poche ore dedicate al riposo notturno il quale deve essere scevro di ansie affinchè, il giorno seguente, possa essere ripristinato il ritmo lavorativo con rinnovato vigore, cioè non indebolito nè inquinato da problematiche di stanchezza per un riposo non adeguato.&lt;br /&gt;Credo che sia importante, perciò,per il nostro benessere, ricercare stati mentali più rallentati e pacificati,dando dare ampio spazio ad una riflessione profonda e consapevole, intrisa di una ritmicità lenta e non frenetica. Riappacificarci ed assaporare la nostra finitezza non fuggendone terrorizzati per gettarci ciecamente nella iperattività facendoci sedurre dalle sirene dell’agire in modo concitato,ma riassaporando l’otium , la trance, la meditazione, l’arte della contemplazione, lasciandoci cullare dalla dilatazione del tempo e dello spazio e riconciliandoci con la nostra condizione di mortali. Può non essere deprimente essere mortale anche per un laico, possiamo arrivare a percepire il termine dell’esistenza come una condizione naturale, a cui veniamo condotti dal fatto stesso di essere nati. Credo che sia è importante, come sostiene Epicuro, coltivare l’amicizia, il rapporto con i nostri simili, ricercando spazi di sessualità sublimata, attraverso la empatia, la comunicazione,lo stare insieme, accostandoci a soggettività per alcuni aspetti diverse dalla nostra ma accumunate a noi dalla condizione di caducità. E’ importante evitare di farsi erodere dalle brame competitive e abbandonare gli egocentrismi e gli arrivismi con le connesse brame di espansione di profitto e di possesso di beni: così ci scontriamo con la miseria e la caducità del nostro essere e viene aggiunto solo un granello di polvere a ciò che possediamo. E’ nostro compito andare al di là di una ideologia di puro accumulo di beni , la quale guarda alla felicità nel suo aspetto puramente edonistico ed è quindi è ben lontana dal garantirla. Inoltre, essendo profondamente legato alla nostra efficienza, ci fa scontrare con il deterioramento connesso al trascorrere del tempo, dandoci il senso della inutilità e della caducità mortale dell’esistenza. Le relazioni devono essere privilegiate rispetto al reddito, perché la solitudine e la mancanza di legami sociali hanno molta più influenza sul benessere di quanto non faccia la situazione economica, fatte naturalmente salve le condizioni di estrema indigenza. Ciò forse non ci conduce alla felicità ma rappresenta la creazione di una struttura anticorpale capace di tutelarci dalla angoscia del vuoto e di conferire serenità e dolcezza alla nostra esistenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-6242055448562481987?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/6242055448562481987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=6242055448562481987' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/6242055448562481987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/6242055448562481987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/11/il-male-di-vivere.html' title='Il male di vivere'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-4451466958434491372</id><published>2010-11-15T13:14:00.001-08:00</published><updated>2010-11-15T13:14:57.435-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teoria'/><title type='text'>Lacan e lo strutturalismo</title><content type='html'>Pillole di Lacan. Lacan e lo strutturalismo &lt;br /&gt;Introduzione&lt;br /&gt;Nel cosiddetto dopo-Freud la psicoanalisi si è trovata di fronte ad un punto di biforcazione tra coloro che hanno inteso concepire la psicoanalisi seguendo le orme di Freud (approccio che ha preso il nome di evolutivista), e coloro che da Freud hanno preso le basi per costruire una nuova concezione di psicoanalisi (approccio chiamato strutturalista). Secondo il modello evolutivista, l’uomo è inteso come un organismo in potenza, capace ed in grado di svilupparsi attraverso stadi, fasi di sviluppo evolutivo appunto; il modello strutturalista, invece, intende l’uomo come immerso in una struttura che lo anticipa e lo predetermina, e da questa dipendente per il suo sviluppo.&lt;br /&gt;Ritroviamo nel modello evolutivista autori come lo stesso Freud, Spitz, Mahler, Winnicott, mentre a capo del modello strutturalista troviamo Jacques Lacan, il quale pur prendendosi l’onere di portare in Francia la parola di Freud, da questo prende le mosse per la costruzione della sua teoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Inconscio, il Linguaggio e l’Altro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fondamento su cui è costruita l’idea di Lacan è: «l’inconscio è strutturato come linguaggio». L’inconscio non è quindi l’istintuale, il pre-verbale sul quale deve intervenire l’Io regolatore. L’inconscio è piuttosto il luogo della ragione ed essendo strutturato come un linguaggio, questo sottostà a delle regole, ad una struttura appunto. Lo dimostra l’organizzazione logica e non casuale di produzioni inconsce quali il sogno, il lapsus, il sintomo e l’atto mancato.&lt;br /&gt;Allo stesso tempo il soggetto è immerso nella struttura, è a bagno nella struttura, che lo predetermina, che lo attraversa, una struttura che Lacan chiama Altro. Ed in virtù di questo, l’inconscio diventa «il discorso dell’Altro». L’Altro di Lacan è il campo del linguaggio, entro le cui leggi si trova preso il soggetto. È una rappresentazione che gli è necessaria a per dimostrare la dipendenza dell’uomo dalla struttura, dalla Cultura. Ed il soggetto, l’essere umano, vi si trova iscritto ancor prima della sua nascita, Lacan dice che «nasce nel campo dell’Altro». L’Altro agisce quindi sul bambino ancor prima di ogni possibile interazione della stessa madre, a causa delle leggi dell’Altro, che anticipano la sua nascita.&lt;br /&gt;Lo sviluppo del bambino avviene quindi all’interno della struttura, da cui questo dipende. Ed essendo dipendente, il bambino chiede, chiede all’Altro materno, l’Altro che gli è a più diretto contatto, che vengano soddisfatti i suoi bisogni e che venga risposto alle sue domande, o meglio alla sua unica domanda, mascherata da mille altre domande: è una domanda d’amore, di desiderio dell’Altro, perché è il desiderio (che sta «al di là della domanda») dell’Altro che dà un senso al bambino, che lo fa riconoscere, che lo fa sentire l’unico, insostituibile. Quindi il bambino domanda all’Altro che questo gli riconosca la sua particolarità, che gli doni il suo desiderio: desidera il desiderio di lui che sta nell’Altro. Ma perché il soggetto desidera proprio il desiderio dell’Altro? Per il semplice fatto che potrebbe non essere desiderato. Sotto questa luce, il desiderio risulta essere una mancanza di qualcosa, ciò che Lacan definisce «mancanza ad essere».&lt;br /&gt;Secondo il modello strutturalista, il corpo e la pulsione sono costantemente subordinati all’azione primordiale del Significante, della struttura, in quanto il soggetto è causato dal Significante, è il significato del Significante. Così la pulsione, e quindi la libido, non risultano un qualcosa che si evolve nel tempo: il corpo pulsionale si costituisce solo grazie all’azione del Significante, il corpo si pulsionalizza solo entrando nel campo dell’Altro.&lt;br /&gt;L’azione del Significante sul soggetto si esprime nelle sue abitudini culturali e sociali, a partire dal neonato per arrivare all’adulto, attraverso tagli simbolici (cordone ombelicale, capelli, educazione sfinterica) che sottraggono godimento al corpo, a causa della mancanza d’oggetto. Questa particolare azione del Significante singolarizza dunque il soggetto, per il particolare e personale effetto che la perdita del godimento ha in lui -vedi oggetto piccolo (a).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La costituzione del soggetto: alienazione e separazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Lacan all’origine si ha la frammentazione, la scissione, dove il bambino è un corpo in frammenti. Nei primi mesi di vita dipende in tutto e per tutto dall’Altro ed è in balia del caos che attraversa il suo corpo.&lt;br /&gt;Tra i 6 e i 18 mesi, nel cosiddetto «stadio dello specchio», il bambino risponde in modo giubilatorio alla propria immagine riflessa nello specchio. Nello stesso istante in cui si riconosce, si divide in due parti che si costituiscono simultaneamente: l’Io si aliena oggettivamente in un sé. In questo processo, chiamato di alienazione, l’io si costituisce come risultato della mediazione dell’Altro, dell’immagine dell’Altro. E rispetto alla frammentazione originaria, l’immagine nello specchio è un io ideale, che salva il soggetto dalla disgregazione, permettendogli di riconoscersi come Io. Questo tipo di identificazione primaria è il prototipo di tutte le altre identificazione che costelleranno la vita dell’individuo.&lt;br /&gt;Il soggetto può entrare nel campo dell’Altro, solo se perde del godimento, se ne viene svuotato, perché entrare nell’Altro significa sottostare a delle leggi, leggi che inevitabilmente lo privano di godimento: Lacan chiama questa «azione letale del Significante».&lt;br /&gt;Sotto quest’ottica l’Edipo risulta una limitazione del godimento, imposta dalla legge del padre, il quale interviene come rappresentante della legge dell’Altro, alla quale lui stesso è sottomesso. Accettando la legge paterna, il bambino si identifica con il padre, detentore del fallo, cioè preleva dal campo dell’Altro dei significanti, dei tratti che lo rappresentano (storia familiare, cultura, modi, abitudini), ed assume il suo giusto ruolo nella triade familiare.&lt;br /&gt;Successivamente, attraverso il processo di separazione, il soggetto si stacca dall’Altro, non attraverso l’identificazione, ma grazie a ciò che Lacan chiama oggetto piccolo (a), rappresentante del residuo del godimento, prodottosi nelle prime esperienze libidiche infantili, e che prende il posto dell’oggetto perduto, della prima esperienza di godimento totale (l’oggetto materno).&lt;br /&gt;L’esaurirsi di questa prima esperienza far nascere nel soggetto la mancanza ad essere che lo costituisce, mancanza strutturale che rende il soggetto un «soggetto desiderante», mosso dal principio di piacere verso il recupero dell’oggetto perduto.&lt;br /&gt;Ed è proprio attraverso la costituzione dell’oggetto piccolo (a) che il soggetto si stacca dall’Altro, perché l’oggetto piccolo (a) non appartiene al Significante, ma è un qualcosa di assolutamente personale, di diverso tra soggetto e soggetto. Lacan chiama fantasma i diversi modi di ognuno di articolare i propri rapporti di godimento con l’oggetto piccolo (a), ed è quindi il fantasma che distingue un soggetto da un Altro.&lt;br /&gt;Nell’oggetto risiede quindi, per Lacan, ciò che dà significato al soggetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-4451466958434491372?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/4451466958434491372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=4451466958434491372' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4451466958434491372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4451466958434491372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/11/lacan-e-lo-strutturalismo.html' title='Lacan e lo strutturalismo'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-6815714193061148113</id><published>2010-11-05T00:40:00.000-07:00</published><updated>2010-11-05T00:41:24.999-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Perversioni sessuali</title><content type='html'>Perversioni sessuali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un libro del 1905, "Tre saggi sulla teoria sessuale", Sigmund Freud definiva la perversione sessuale come il negativo, l'opposto della nevrosi, mettendo in evidenza che:&lt;br /&gt;1)il perverso mette in atto impulsi che il nevrotico rimuove;&lt;br /&gt;2)di fronte all'angoscia, il perverso si difende regredendo a forme di sessualità infantili, mentre il nevrotico adotta manovre basate sullo spostamento e sulla conversione delle emozioni in un altro settore della sua vita.&lt;br /&gt;Le perversioni sessuali sono definite oggi con il termine di parafilie. Coinvolgono primariamente, ed in alcuni casi in modo quasi esclusivo, il sesso maschile. E’ importante comunque sottolineare che tutte le forme di parafilia, sembrano rifiutare o comunque allontanare la possibilità di relazioni sane che richiedano impegno e responsabilità: il sadismo in particolare rifiuta la reciprocità che è come caratteristica fondante dell’amore.&lt;br /&gt;Queste perversioni sono costituite da fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti ed intensamente eccitanti sessualmente, che in generale possono riguardare oggetti inanimati,comportare la sofferenza o l’umiliazione di se stessi o del partner o coinvolgere persone non consenzienti o bambini. Le parafilie assumono carattere di patologia quando i comportamenti, i desideri sessuali o le fantasie diventano pervasive nella vita del soggetto, provocando un disagio significativo sul piano dell’adattamento sociale e lavorativo. Tutti gli individui cosiddetti normali hanno delle fantasie e mettono in atto delle pratiche sessuali che potrebbero apparentemente sembrare “perverse” però il tutto è integrato in una struttura personologica e comportamentale normale. La linea tra normalità e patologia nella sessualità è sempre legata a comportamenti che non siano compulsivi e,soprattutto, che prevedano il consenso reale dei partner sessuali.Se talune fantasie erotiche dal carattere di superficiale perversione vengono vissute o agite sotto forma di gioco, o in modo simulato, e sempre nel rispetto reciproco tra i partners, non si può parlare di parafilia o di una perversione patologica, in quanto la relazione sessuale matura prevede la possibilità di esprimere in modo armonico ed integrato i vari aspetti dell’immaginario erotico.Ogni “condotta sessuale”, per essere definita parafiliaca, ha necessità di causare disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa o di altre aree importanti del funzionamento. Va tenuto presente che tali definizioni risentono dell’influenza della nostra cultura e, pertanto, possiamo immaginare che potrebbero subire variazioni nel corso del tempo o non applicarsi a culture completamente diverse. Ciò non toglie che, attualmente, tali condotte siano considerate “patologiche”, in quanto ogni forma di disagio si inscrive sempre all’interno di uno specifico contesto sociale.&lt;br /&gt;Quando ad esempio il “pedofilo” cerca di giustificare la propria condotta parafiliaca portando come esempio altre culture o società antiche, “dimentica” che egli vive in un contesto diverso da quelli che porta come prova che la sua condotta sia da definire “normale”. La negazione di vivere all’interno di un contesto socio-culturale che non sia in grado di giustificare un certo tipo di comportamento tanto da definirlo “patologico” è probabilmente un processo difensivo che va utilizzato nella valutazione diagnostica. Le principali perversioni sessuali che sono prese in considerazione in ambito psicopatologico riguardano:&lt;br /&gt;• la pedofilia,&lt;br /&gt;• l’esibizionismo,&lt;br /&gt;• il voyeurismo,&lt;br /&gt;• il masochismo,&lt;br /&gt;• il sadismo,&lt;br /&gt;• il frotteurismo,&lt;br /&gt;• il feticismo,&lt;br /&gt;• il travestitismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PEDOFILIA&lt;br /&gt;Essa consiste nella preferenza erotica da parte di un soggetto giunto alla maturità genitale nei confronti di soggetti che invece non lo sono ancora, cioè in età pre-puberale. La pedofilia definisce l’orientamento della libido del soggetto, non un comportamento oggettivo né un reato.E’ necessario perciò distinguere i pedofili dai child molester (molestatori o persone che abusano di bambini). Le due categorie non sono coincidenti. La pedofilia è una preferenza sessuale dell’individuo o un disturbo psichico, non un reato. Vi sono soggetti pedofili che non attuano condotte illecite, come si hanno casi di abusi su bambini compiuti da individui non affetti da pedofilia. La psichiatria definisce pedofili solo quelle persone, aventi più di 16 anni, per le quali i bambini o le bambine costituiscono l’oggetto sessuale preferenziale, o unico. Non si considera pedofilia il caso in cui la differenza di età tra gli individui sia minore di circa 7 anni. L’attrazione per i teenagers è definita con i termini poco usati di "efebofilia" e "ninfofilia" o «sindrome di Lolita».&lt;br /&gt;La pedofilia può essere: di tipo Esclusivo (attrazione solo per bambini/e) oppure di Tipo Non Esclusivo (persona attratta anche da persone adulte); di tipo Differenziato (attrazione solo per uno dei due sessi) oppure di tipo Indifferenziato. Vi è inoltre una forma di pedofilia limitata all'incesto (interesse rivolto solo a figli/e o a fratelli/sorelle).&lt;br /&gt;Dal punto di vista psico-patologico la pedofìlia è un tipo di sessualità definibile come narcisistica, nel senso che il pedofilo vede il bambino come una proiezione dell´immagine di sé.&lt;br /&gt;Il pedofilo cerca i rapporti sessuali con i bambini per fronteggiare un problema di impotenza nel senso che sente di esercitare sull’altro un potere assoluto e l´attività sessuale con bambini prepuberi rafforzerebbe la sua fragile autostima . Molti accusati di pedofilia sono stati assolti nonostante testimonianze oculari (il ricordo vivo e particolareggiato dei minorenni coinvolti), rivelatesi poi non attendibili e in contrasto con i riscontri probatori.In psicologia, è noto che una persona può avere un ricordo molto vivo e dettagliato di eventi che sinceramente crede che siano accaduti, ma che non si sono mai verificati in realtà. Perciò, anche se la testimonianza proviene da un bambino che non può avere interesse a testimoniare il falso, le indagini devono trovare riscontri probatori oggettivi. Le accuse di pedofilia talora rivolte da bambini minorenni nei confronti dei genitori potrebbero rientrare in «sogni ad occhi aperti», che sono un appagamento compensativo nell'immaginazione di desideri che il bambino avverte come pericolosi e tende a dimenticare. La soddisfazione avviene in un modo semplice, producendo un ricordo che è identico a quello che si sarebbe voluto che accadesse nella realtà. Secondo alcuni studi, una rilevante percentuale dei condannati per pedofilia ha a sua volta subito abusi durante l'infanzia.È stato osservato che i bambini che erano stati oggetto di attenzioni pedofiliche mostrano da adulti un comportamento analogo con maggior frequenza rispetto alla popolazione generale.Freud affermò che i traumi infantili in generale lasciano ferite che non rimarginano più e che provocano, negli adulti una molteplicità di fenomeni a carico della sfera emotiva, relazionale, sociale, comportamentale di varia profondità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESIBIZIONISMO&lt;br /&gt;L´esibizionismo è una perversione sessuale che comporta l´esposizione dei genitali ad un estraneo.Gli esibizionisti hanno una profonda insicurezza circa la propria virilità.&lt;br /&gt;Qualche volta il soggetto si masturba mentre si mostra (o mentre fantastica di mostrarsi).&lt;br /&gt;L´insorgenza del disturbo avviene di solito prima dei 18 anni, anche se il disturbo può cominciare in età più avanzata. Dal punto di vista psico-patologico le azioni esibizionistiche possono insorgere come conseguenza di un’umiliazione subita da parte di una figura di riferimento del proprio passato .Nell’atto esibizionistico il soggetto si vendicherebbe dell’umiliazione subita scioccando delle sconosciute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VOYEURISMO&lt;br /&gt;Il voyeurismo comporta l´atto di osservare soggetti ignari mentre sono nudi, si spogliano, o sono impegnati in attività sessuali.&lt;br /&gt;L´atto di guardare comporta l´eccitazione sessuale e, di solito, non viene ricercata alcuna attività sessuale con la persona osservata. L´orgasmo, in genere indotto dalla masturbazione, può insorgere durante l´attività voyeuristica o più tardi, in risposta al ricordo di ciò a cui il soggetto ha assistito. L´esordio del comportamento voyeuristico avviene di solito prima dei 15 anni. Può essere considerato patologico se diviene , per un periodo di tempo prolungato, l'unica forma di soddisfazione sessuale raggiunta dal soggetto, provocando danni o limitazioni alla sua vita di relazione . Otto Fenichel (1951) ha associato il voyeurismo ad una fissazione inconscia al momento in cui il soggetto, da bambino, vide o sentì per la prima volta i propri genitori avere un rapporto sessuale. Tale evento, in psicanalisi, prende il nome di scena primaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MASOCHISMO SESSUALE&lt;br /&gt;Le fantasie masochistiche tendono a esordire nell'infanzia; il coinvolgimento di partner prende luogo a partire dalla prima età adulta. Le fantasie e il comportamento sessuale sadomasochistici tra adulti consenzienti sono molto comuni. L'attività masochistica tende a essere ritualizzata e cronica. Molti tra quelli che praticano tali attività mettono in atto umiliazioni e percosse soltanto a livello di simulazione, con partecipanti che sanno che si tratta di un gioco ed evitano accuratamente umiliazioni o lesioni reali. Tuttavia, alcuni masochisti aumentano la gravità delle proprie attività con il tempo, giungendo potenzialmente a lesioni gravi o alla morte. Le attività masochistiche possono essere il modo preferito o esclusivo di procurarsi l'eccitazione sessuale. I soggetti possono mettere in atto le proprie fantasie masochistiche da soli (p. es., legandosi, trafiggendosi la pelle, applicandosi scosse elettriche, procurandosi bruciature) o andando alla ricerca di un partner che possa essere un sadico. Le attività con il partner comprendono la sottomissione, la bendatura degli occhi, le sculacciate, la flagellazione, l'umiliazione orinando o defecando sulla persona, il travestimento forzato o lo stupro simulato. Una forma potenzialmente pericolosa comporta l'autoasfissia autoerotica parziale (ipossifilia), in cui una persona usa lacci, cappi o sacchetti di plastica per indurre uno stato di relativa ipossia cerebrale sino all'orgasmo. Per aumentare l'ipossia cerebrale possono essere inalati dei nitriti volatili ("popper"). Lo scopo è quello di intensificare l'orgasmo, ma questa attività a volte produce decessi accidentali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SADISMO SESSUALE&lt;br /&gt;Il sadismo è quella condizione psichica per la quale un individuo trae piacere dal dolore, fisico e morale, inflitto ad altri. E’ una perversione dell’erotismo in cui il godimento sessuale è legato alla rappresentazione mentale di una sofferenza altrui o al compimento di atti che provocano uno stato di dolore alla vittima. Le fantasie e gli atti sadici possono comportare un’ attività che indica un controllo e dominio sulla vittima come imprigionare, bendare, fustigare, mutilare e procurare ferite fino alla morte. Come affermato da Fromm il costringere qualcuno a sopportare pene e mutilazioni è un modo per manifestare un controllo e dominio, che non sfocia però nella distruzione dell’altro. Sigmund Freud ha utilizzato frequentemente il termine sadismo per indicare sia la fusione di sessualità e violenza, sia l’esercizio della sola violenza anche senza connotazioni sessuali. Allo stesso modo, in un primo tempo il sadismo fu considerato da Freud un fenomeno primario, capace di convertirsi poi in masochismo, mentre in un secondo momento sarebbe stato il masochismo originario ad essere deviato verso l’esterno sotto forma di sadismo, attraverso la pulsione di morte.&lt;br /&gt;Il sadismo può presentarsi in diverse forme: 1) sadismo non sessuale o psichico che consiste nel provare piacere e gratificazione psicologica nel maltrattare i familiari, nel provare gioia per sconfitte e il dolore altrui. All’interno della vita familiare si nota che questi soggetti pretendono obbedienza, hanno un senso fanatico dell’autorità e puniscono ogni minimo errore; 2) sadismo sessualeche indica il bisogno di vedere soffrire il proprio compagno, specie donna, per il dolore fisico e l’umiliazione prima, durante e dopo il rapporto sessuale&lt;br /&gt;L’obiettivo più radicale del sadico è far soffrire l’altro perché non c’è potere più grande su un’altra persona che quello di infliggere dolore. Il sadico non prova brivido per la morte dell'altro, ma solo per un prolungato processo di tortura e di sofferenza su di una vittima cosciente. E’ possibile, inoltre, fare una distinzione tra le varie forme cliniche di sadismo in virtù dei gradi di aggressività e di conseguenze. Pertanto distinguiamo: a) sadismo criminale, che è proprio di un individuo, che spinto da un sentimento di violenza, tortura la vittima fino ad ucciderla. Il comportamento di questi soggetti sembra essere collegato più ad una forte impulsività e malvagità che a tendenze sessuali; b) sadismo pervertito che consiste in una serie di torture o giochi pervertiti con lo scopo di avere un’eccitazione sessuale.Gli individui che rientrano in questa categoria possono agire sia su soggetti dello stesso sesso, su bambini, animali e perfino su oggetti; c) sadismo nevrotico caratterizzato dal forme di perversioni collegate a sintomi nevrotici come angoscia, ossessioni, fobie.&lt;br /&gt;Colui che commette uno stupro provoca sicuramente alla vittima dolore ma solo il sadico sessuale causa una sofferenza volontaria, sia fisica che psicologica, per garantirsi una forma di eccitazione. Se le azioni coinvolte in uno stupro hanno lo scopo di torturare ed umiliare la vittima provocando allo stupratore un godimento di tipo sessuale, tali azioni rientrano nel sadismo sessuale; lo stringere e il mollare la presa con le mani intorno al collo della vittima in modo da farla svenire per poi rianimarla può provocare una gratificazione sessuale Tuttavia c’è da considerare che alcuni criminali, separatamente da una motivazione sadica, utilizzano l’arma dello strangolamento in quanto più funzionale perchè consente di controllare e sottomettere meglio la vittima; le mutilazioni post-mortem molto spesso sono confuse con il sadismo. Una vittima deceduta non può fornire al sadico alcun input necessario per l’eccitazione sessuale perchè non può soffrire. Pertanto, gli atti post-mortem o azioni commesse su una vittima incosciente non possono essere classificati come azioni sadiche&lt;br /&gt;Secondo le teorie psicodinaliche classiche la soddisfazione del sadico nel vedere soffrire la sua vittima si spiega, con la sua identificazione con la vittima: il sadico quindi gode nel far soffrire se stesso.Ciò che va più di ogni altra cosa messo in rilevo è che c’è una relazione complementare e simmetrica fra sadismo e masochismo, che sono in pratica due facce della stessa medaglia, i due versanti della stessa perversione, le cui forme attive e passive si incontrano nello stesso individuo.Sostiene Freud: “Chi prova piacere ad infliggere dolore agli altri in relazioni sessuali è anche capace di godere il dolore come un piacere che da queste può derivare. Un sadico è allo stesso tempo un masochista, sebbene l’aspetto attivo e quello passivo della perversione possa essere in lui più fortemente sviluppato e costituire la sua attività sessuale prevalente”.&lt;br /&gt;Sembra che l’abuso subito nell’infanzia sia un altro possibile fattore causale o comunque correlazionale del sadismo.Secondo Gabbard, l’atto aggressivo serve a contenere la rabbia e l’ostilità di questi soggetti che sono guidati da un forte desiderio di dominare ed umiliare gli altri e nello stesso tempo di voglia di riscatto e vendetta. Egli afferma che le persone che hanno bisogno di fantasie o azioni sadiche per raggiungere una gratificazione sessuale stanno cercando di capovolgere scenari infantili nei quali sono stati vittime di abuso fisico o sessuale. Infliggendo ad altri quello che accade a loro quando erano bambini ottengono nello stesso tempo vendetta e un senso di padronanza sulle esperienze infantili di abuso. Pertanto, l’atto aggressivo serve a contenere la rabbia e l’ostilità di questi soggetti che sono guidati da un forte desiderio di dominare ed umiliare gli altri e nello steso tempo di voglia di riscatto e vendetta. Lo psicologo forense Richard Walter evidenzia tre caratteristiche del sadismo, le cosiddette “Tre D”: dread (Paura), dependency (dipendenza) e degradation (degradazione) Il sadico vuole istillare un senso di paura nella vittima, provando un’eccitazione sessuale attraverso la percezione del grado di terrore della vittima. Inoltre vuole che la sua vittima sia completamente dipendente da lui; quanto più grande sarà la dipendenza percepita, tanto maggiore sarà il suo brivido sessuale. Il sadico degrada la sua vittima sia fisicamente che spiritualmente. Il sadico vuole sfuggire alla propria solitudine e al proprio senso di isolamento impossessandosi di un’altra persona.&lt;br /&gt;FROTTEURISMO&lt;br /&gt;Il Frotteurismo comporta il toccare e lo strofinarsi con i genitali contro una persona non consenziente.&lt;br /&gt;Si manifesta generalmente in posti affollati (per es., marciapiedi affollati o mezzi di trasporto pubblico).&lt;br /&gt;Mentre il soggetto mette in atto i toccamenti con i propri genitali (da vestito) al corpo di un’ignara donna, di solito fantastica una relazione esclusiva di intimità con la vittima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FETICISMO&lt;br /&gt;Il feticismo comporta l´uso di oggetti inanimati (il “feticcio”) per ottenere eccitazione sessuale e piacere.&lt;br /&gt;Tra i più comuni oggetti feticistici vi sono mutande, reggiseni, calze, scarpe, stivali, o altri accessori di abbigliamento femminile.&lt;br /&gt;Di solito il feticcio è necessario per l´eccitazione sessuale e si può comprendere come questa perversione possa comportare una limitazione alla libertà di gratificarsi attraverso l’incontro amoroso se questo non viene mediato dall’oggetto feticista.&lt;br /&gt;La parafilia può esordire nell´adolescenza, sebbene il feticcio possa essere stato investito di significato particolare già nella prima fanciullezza.&lt;br /&gt;Una volta instauratosi, il Feticismo tende ad essere cronico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TRAVESTITISMO&lt;br /&gt;Il travestitismo comporta l´indossare abbigliamento del sesso opposto. Questo disturbo è stato descritto solo in maschi eterosessuali.egli tende a collezionare indumenti femminili con cui di tanto in tanto si traveste. Quando è travestito, in genere prova piacere, immaginando di essere sia il maschio soggetto che la femmina oggetto della sua fantasia sessuale.&lt;br /&gt;Il travestitismo non viene diagnosticato quando il travestimento si manifesta esclusivamente nell´ambito del transessualismo, che è un disturbo dell’identità di genere in cui il soggetto sente di appartenere al sesso opposto a quello genitale. Un maschio affetto da transessualismo si veste da donna perché si sente donna; un maschio affetto da travestitismo si veste da donna perché ciò lo eccita sessualmente.&lt;br /&gt;Il disturbo più spesso insorge con travestimenti già nella fanciullezza o nella prima adolescenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre parafilie sono&lt;br /&gt;Scatologia telefonica. Telefonate oscene&lt;br /&gt;Necrofilia. Attrazione sessuale per i cadaveri&lt;br /&gt;Parzialismo. Attenzione esclusiva per una parte del corpo.&lt;br /&gt;Zoofilia. Attrazione sessuale per gli animali.&lt;br /&gt;Coprofilia. Uso delle feci per l’eccitazione sessuale.&lt;br /&gt;Urofilia. Uso delle urine per l’eccitazione sessuale.&lt;br /&gt;Clismafilia. Uso dei Clisteri per l’eccitazione sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terapia psicoanalitica delle perversioni&lt;br /&gt;Nel considerare le indicazioni del trattamento psicoanalitico delle parafilie, bisogna tenere conto di un fattore, assente nelle nevrosi, che complica il problema. In questi disturbi, infatti,i sintomi tendono ad essere piacevoli e il trattamento minaccia di riaccendere antichi conflitti ai quali il paziente riuscì a sfuggire mediante la malattia e minaccia anche di distruggere l’unico piacere che il paziente conosca. Quindi non è possibile analizzare individui i quali si sentono in pace con la loro perversione.La prognosi terapeutica sarà tanto più favorevole quanto più spiccata è la sofferenza del paziente quanto maggiore cioè è il coefficiente nevrotico della perversione. Inoltre tanto più spiccato è il disturbo narcisistico del carattere tanto maggiori saranno le difficoltà implicite nel trattamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-6815714193061148113?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/6815714193061148113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=6815714193061148113' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/6815714193061148113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/6815714193061148113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/11/perversioni-sessuali.html' title='Perversioni sessuali'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-444379456917549367</id><published>2010-11-05T00:19:00.000-07:00</published><updated>2010-11-05T00:21:05.138-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Sintomo psichico e suo significato</title><content type='html'>Sintomo psichico e suo significato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoanalisi ha permesso lo studio e l’approfondimento dinamico delle varie psicopatologie attraverso la scoperta che i meccanismi che operano nella mente di una persone sofferente di disturbi psicopatologici siano esattamente gli stessi che operano nella mente di una persona "sana"; la differenza sta nell'intensità con cui i conflitti che agiscono nella mente della persona si manifestano esternamente , ed intervengono nella sua vita personale e sociale. In ognuno (nei soggetti "sani", così come nei soggetti "malati"), esistono dei conflitti tra pulsioni e forze inconsce di vario tipo. Pulsioni inaccettabili per la mente cosciente, vengono fermate con l'ausilio dei cosiddetti meccanismi di difesa. I sintomi nevrotici sono la espressione simbolica, nella vita cosciente, sotto forma di compromessi più o meno riusciti ed efficaci,di conflitti tra le forze di repressione dei vissuti e quelle che tendono a farli accedere alla vita cosciente.&lt;br /&gt;La concezione energetica e dinamica delle forze che alimentano la vita psichica, induce a supporre che una quantità importante di risorse è impiegata per mantenere questo equilibrio precario e per sostenere la lotta contro l’angoscia o la depressione a scapito di una normale maturazione psicosessuale.&lt;br /&gt;La psicoanalisi , rinforzando l’Io del soggetto, si pone come obiettivo quello di permettere al materiale rimosso di riaffiorare alla coscienza, in modo tale da liberare l´ energia repressa, il che è utile al perseguimento della maturazione affettiva.&lt;br /&gt;Il disvelamento del materiale rimosso avviene attraverso la tecnica delle libere associazioni delle idee (intuito e inaugurato da Sigmund Freud) , applicabile alle fantasie diurne e al materiale onirico. Pur restando inconsci, questi conflitti possono spesso manifestarsi tramite degli "indizi indiretti", che è possibile cercare di interpretare da una prospettiva psicoanalitica. Tali indici di conflitto, nella teorizzazione freudiana, possono includere i lapsus, le dimenticanze, gli errori di distrazione, i sogni, ma anche ogni tipo di produzione creativa della persona (ad esempio, l'attività artistica e quella intellettuale, tramite processi di sublimazione; e, pur non generando una situazione patologica, si possono considerare come sintomi della presenza di tali conflitti. Questi fenomeni fanno ovviamente parte della vita delle persone "sane", così come di quelle che manifestano sintomi patologici. I contenuti rimossi vengono mantenuti nell'inconscio da quelle che Freud chiama resistenze, che hanno lo scopo di impedire che il materiale che un tempo era ritenuto pericoloso per il soggetto possa "riemergere" in futuro. la differenza tra soggetto "malato" e "sano" è solo quantitativa e non qualitativa: la differenza sta nell'intensità e struttura dei conflitti inconsci che la persona si trova a dover fronteggiare, e nel modo con cui questi conflitti si esprimono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-444379456917549367?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/444379456917549367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=444379456917549367' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/444379456917549367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/444379456917549367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/11/sintomo-psichico-e-suo-significato.html' title='Sintomo psichico e suo significato'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-2541114021449731788</id><published>2010-10-25T14:38:00.000-07:00</published><updated>2010-10-25T14:39:07.561-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Depressione o condizione umana?</title><content type='html'>Angoscia esistenziale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affrontando una tematica così complessa come il problema della angoscia esistenziale definibile anche come depressione esistenziale è necessario riprendere brevemente il tema di cosa si intenda per depressione. Possiamo notare come, scivolando progressivamente dalle depressioni maggiori a quelle minori finiamo per imbatterci, alla fine, nella depressione esistenziale, che forse è il quid irriducibile, l’espressione della infelicità umana che è sottesa al nostro essere nel mondo. Facciamo perciò un breve excursus sul tema depressivo stabilendo in chiusura il collegamento con il tema della felicità .&lt;br /&gt;La nosografia della depressione comprende la distinzione tra.&lt;br /&gt;A) Depressioni endogene o maggiori (indipendenti da eventi precipitanti), uni e bipolare, cioè pure o con alternanza di stati depressivi e maniacali cioè di eccitamento.&lt;br /&gt;B) Depressioni reattive, o minori legate ad eventi scatenanti di tipo abbandonico e di perdita (lavoro, affetti, menomazioni fisiche, etc.)&lt;br /&gt;Queste due entità nosologiche sono da alcuni considerate un continuum per cui una sfuma nell’altra, da altri invece due affezioni qualitativamente diverse e questo spiegherebbe perché la prima risponde bene ai farmaci antidepressivi, nella seconda invece sia più decisivo un intervento psicoterapeutico.&lt;br /&gt;Sembrano esposti alla depressione soggetti portatori di un narcisismo precario ,di una valutazione di sé, contrassegnata da immaturità, con insicurezza di base e mancanza di fiducia delle proprie capacità,con costante bisogno di riconoscimento e di stima e le cui relazioni sono spesso contrassegnate da valenze di dipendenza e di appoggio.&lt;br /&gt;Questo tipo di personalità li rende vulnerabili alle frustrazioni e agli abbandoni che le loro esigenze affettive e la loro ambivalenza di fondo possono tendere a provocare.&lt;br /&gt;I sintomi della depressione sono quantitativamente presenti in base alla entità del quadro che spazia tra i due estremi dalla grave melanconia endogena fino al lieve fondo depressivo esistenziale. I sintomi che ora descriveremo sono perciò tanto più marcati e presenti quanto più è grave il disturbo del tono dell’affettività.&lt;br /&gt;Essi riguardano l’umore: il soggetto si sente svalutato, isolato, incompreso, inutile, con ideazioni pessimistiche rivolte a sé e a ciò che lo circonda. Si lamenta circa il suo destino infausto, ha paura della morte e dell’abbandono, il futuro suscita in lui apprensione poiché è visto in una luce sinistra.&lt;br /&gt;L’ansia è diffusa, ma può organizzarsi a livello somatico con cefalee, vertigini, spasmi di natura varia, turbe del sonno, dell’appetito e della sessualità. Inoltre è presente inibizione motoria sotto forma di stanchezza, una astenia che compare fin dal mattino e che non è attenuata dal riposo.&lt;br /&gt;E’ importante distinguere, tra le depressioni minori,la distimia o depressione nevrotica dalla depressione caratteriale o temperamento depressivo che sfuma nella depressione esistenziale. Nella distimia, oltre all’intervento psicoterapeutico psicoanalitico,un uso di farmaci serotoninergici e dopaminergici,se adoperati in modo adeguato, può essere prospettato per un periodo non prolungato.&lt;br /&gt;Nella depressione caratteriale, si ha la impossibilità di separare l’atteggiamento depressivo dalla struttura psichica del soggetto in quanto la tristezza abituale e la tendenza svalutarsi appaiono radicati nel suo carattere. In questo ultimo caso esiste refrattarietà a qualunque trattamento farmacologico e l’intervento relazionale psicoanalitico è fondamentale.&lt;br /&gt;Sovrapponibile sembra il quadro del temperamento depressivo ( i termini carattere e temperamento sono concetti usati diversamente dai vari autori ,che a volte li sovrappongono, a volte viene denominato temperamento la componente biologico- pulsionale, e carattere la componente egoica della personalità)..&lt;br /&gt;Si pone ora il problema di cosa sia la depressione esistenziale e se essa possa essere o meno un sinonimo della infelicità umana cioè se il dolore sia un fattore ineludibile o meno nella nostra esistenza. Intanto è importante rilevare come uno stato mentale di qualsiasi tipo, inclusa quindi la felicità, venga espresso tramite una soggettività e questo comporta una complessità nel decodificare, in termini oggettivi o meglio generali il significato condiviso di certi termini: sono da interpretare perciò soltanto come dei tentativi di orientamento in quel complesso labirinto che è la mente umana.&lt;br /&gt;Bisogna purtroppo constatare, inoltre, che gli esseri umani hanno difficoltà molto maggiore a rilevare una sensazione di benessere che non a sperimentarne il suo contrario, tranne nei casi in cui la sensazione di piacere sia molto accentuata.&lt;br /&gt;Credo sia giusto a questo punto, interrogarci su ciò normalmente si intende per felicità, perché credo che, semanticamente, a questo termine vengono dati significati non univoci. Alcuni intendono riferirsi ad uno stato di ebbrezza o estasi, altri ad una situazione di benessere relativamente libera da conflitti, chi lo assimila alla sicurezza, chi ad uno stato assenza di dispiacere e potremmo citare infinite sensazioni a cui fanno riferimento gli esseri umani, al punto tale che ci viene in mente che, del concetto di felicità, esiste un’idea spiccatamente individuale. Se, comunque, vogliamo cercare di comprendere meglio, possiamo ipotizzare che venga rubricato o come stato mentale di tipo estatico inebriante con caratteristiche di tipo onirico, contrassegnato però dalla caducità o temporaneità, oppure come stato di tranquilla sicurezza priva di affanni la quale può abitare la nostra mente per un tempo prevedibilmente più lungo. Nella prima accezione dobbiamo appunto riconoscere la estrema transitorietà di questi stati mentali e la loro assoluta episodicità nel corso della esistenza.. Dall’analisi dell’inconscio sembra poter dedurre che questi vissuti sono la riproduzione di sensazioni sperimentate dal bambino nei primi mesi di vita,orientativamente dal terzo al sesto, durante il rapporto di unione simbiotica con la madre, in cui il piccolo sperimenta una indifferenziazione tra il sé e il mondo esterno, in modo tale che viene da lui percepito quel “sentimento oceanico”di tipo fusionale di cui parla il poeta Romain Rolland.. Sono quelle sensazioni che hanno un ricollegamento mitologico nelle varie culture, per esempio nel Simposio di Platone , ove Zeus fa dell’uomo un lacerato sempre anelante a ricongiungersi con l’altra parte, nascosta e divisa, per vivere così la sua completezza. Tutti noi aneliamo all’unità, aspiriamo a rivivere e a soddisfare quella che viene percepita come beatitudine e onnipotenza del sé, quello stato di totalità, che ci accompagnerà,nostalgicamente, per tutta l’esistenza: vengono in mente le situazioni di innamoramento o di passionalità,i momenti di compenetrazione orgasmica o gli stati mentali di una madre connessi all’atto procreativo: tutti stati psichici che hanno la caratteristica di avere una durata più o meno breve anche se sono caratterizzati da una intensità decisamente notevole, e potremmo, in modo poetico, inquadrarli come momenti di assaggio dell’immortalità. Se l’individuo porta dentro di sé cospicuamente questo sentimento nostalgico, avrà al suo interno una sensazione spiccata di insoddisfazione, di delusione di fronte alla normalità dell’esistenza e sarà fortemente tentato di dire che la felicità non abita questo mondo.&lt;br /&gt;Il problema che abbiamo noi umani deriva proprio da quella stessa evoluzione psichica che ha permesso i progressi dell’umanità. La nostra autocoscienza, cioè la capacità di pensare il nostro pensiero è quella che, da una parte ci apre al senso, dall’altra è il luogo dell’implosione di ogni senso . Non possiamo essere felici come invece lo può essere un animale che dimostra beatitudine nel mangiare, dormire, saltare . L’autoconsapevolezza che porta con sè la coscienza della nostra finitezza, si scontra con il nostro desiderio perenne di immortalità ed è la radice della infelicità umana.&lt;br /&gt;Il problema della angoscia esistenziale è comunque un tema già profondamente sentito dagli antichi Greci i quali , come dice Nietzsche, hanno avuto il coraggio di “guardare in faccia il dolore e di conoscere e sentire i terrori e l’atrocità dell’esistenza”.Essi hanno percepito la tragicità dell’esistenza nella contrapposizione tra le esigenze della natura e le aspirazioni del singolo. Le leggi di natura dicono infatti che ogni singola esistenza deve morire affinché si generino nuove vite, le quali prendono il posto delle precedenti, in una circolarità della vita e della morte. Il singolo invece grida ad alta voce la sua voglia di vivere e rifiuta questo passaggio di testimone. Il Greco elabora risposte attive alla ineluttabilità della morte, sostenendo che non bisogna illudersi e nemmeno rassegnarsi ma conoscere (màthesis)perché il sapere evita il male evitabile. Il concetto greco di “aretè” che è l’equivalente della “virtus” latina esprime infatti la capacità di eccellere, di essere il migliore,però vivendo e conoscendo il proprio limite (katà mètron), cioè con atteggiamento di saggezza (phrònesis). Gnothi seauton, conosci te stesso, è scritto sul tempio di Delfi, conosci le tue caratteristiche, la tua inclinazione, il tuo demone e arriverai alla eudaimonia che in greco significa felicità , che vedrei più propriamente assimilabile alla pace illuminata dal benessere , perché ritengo che il conoscere non possa dare tanto felicità come stato gioioso quanto serenità esistenziale.&lt;br /&gt;La scuola stoica sosteneva che esiste un legame intimo tra dolori e desideri e il loro motto substine ed abstine è un invito a sopportare l'intolleranza, frutto di passione altrui e ad astenersi dall'intemperanza, frutto della propria passione, facendo prevalere la razionalità . Gli stoici sono assertori delle virtù dell'autocontrollo e del distacco dalle cose terrene,che si realizzano nell'ideale della apateia, della atarassia, della aponia, come mezzi per raggiungere l'integrità morale e intellettuale. Nell'ideale stoico, è il dominio sulle passioni che permette allo spirito il raggiungimento della saggezza.&lt;br /&gt;La filosofia buddista sostiene, analogamente, che il dolore è un vuoto, una mancanza che porta alla ricerca della soddisfazione di desideri , che è continuo ed ininterrotto poichè appena un desiderio è soddisfatto ne nasce uno nuovo,ancora più grande, in un susseguirsi senza sosta, per cui rinunciare ai desideri significa rinunciare a una inutile sofferenza. Quindi solo quando avremo abbandonato gli attaccamenti per cose e persone, scompariranno ansie, angosce, depressioni e tutti i sentimenti spiacevoli che la nostra entità psicosomatica può produrre e sarà possibile sperimentare l'emancipazione dalla sofferenza esistenziale. Per raggiungere l’obiettivo molto importante è per il buddista dedicarsi alla Meditazione, che comporta un'energica disciplina ascetica (yoga) : in questo caso il rimedio non consiste in una sollecitazione verso la razionalità o l’autocontrollo, ma nella soddisfazione della pulsione erotica all’interno del sé con un riscatto dell’onnipotenza originaria preoggettuale e fusionale( infatti negli stati meditativi profondi si parla anche qui di “sentimento oceanico”).Credo, cioè, che si possa pensare che, nell’atto meditativo, la rinuncia al desiderio per le cose venga sostituita da un investimento energetico verso il sé e che l’ appagamento oggettuale fallace e caduco che può derivare dal contatto con gli oggetti può vantaggiosamente essere vicariato dal piacere narcisistico derivante dal serbatoio libidico che può essere rappresentato dalla nostra unità indifferenziata psicofisica.&lt;br /&gt;La visione Giudaico- Cristiana ripropone la cultura dell’onnipotenza- felicità la quale, essa sostiene, non può essere raggiunta in questo mondo ma può essere tuttavia raggiunta in un’altra dimensione. Viene svalutata cioè la vita terrena sostenendo che essa è un transito,che il piacere è un bene effimero,viene riconosciuto che essa è contrassegnata dal dolore esistenziale che ha le sue motivazioni, perché è dovuto alla colpa del peccato originale da cui è possibile redimersi, che è anzi utile a fini espiativi,che è il fattore più potente che induce alla speranza e alla fede, che la vita futura, la vera vita, sarà senza dolore.&lt;br /&gt;La Psicoanalisi con Freud, in sintonia con gli assunti filosofici dell’epoca, prima illuministi poi positivisti, riprende il tema della ragione come unico strumento per esplorare l’inconscio, per bonificarlo, sottraendoci così al dolore che deriva soprattutto dalla ignoranza delle parti nascoste del nostro sé.”Dove era l’Es (il mondo istintivo) deve subentrare l’Io”. Di nuovo è ripreso il tema , del nosce te ipsum conosci te stesso.Una volta assoggettato all’io, il nostro inconscio non potrà essere più fonte di dolore o sofferenza . Il punto è probabilmente questo, che esiste un disagio ineliminabile nel vivere per il fatto stesso che la vita conduce alla morte, e che, come dice Freud, vivere significa, in fondo, accettare di morire lentamente. Vediamo come, anche in questo caso, la fiducia nel predominio della ragione esclude il raggiungimento della felicità in quanto anche la presenza di un io lucido, consapevole, capace di sottrarre gran parte dei territori all’inconscio, può portare l’essere umano soltanto alla normalità esistenziale .Per Freud, come per gli antichi Greci, conoscere profondamente se stessi può lenire le sofferenze, le ansie le angosce e portare a quel piacere che nasce dall’assenza di dispiacere ma non si può certo parlare di felicità terrena.&lt;br /&gt;Nella nostra società secolarizzata e fortemente edonistica la rimozione della morte è un tema costante e gli individui, costantemente accelerati, hanno perduto la capacità di accettare le frustrazioni, dimenticando quanto esse siano un potente motore di crescita individuale. Non è sufficiente un tranquillo benessere perché ci richiama troppo da vicino il nostro status di mortalità, siamo affamati di stati mentali eccitati e concitati. I desideri debbono essere subito soddisfatti e ad ognuno deve essere subito subentrare il successivo, si è smarrita la capacità di darsi un limite ed ecco allora echeggiare nella nostra mente come monito la frase di Aristotele “chi non conosce il suo limite tema il suo destino”.&lt;br /&gt;Non esiste più a livello intrapsichico il rapporto conflittuale tra ciò che si deve fare e ciò che non si deve fare, ma la tensione interna è fra ciò che si è capaci di fare e ciò che non riusciamo a fare . Ogni iniziativa umana è parametrata sul successo che può ottenere e dove non vi è successo vi è depressione come percezione del proprio fallimento esistenziale.&lt;br /&gt;E’ possibile pensare che l’ abuso odierno di psicofarmaci non sia dovuto niente altro che al tentativo dell' essere umano di robottizzare la propria psiche,eliminando, o perlomeno riducendo, la percezione del vacuum e della angoscia per la propria mortalità, del senso di inutilità del vivere. Si creano stati mentali di esaltazione ed accelerazione psichica durante le ore lavorative con farmaci attivanti ,in genere serotoninergici, smorzati e anestetizzati spesso da rilassanti ,in genere benzodiazepine, in quelle poche ore dedicate al riposo notturno il quale deve essere scevro di ansie affinchè, il giorno seguente, possa essere ripristinato il ritmo lavorativo con rinnovato vigore, cioè non indebolito nè inquinato da problematiche di stanchezza per un riposo non adeguato.&lt;br /&gt;Credo che sia importante, perciò,per il nostro benessere, ricercare stati mentali più rallentati e pacificati,dando dare ampio spazio ad una riflessione profonda e consapevole, intrisa di una ritmicità lenta e non frenetica. Riappacificarci ed assaporare la nostra finitezza non fuggendone terrorizzati per gettarci ciecamente nella iperattività facendoci sedurre dalle sirene dell’agire in modo concitato,ma riassaporando l’otium , la trance, la meditazione, l’arte della contemplazione, lasciandoci cullare dalla dilatazione del tempo e dello spazio e riconciliandoci con la nostra condizione di mortali. Può non essere deprimente essere mortale anche per un laico, possiamo arrivare a percepire il termine dell’esistenza come una condizione naturale, a cui veniamo condotti dal fatto stesso di essere nati. Credo che sia è importante, come sostiene Epicuro, coltivare l’amicizia, il rapporto con i nostri simili, ricercando spazi di sessualità sublimata, attraverso la empatia, la comunicazione,lo stare insieme, accostandoci a soggettività per alcuni aspetti diverse dalla nostra ma accumunate a noi dalla condizione di caducità. E’ importante evitare di farsi erodere dalle brame competitive e abbandonare gli egocentrismi e gli arrivismi con le connesse brame di espansione di profitto e di possesso di beni: così ci scontriamo con la miseria e la caducità del nostro essere e viene aggiunto solo un granello di polvere a ciò che possediamo. E’ nostro compito andare al di là di una ideologia di puro accumulo di beni , la quale guarda alla felicità nel suo aspetto puramente edonistico ed è quindi è ben lontana dal garantirla. Inoltre, essendo profondamente legato alla nostra efficienza, ci fa scontrare con il deterioramento connesso al trascorrere del tempo, dandoci il senso della inutilità e della caducità mortale dell’esistenza. Le relazioni devono essere privilegiate rispetto al reddito, perché la solitudine e la mancanza di legami sociali hanno molta più influenza sul benessere di quanto non faccia la situazione economica, fatte naturalmente salve le condizioni di estrema indigenza. Ciò forse non ci conduce alla felicità ma rappresenta la creazione di una struttura anticorpale capace di tutelarci dalla angoscia del vuoto e di conferire serenità e dolcezza alla nostra esistenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-2541114021449731788?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/2541114021449731788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=2541114021449731788' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2541114021449731788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2541114021449731788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/10/depressione-o-condizione-umana.html' title='Depressione o condizione umana?'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-1554942991944427029</id><published>2010-10-18T15:09:00.000-07:00</published><updated>2010-10-18T15:10:54.041-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicoterapie'/><title type='text'>Psicoterapie brevi</title><content type='html'>PSICOTERAPIE BREVI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine 'psicoterapia' viene dal greco “psichè” (anima, soffio vitale) e “therapeia” (cura), per cui in termini letterali il suo significato è 'prendersi cura dell’anima'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoterapia consiste principalmente in uno scambio verbale tra due persone: uno è un esperto (psicoterapeuta), l'altro è una persona in cerca di aiuto (paziente o cliente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste due persone lavorano insieme sui disturbi o i problemi vissuti dal paziente, cercando di raggiungere la guarigione di quest'ultimo (nel caso non fosse presente una vera e propria patologia, ma solo un malessere esistenziale, ciò che si vuole raggiungere è un cambiamento significativo dello stile di pensiero e di comportamento, al fine di migliorare la qualità della vita).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da diversi anni ormai si sono diffuse anche in Italia, provenienti dall'America, le così dette 'psicoterapie brevi'. 'Brevi' non significa naturalmente 'magiche' e neppure 'superficiali': esse sono delle psicoterapie ugualmente 'serie', capaci di dare dei risultati abbastanza stabili nel tempo, anche se hanno tempi di risoluzione molto più brevi rispetto alle psicoterapie classiche. La psicoterapia classica evita di concentrarsi esclusivamente sul sintomo, prediligendo l'analisi della intera storia del paziente, in quanto ritiene che, curando solo il sintomo, si otterrebbe solo un suo spostamento (ad esempio, se si cura con successo la fobia dei ragni, poco tempo dopo potrebbe insorgere un altro sintomo, come la fobia per gli spazi aperti) e non la guarigione definitiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I metodi della psicoterapia breve sono invece centrati sulla comprensione del problema nella sua forma attuale, cioè sui sintomi che comportano i maggiori disagi nel paziente. Questo tipo di psicoterapie suggerisce dunque delle soluzioni pratiche e comporta sempre la verifica dei risultati ottenuti dopo la messa in atto delle soluzioni individuate. Una psicoterapia breve può durare da qualche settimana (per risolvere un disagio non troppo invalidante) a qualche mese (nel caso di problematiche più complesse, più antiche o più invalidanti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Principalmente le tecniche di psicoterapia breve appartengono alla famiglia degli approcci cognitivo-comportamentali (che mirano cioè a cambiare non solo i comportamenti del paziente, ma anche gli aspetti cognitivi, il suo modo di percepire la realtà).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimamente anche le psicoterapie dinamiche hanno messo a punto dei trattamenti di psicoterapia breve, per venire incontro alle richieste dei pazienti, che difficilmente riescono a pianificare un impegno terapeutico per sette-otto anni, come accadeva nel passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio, la 'Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve', pur mantenendo fermi alcuni principi della psicodinamica classica, come per esempio i fattori sommersi e l’inconscio, punta molto sulla brevità degli incontri. Su tali modalità di cura si è aperto tra gli psicoanalisti, un acceso dibattito, tra chi è a favore e chi è contro tali tecniche. Gli scettici ritengono che tali metodiche siano troppo deboli e del tutto inconsistenti sul piano teorico, almeno rispetto alle terapie tradizionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è poi la Terapia Breve Sistemica, un approccio psicoterapeutico di tipo pragmatico, anch'esso centrato sul problema vissuto dal paziente e volto ad ottenere dei cambiamenti nel tempo più breve possibile. Il disagio psicologico viene studiato qui dal punto di vista sistemico e costruttivista: l'individuo, la coppia, la famiglia sono parte del sistema che li circonda e delle relazioni che hanno stabilito gli uni con gli altri, ciascuno secondo la propria visione del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Terapia Breve Sistemica è stata sviluppata negli anni sessanta a Paolo Alto (California) da un team di ricercatori, i cui nomi più conosciuti sono Paul Watzlawick, Richard Fisch et John Weakland. Essi si sono ispirati ai lavori di Gregory Bateson sulla comunicazione e sui paradossi, alla pratica clinica di Donald Jackson con le famiglie di psicotici e alle strategie terapeutiche dell'ipnosi di Milton Erickson. Il punto di vista costruttivista è basato su questo concetto: non si può conoscere la realtà se non conosciamo prima noi stessi. Ciascuno infatti costruisce ciò che chiama la 'realtà', senza avere consapevolezza del fatto che si tratta di una costruzione personale, basata sulle proprie esperienze e conoscenze: pertanto non esiste una costruzione della realtà 'giusta' e una 'sbagliata', ma esistono visioni della realtà che 'funzionano' ed altre che 'non funzionano', in vista del raggiungimento degli obiettivi che ci si è dati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una psicoterapia breve è frequente che vengano proposte delle tecniche di rilassamento: esse sono semplici, ma indispensabili per ridurre la risposta emotiva all'ansia. Il rilassamento, spesso ispirato al Training Autogeno di Schultz o al rilassamento progressivo di Jacobson, anche se è insufficiente, da solo, a risolvere un problema, può aiutare il paziente a sentirsi meno teso, prima solo a livello locale, poi in tutto il corpo e nella psiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terapeuta (o il coach) in genere gioca un ruolo attivo, più o meno direttivo, stabilendo con il paziente una relazione 'collaborativa': con lui analizza infatti il problema da risolvere, ed insieme cercano di trovare le soluzioni più efficaci, partendo da una migliore comprensione del sé, fino alla ridefinizione dei propri obiettivi, preparando per tempo il terreno e le risorse necessarie per poter arrivare all'azione e all'auspicato cambiamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' importante precisare che, quando si parla di risultati ottenuti con una psicoterapia breve si intende sempre la percezione del risultato dal punto di vista del paziente, sia per il livello dei risultati raggiunti, sia per la loro stabilità nel tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una terapia breve termina quando c'è il riconoscimento, sia da parte del terapeuta, sia da parte del cliente, della scomparsa della manifestazione disfunzionale che aveva motivato la richiesta di consulenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo approccio risulta molto più conveniente per il paziente, per vari motivi, sia economici che organizzativi: infatti non tutti possono prendersi lunghi periodi di assenza dal lavoro o essere rimborsati dalle assicurazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta certamente la critica per cui, se non si conosce l'origine del disagio, tutte le soluzioni possono essere superficiali e non durature, ma del resto anche i risultati ottenuti dalle psicoterapie tradizionali, che mirano ad una ristrutturazione completa della personalità, non sempre mostrano dei risultati stabili nel tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-1554942991944427029?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/1554942991944427029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=1554942991944427029' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1554942991944427029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1554942991944427029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/10/psicoterapie-brevi.html' title='Psicoterapie brevi'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-916355700195668250</id><published>2010-10-18T00:35:00.001-07:00</published><updated>2010-10-18T00:35:55.581-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ipnosi'/><title type='text'>Ipnosi e meditazione</title><content type='html'>Ipnosi e meditazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La meditazione è praticata per raggiungere l’illuminazione, l’ipnosi non ha, di per sé, alcuno scopo mistico o religioso. La meditazione è un processo lungo, che coinvolge la vita del meditante. L’ipnosi, al contrario, pur ottenendo gli stessi effetti in termine di riduzione dell’ansia e tranquillità della mente, è un processo breve, mirato, che non è basato sul raggiungimento dell’illuminazione, ma sulla risoluzione di un problematica.Dal punto di vista neurofisiologico non vi è nessuna differenza dato che lo stato di meditazione porta il soggetto ad attivare alcuni parametri psico-fisiologici caratteristici dello stato di trance.&lt;br /&gt;L’ipnosi è un ottimo modo per migliorare la meditazione, sperimentare l’estasi o stati mistici. Può diventare un modo alternativo, semplice ed efficace, per praticare la meditazione.&lt;br /&gt;Studiando il fenomeno meditativo sembra opportuno distinguere due tipi di meditazione:&lt;br /&gt;a) Meditazione recettiva&lt;br /&gt;b) Meditazione riflessiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La meditazione recettiva si basa sull’iterazione sequenziale e martellante di una parola non specifica,effettuata con tale rapidità da essere in grado di sbarrare la coscienza all’ intrusione di qualsiasi pensiero:è alla base di quegli stati mentali che vengono evocati con la formulazione di rituali e preghiere ed è quello a cui si riferiscono molte filosofie o religioni orientali quando parlano di consapevolezza senza pensieri o vuoto mentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che un meccanismo simile si sviluppi ascoltando la musica techno (per esempio nei raves parties) con la tecnica della trance-dance, importato dalle culture sciamaniche e praticato anche dai danzatori dervisci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sua forma originale i soggetti vengono bendati (deprivazione sensoriale visiva e attenzione rivolta verso l’interno), si effettuano due inspirazioni molto veloci seguite da una inspirazione lenta e si comincia a ballare scalzi (esaltazione dell’esperienza tattile) al ritmo di di 4 ½ percussioni di tamburo al secondo( che coincide con la frequenza delle onde theta dell’EEG che sono le onde cerebrali lente meditative).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tre chiavi della trance sono il suono, respiro e il movimento corporeo.&lt;br /&gt;La Meditazione riflessiva è sovrapponibile, come metodo induttivo, alla ipnosi e consiste fondamentalmente nell’osservare, libero da qualsiasi giudizio o valutazione.&lt;br /&gt;Goleman ha descritto con chiarezza la tradizionale distinzione delle tecniche meditative buddiste in pratiche di concentrazione e di visione profonda. Le pratiche di concentrazione pongono l'accento sulla coltivazione di una attenzione indivisa diretta su un singolo oggetto dalla quale derivano inevitabilnmente concomitanti sensazioni di tranquillità soddisfazione e gioia potenzialmente culminanti in stati di trance.Questa fase per gli psicoanalisti è una regressione alla condizione narcisisica infantile, un tentativo di fusione dell'io con l'io-ideale che deriva dall'esperienza della fusione simbiotica indifferenziata del bambino con la madre precedente alla nascita di strutture cognitive sufficientemente mature per il pensiero concettuale. a questo livello si ferma la meditazione induista .&lt;br /&gt;La meditazione buddista si spinge invece oltre le pratiche di concentrazione per arrivare alle tecniche di visione profonda che si basano su una strategia dell'attenzione nota come presenza mentale che sottolinea la consapevolezza , attimo per attimo,degli oggetti mutevoli della percezione, una serie di insight, culminanti nella esperienza della illuminazione. Il sentiero meditativo buddista richiede una sapiente interazione delle due tecniche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-916355700195668250?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/916355700195668250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=916355700195668250' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/916355700195668250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/916355700195668250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/10/ipnosi-e-meditazione.html' title='Ipnosi e meditazione'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-2737830646909738750</id><published>2010-10-18T00:31:00.000-07:00</published><updated>2010-10-18T00:34:23.015-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ipnosi'/><title type='text'>Autoipnosi e ipnosi regressiva</title><content type='html'>Autoipnosi e ipnosi regressiva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ipnosi è un trattamento che è altamente consigliabile effettuare sotto una guida esperta, la quale, dopo un colloquio iniziale, è in grado di valutare l´opportunità di effettuarlo e,successivamente, quale sia il procedimento d’induzione ipnotico più idoneo, in base alle peculiarità del soggetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autoipnosi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta che il soggetto, dopo un allenamento adeguato,è entrato in possesso della capacità di entrare in trance è in grado di ricorrervi da solo tramite autoipnosi ogni qualvolta lo ritenga opportuno.Questa pratica viene sollecitata dall'ipnoterapeuta tramite comando post-ipnotico durante lo svolgimento della trance ipnotica. Il soggetto, successivamente, può ritagliarsi, in ogni momento della giornata , uno spazio per lo svolgimento di questa pratica, allo scopo di interporre una specie di cuscinetto protettivo e meditativo tra sè ed eventuali disagi o situazioni stressanti a cui è andato incontro, magari durante il vissuto quotidiano o al fine di antagonizzare angosce o stati depressivi più o meno strutturati.&lt;br /&gt;Lo stato di trance viene perseguito non al fine di estraniarsi dalla realtà, ma, al contrario, con l’obiettivo di raccogliere le proprie energie per entrare nuovamente in pieno contatto con il mondo dopo essersi depurato dalle ansie perturbatrici e quindi con rinnovato vigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ipnosi regressiva&lt;br /&gt;Nell’ipnosi regressiva vi è l’affascinante possibilità di regredire alle primissime fasi della nostra esistenza e addirittura transpersonali, osservando, in alcuni casi, come il soggetto sia in grado di ricollegarsi a vissuti particolari che trascendono la sua comparsa nel mondo.L’ipnosi regressiva è un metodo che viene attuato sotto la guida esperta di un ipnoterapeuta e che, attraverso un percorso mirato che scenda in profondità nelle viscere dell’inconscio, permette al soggetto di regredire dolcemente alle primissime fasi della sua esistenza. L’ipnosi regressiva consente all´individuo di scivolare lentamente e progressivamente fino alle radici del suo essere nel mondo, condotto dalla guida ferma dell’ipnoterapeuta.La mano adulta dell’ipnoterapeuta accompagna la persona nella sua regressione ed essa diviene sempre più piccola fino ad arrivare al suo primo affacciarsi all’esistenza. La realtà piano piano scompare, il linguaggio si assottiglia fino a dissolversi, e resta solo il bambino che ha come riferimento il "grande", l´ipnoterapeuta,il quale diventa per lui la rappresentazione del mondo. Con la ipnosi regressiva, l’ipnoterapeuta può addirittura,come abbiamo detto, condurre ancora più indietro il soggetto facendolo regredire a vissuti particolari transpersonali, che trascendono cioè la comparsa nel mondo del suo sé e della sua identità attuale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-2737830646909738750?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/2737830646909738750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=2737830646909738750' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2737830646909738750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2737830646909738750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/10/autoipnosi-e-ipnosi-regressiva.html' title='Autoipnosi e ipnosi regressiva'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-2732058113947395030</id><published>2010-10-18T00:29:00.001-07:00</published><updated>2010-10-18T00:29:57.391-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicoterapie'/><title type='text'>Confronto tra psicoanalisi e altre psicoterapie</title><content type='html'>Confronto tra Psicoanalisi e Psicoterapie adattive&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoanalisi ha ereditato dalla tecnica ipnotica lo strumento del lettino, la cui funzione è soprattutto quella di svincolare il cliente da un contatto realistico con l’analista, agevolandone la possibilità di entrare in contatto con le fantasie. Dobbiamo rilevare che, anche in questo caso, viene favorita una posizione corporea che agevola il rilassamento e come questo risparmio energetico venga utilizzato per investire, regressivamente, i processi psichici. Nella cosiddetta “alleanza terapeutica”, che sembra essere un fattore di grande importanza nella evoluzione mentale, si realizza una scissione dello psichismo del soggetto in una parte osservante, identificantesi nello psicoanalista, e in una parte osservata. Possiamo ipotizzare che questa identificazione sia in parte primaria e in parte secondaria. La componente primaria consiste, probabilmente, in una riattivazione della identificazione originaria materna, pregna di elementi magico-simbiotici, preverbali, con le modalità di quello che Freud definiva “processo primario”e non differisce, in questo, perciò,dalle caratteristiche insite nel rapporto ipnotico. La produzione verbale che si riscontra, una volte indeboliti i meccanismi di controllo, tramite sollecitazione dello psicoanalista,si esprime in “associazioni libere” in cui i collegamenti effettuati non corrispondono a criteri logici. Quindi, la grande scoperta di Freud consiste nell’aver individuato che era propria di questo stato mentale arcaico una modalità di funzionamento psichico, per esempio l’identità di percezione in luogo della identità di giudizio, il dominio del principio del piacere su quello di realtà,l’assenza del principio di “non contraddizione”.., la cui espressione verbale dava accesso ad un materiale prelogico estremamente prezioso. Utilizzando poi il funzionamento psichico del “processo secondario”, strutturatosi successivamente nella evoluzione psichica, e dominante nella identificazione secondaria con lo psicoanalista , il materiale emerso viene messo a confronto con l’io della persona la quale, soggetta a meccanismi di difesa inconsci che si esprimono nel transfert come” "resistenze”,è aiutata nel valutare, esaminare ed elaborare. Il processo analitico si basa, in altri termini, su una scissione della psiche del soggetto di cui una parte sperimenta, nel transfert ,tramite identificazione primaria, la riattivazione delle immagini arcaiche del processo primario e che si esprime successivamente attraverso le libere associazioni. Si verifica poi,tramite l’ identificazione secondaria con lo psicoanalista, attraverso ostacoli endopsichici di maggiore o minore entità,un confronto di queste parti con l’altra componente dell’io del soggetto, la quale utilizza il processo secondario e l’esame di realtà. La laboriosità e la lunghezza di questo processo, per altri versi inappuntabile su un piano teorico-clinico, ha creato i presupposti perché nascessero le cosiddette “psicologie dell’adattamento”, cognitivismo e comportamentismo, le quali non valutano il sintomo nel senso etimologico come “segnale”di un conflitto e quindi come elemento guida che sollecita ad una indagine, ma come un errore di adattamento, “poor adaptation”,considerandolo semplicemente qualcosa da eliminare, cioè non come l’emergere di un problema ma il problema stesso. Di conseguenza sono stati considerati superflui gli strumenti analitici, il lettino, la regressione, il transfert, le libere associazioni e le analisi delle resistenze. Il terapeuta si pone di fronte al cliente come emblema e rappresentante dell’adattamento adeguato, (ricordiamo come, in analisi, lo psicoanalista non si ponga mai come soggetto risolto ma solo come terminale delle proiezioni del paziente e strumento interpretativo). Essendovi un target ben preciso cioè l’eliminazione del sintomo,tutto diventa funzionale a questo scopo, compresa la somministrazione di consigli e la prescrizione di compiti da svolgere. Notiamo che la terapia è decisamente più corta, poiché la soppressione del sintomo ne sancisce la fine,mentre in analisi la sua cessazione è solo propedeutica ad un approfondimento della dinamica psichica sottostante. Coloro che esprimono perplessità sulle tecniche adattive sostengono che, come la riduzione della temperatura con gli antipiretici non elimini la broncopolmonite, così il risultato ottenuto lasci inevaso il conflitto soggiacente, che quindi tenderà a ripresentarsi sotto mutate spoglie. D’altra parte, essendo il sintomo, secondo la teoria dell’adattamento, il problema stesso, il nuovo disturbo è considerato qualcosa di veramente “ nuovo” e sarà trattato come il precedente. Se prendiamo in esame l’obiezione che viene fatta all’analisi, di creare dipendenze prolungate,gli psicoanalisti tendono a replicare innanzitutto che l’analisi non crea dipendenze, poiché niente e nulla può creare una dipendenza inesistente. Essa, semplicemente, tende a evidenziarle, ed è, al contrario, l’unica procedura che ne permette il superamento attraverso la elaborazione nel transfert. Essi sostengono che la mancata risoluzione della dipendenza è invece una problematica insita nelle terapie adattive, in primo luogo perché il terapeuta si pone come esempio di perfetta integrazione, quindi come modello, in secondo luogo poiché si serve di strumenti direttivi e suggestivi . Inoltre fanno notare che, anche se con questo metodo sembra che il processo si svolga su una base esclusivamente realistica, gli elementi arcaici della personalità del cliente in terapia sono semplicemente celati, ma agiscono e vengono proiettati sulla figura del terapeuta: essendo tuttavia rimossi e non accessibili all’interpretazione ,al soggetto non è offerta la possibilità di elaborarli tramite l’interpretazione delle caratteristiche della relazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-2732058113947395030?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/2732058113947395030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=2732058113947395030' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2732058113947395030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2732058113947395030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/10/confronto-tra-psicoanalisi-e-altre.html' title='Confronto tra psicoanalisi e altre psicoterapie'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-6167670445204275095</id><published>2010-10-18T00:26:00.000-07:00</published><updated>2010-10-18T00:27:10.522-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ipnosi'/><title type='text'>Ipnosi ed altre tecniche di rilassamento</title><content type='html'>Confronto tra ipnosi ed altre tecniche di rilassamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tentativo di comprendere l’ importanza dei vari fattori nel determinare lo stato di trance ci porta a riconoscere che un ruolo trainante è svolto dall’ipnoterapeuta. Egli rappresenta la persona a cui è stato delegato un ruolo onnipotente (anche se poi verifichiamo come questa disponibilità dichiarata del soggetto nasconda in sé resistenze importanti tali da rendere difficile o impossibile la creazione dello stato ipnotico). Egli viene, inconsciamente, inserito, con la propria immagine protettiva, nelle fantasie che abitano la mente del soggetto. Notiamo, d’altra parte, come, già prima che lo sperimentatore provochi la trance vera e propria, agisce, nella persona che richiede l’ipnosi, un fattore suggestivo(il nome consigliato dello specialista, il suo studio, la lettura di qualche suo articolo, etc)che diviene propedeutico a quanto poi si svolgerà. E’ presumibile che le fantasie riguardanti il terapeuta siano una riedizione di immagini arcaiche riferentesi alla madre primordiale, in cui un ruolo fondamentale viene svolto da messaggi metacomunicativi inconsci cioè preverbali, con caratteristiche magiche. Il meccanismo della trance si crea grazie ad una scissione nello psichismo del soggetto, di cui la parte osservatrice, che si identifica con l’ipnoterapeuta tramite meccanismo mimetico-simbiotico, indirizza la componente di sè che sperimenta le sensazioni. Bisogna rilevare, inoltre, come le due tecniche ipnotiche principali praticate, quella classica diretta e quella eriksoniana indiretta, utilizzino sostanzialmente gli stessi meccanismi nella creazione della induzione. Nella ipnosi classica diretta, la concentrazione del soggetto è inizialmente indirizzata verso una fonte esterna,subito dopo, però, l’attenzione viene spostata su sensazioni corporee di pesantezza, rilasciamento muscolare e ritmo respiratorio. Successivamente le suggestioni impartite riguardanti il sollevamento o l’abbassamento del braccio, il blocco delle dita l’avvicinamento o l’allontanamento delle mani o altre, utilizzano l’elemento corporeità, con un meccanismo induttivo di feedback. Nella ipnosi eriksoniana indiretta, è sempre l’elemento percettivo il primum movens in quanto, in luogo dell’oggetto esterno della tecnica classica , l’attenzione è, da parte dell’ipnoterapeuta, focalizzata su asserzioni verificabili di tipo percettivo orientate verso il mondo esterno di tipo termico(caldo-freddo), acustico (silenzio, rumori, voce dell’analista ), tattile (percezioni del corpo o di parti di esso sul lettino ) etc. Anche in questo caso, successivamente, il baricentro viene spostato dal dato percettivo al dato somatico- cenestesico. D’altra parte, il verificarsi della ipnosi spontanea suggerisce l’ipotesi che un altro fattore importante nella genesi del fenomeno della trance possa essere anche uno spostamento d’accento dalle rappresentazioni mentali presenti al momento, a un “qualcosa” di diverso. Questo “qualcosa” può essere qualsiasi evento o immagine in grado di attrarre l’attenzione del soggetto, cioè di distrarlo dai pensieri abituali, creando uno stato di scissione. L’ipnosi consiste semplicemente nella messa in atto di un processo operativo che miri alla creazione della trance, che sia cioè una” distrazione guidata magica” e non affidata alla estemporaneità degli eventi. Quindi, riassumendo,si vede come, in ambedue le tecniche, dopo un suggerimento iniziale percettivo, nella creazione della stato ipnotico vi sia un convogliamento energetico a livello della corporeità. Una volta ottenuto il rilassamento somatico, le energie vengono poi mobilitate verso rappresentazioni mentali che, per via regressiva, vengono sovrainvestite.La guida dell’ipnoterapeuta , avendo egli avuto cura di conoscere preventivamente le caratteristiche del soggetto, lo condurrà su percorsi a lui consoni, con sollecitazioni e valutazioni che possano, eventualmente, anche agire a rinforzo dell’io. La realizzazione della trance si svolge quindi nella direzione del percorso percezione-cenestesiâ€“mentalizzazione cioè seguendo la direzionalità corpo-mente. Ora proviamo a prendere in esame altre tecniche di rilassamento per vedere se esiste un percorso comune. Nel training autogeno vediamo come, anche in questo caso, al livello inferiore, il terapeuta utilizzi i meccanismi corporei. Agli esercizi basilari della pesantezza (rilassamento della muscolatura liscia e striata )e del calore (vasodilatazione periferica e aumento del flusso sanguigno ), vengono fatti seguire quelli complementari più avanzati del cuore (azione sulla funzione cardiovascolare ), respiro(azione sulla funzione respiratoria ), plesso solare (aumento del flusso sanguigno agli organi interni ) e fronte fresca (lieve vasocostrizione a livello encefalico). A livello superiore l’energia derivante dal livello corporeo, quella cenestesica, viene convogliata, anche in questo caso, a impregnare lo psichismo e ad innescare c rappresentazioni mentali pure, ripetendo anche in questo caso il percorso soma-psiche. L’ Hatha yoga è lo yoga ginnico, dell’armonia psico-fisica, basato su una serie di esercizi di origine antichissima, originati nelle scuole iniziatiche dell’India e del Tibet. Il termine hatha significa sforzo, ostinazione, pertinacia e indica come la pratica rivesta un importanza fondamentale. Esso si basa sulle Asana , cioè il complesso di esercizi fisico-ginnici che sono le posture del corpo e il Pranayama che è un insieme di tecniche respiratorie. Il terminale di queste pratiche somatico-cenestesiche anche in questo caso è la meditazione che è, in ottica laica, cioè non fideistica,omologabile alla fase rappresentativa della trance ipnotica e agli stati mentali superiori del training autogeno. Il Buddismo Zen ( con Zen ci si riferisce ad un insieme di scuole buddiste giapponesi) si basa anche esso su pratiche che hanno come fulcro iniziale la corporeità. Tra esse si distingue lo Zazen , la meditazione stando seduti, che è accompagnata da determinate posizioni delle mani e da ritmi respiratori prolungati. L’obiettivo è quello di portare la mente al satori, l’illuminazione (partecipazione attiva e consapevole al mondo) e al vuoto(rinuncia al mondo e distacco da esso proprio come l’ascetica "noluntas" di Arthur Schopenhauer), che sono visti come stati mentali non elidentesi ma complementari. Anche la Bioenergetica valuta il corpo come un veicolo importante nel benessere psichico. Essa agisce sia sulla respirazione sia sul rilassamento delle tensioni muscolari con lo scopo di decodificare le difese psichiche del carattere ripristinando l’equilibrio della unità corpo-mente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-6167670445204275095?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/6167670445204275095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=6167670445204275095' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/6167670445204275095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/6167670445204275095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/10/ipnosi-ed-altre-tecniche-di.html' title='Ipnosi ed altre tecniche di rilassamento'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-1136913571743556717</id><published>2010-10-18T00:24:00.000-07:00</published><updated>2010-10-18T00:25:24.748-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ipnosi'/><title type='text'>Ipnosi e PNL (Programmazione neurolinguistica)</title><content type='html'>Ipnosi e PNL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine PNL stabilisce collegamento teorico fra i processi neurologici ("neuro"), il linguaggio ("linguistico") e gli schemi comportamentali che sono stati appresi con l'esperienza ("programmazione). E’ stato coniato dai fondatori del movimento, Richard Bandler e John Grinder, La Programmazione Neurolinguistica (PNL) è nata come un modello di come comunichiamo con noi stessi e gli altri."Comunicare" significa trasmettere e ricevere informazioni.&lt;br /&gt;La PNL è quindi un modello che spiega come processiamo le informazioni che ci arrivano dall'esterno e di come a sua volta il nostro comportamento, stati emozionali e rappresentazioni interne ne vengano influenzati. La credenza base è che "la mappa non è il territorio", questa affermazione, significa che quello che pensiamo non è necessariamente quello che è. La mappa sono i nostri pensieri, il nostro modo di vedere il mondo, ed il territorio è il mondo e la realtà esterna.&lt;br /&gt;Modificando la mappa del mondo, cioè il sistema di idee relativo al proprio mondo interno e alla realtà interna, il soggetto può potenziare il proprio psichismo, ottimizzare le proprie azioni al fine di amplificare i comportamenti efficaci e ridurre quelli limitanti.. La PNL viene attuata e si sviluppa fondamentalmente tramite metodologia ipnotica. L’ipnosi è comunicazione. A livello cerebrale l’emisfero destro è quello cosiddetto creativo, elabora le fantasie, i sogni, le informazioni musicali,è la sede dell’inconscio. L’emisfero sinistro è specializzato nei pensieri razionali, nella logica, nel linguaggio. L’ipnosi non fa altro che permettere all’emisfero destro di attivarsi.A partire dal lavoro di Erickson è prevista la partecipazione dell’Io cosciente per un più agevole accesso all’emisfero non dominante e per garantire, attraverso la collaborazione tra l’io cosciente del soggetto e l’ipnoterapeuta, l’aggiramento delle resistenze e la capacità di ottenere risultati duraturi. In essa, cioè, le procedure , tradotte in linguaggio neurobiologico, mirano ad ottenere "il consenso" da parte dell’emisfero sinistro ("utilizzazione dell’emisfero dominante") realizzando in definitiva l’accesso all’emisfero destro e la successiva interazione con lo stesso, che nel frattempo si è trasformato nell'emisfero dominante,mediante comunicazione empatica, musicale (nell’emisfero destro sono presenti intere gestalt auditive), l’affettivizzazione del rapporto, metafore, forme linguistiche immaginifiche, fiabe, favole, inclusi i messaggi non verbali. E' un meccanismo analogo a quello che in analisi viene definita "alleanza di lavoro" per cui lo psichismo del paziente si scinde in una parte che sperimenta gli affetti e una parte, alleata con il terapeuta, che si sviluppa attraverso un meccanismo di identificazione con lui: si viene così a creare quel rapporto collaborativo e realistico che è prezioso allo scopo di elaborare la relazione transferale.&lt;br /&gt;Tale alleanza, che sembra essere uno dei requisiti fondamentali per un progredire favorevole del processo analitico e quindi per la risoluzione del transfert, gioca un ruolo chiave egualmente nella tecnica della ipnosi Eriksoniana ..&lt;br /&gt;Potremmo definire l’ipnosi classica autorevole, impositiva come “ipnosi paterna”, l’ipnosi Eriksoniana come ipnosi accogliente, “materna” Si possono utilizzare tecniche dirette, in cui l’attenzione è indirizzata su un oggetto esterno o su un punto o indirette..&lt;br /&gt;In questo ultimo, nella tecnica di ricalco-guida si ricrea un meccanismo simbiotico identificatorio molto arcaico, fatto di linguaggio essenziale o addirittura metalinguistico,cioè non verbale, che sembra ripetere le esperienze del bambino nelle prime fasi della vita, riferentisi a precoci sensazioni tattili, termiche, uditive, visive e cenestesiche.&lt;br /&gt;Si verifica cioè una dissociazione dell’io del soggetto in una parte osservantesi alleata e mimetica con l’ipnoterapeuta tramite identificazione e una parte che sperimenta le sensazioni e le immagini proposte cioè le ideoplasie&lt;br /&gt;Tecniche fondamentali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’ipnosi si utilizza il nostro corpo come un meccanismo di biofeedback, attraverso il cosiddetto rapport che consiste nell’uniformarsi ai comportamenti dell’altro, attraverso un assecondamento (ritmo della voce, respiro, sbattimento delle palpebre posizione delle gambe, postura generale del corpo…) che viene definito ricalco. Una volta che questo si è verificato si stabilisce appunto un circuito di feedback per cui il soggetto che è davanti a noi progressivamente avrà la tendenza a fare ciò che facciamo noi e viene condotto in stato di trance progressivamente attraverso le transizioni mettendo in relazione, L’ipnoterapeuta crea una relazione tra le varie asserzioni tale che invece di saltare da uno stato di coscienza all’altro il paziente vi passa senza scosse. Vediamo più dettagliatamente le tecniche&lt;br /&gt;Ricalco e guida verbali&lt;br /&gt;Ottenuto il ricalco noi guidiamo il soggetto in genere formulando prima una asserzione orientata del tutto verso il mondo esterno , assolutamente verificabile e poi aumentando gradatamente il numero di asserzioni orientate verso il mondo interno. Milton Erickson ha spesso descritto la trance come il fatto di avere l’attenzione focalizzata all’interno. Questo procedimento è noto come “modellamento causale”.Il modo più semplice e meno potente di collegare due asserzioni è tramite la congiunzione “e”, il secondo è usare “mentre” o “quando”, la forma di collegamento più forte è “fa” oppure “causa”.&lt;br /&gt;Importante è utilizzare adeguati sistemi rappresentazionali, cioè i diversi canali sensoriali,&lt;br /&gt;Essi sono:&lt;br /&gt;VISIVO&lt;br /&gt;Include le cose che vediamo o come qualcuno o qualcosa ci sembra&lt;br /&gt;UDITIVO&lt;br /&gt;Include i suoni, le parole che ascoltiamo e gli elementi paraverbali (tono, ritmo etc...)&lt;br /&gt;CENESTESICO&lt;br /&gt;Sensazioni esterne che includono il tocco di qualcuno o qualcosa, la pressione etc...&lt;br /&gt;OLFATTIVO&lt;br /&gt;Gli odori&lt;br /&gt;GUSTATIVO&lt;br /&gt;il gusto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi tre canali (Visivo - Uditivo - Cenestesico) sono i più usati nel prendere le decisioni e nell'analizzare le situazioni consciamente.&lt;br /&gt;Gli ultimi due (olfattivo e gustativo) sono percepiti in maniera più inconscia.&lt;br /&gt;Nella metodologia ipnotica si ricalca il canale sensoriale presente e si guida a quelli non attivi al momento.&lt;br /&gt;Ricalco e guida non verbali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso non vi è bisogno di parlare, dobbiamo semplicemente rifletterci nell’altro per ottenere rapport, utilizzando elementi meta comunicativi, della corporeità e metterci in uno stato alterato di coscienza, assicurandoci che l’altro ci stia seguendo.&lt;br /&gt;Ancoraggio&lt;br /&gt;Una volta indotto lo stato di trance possiamo sistemare delle ancore in modo da poter reindurre una trance quando la vogliamo, per esempio cambiando tono di voce, movimenti, atteggiamento ed espressione rispetto allo stato di coscienza normale. Si creerà subito uno stato di coscienza alterato.&lt;br /&gt;L’ipnosi quindi è un processo che permette di entrare in contatto con la parte più profonda di noi, di conoscersi, di crescere, di avviare delle decise trasformazioni. L’ipnosi moderna è una raffinata e profonda capacità di comunicare con se stessi e con gli altri. .Nel fenomeno ipnotico non si perde coscienza, ma si entra in uno stato naturale, una condizione ideale che si può paragonare a quella che si verifica quando si è appena svegli al mattino, rilassati e tranquilli. I tre i grandi obiettivi che si prefigge l’ipnosi moderna sono, in sintesi,: eliminare le emozioni negative, «centrare» l’individuo, instaurare motivazioni e elementi positivi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-1136913571743556717?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/1136913571743556717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=1136913571743556717' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1136913571743556717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1136913571743556717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/10/ipnosi-e-pnl-programmazione.html' title='Ipnosi e PNL (Programmazione neurolinguistica)'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-1145017999333337131</id><published>2010-10-18T00:16:00.000-07:00</published><updated>2010-10-18T00:17:18.350-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ipnosi'/><title type='text'>Motivazione e Ipnosi</title><content type='html'>Ipnosi motivazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Motivazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Motivazioni propedeutiche all’ipnosi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel trattamento ipnotico è importante che nel soggetto si istaurino valide motivazioni che abbiano lo scopo di aggirare le resistenze. Per favorire tutto ciò è importante una conversazione preparatoria che abbia il fine di tranquillizzare il paziente sfatando pregiudizi e credenze circa il metodo ipnotico stesso affinchè la trance possa svolgersi con successo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Motivazioni che si istaurano con il trattamento ipnotico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ipnosi è uno strumento molto efficace per produrre nel soggetto potenti motivazioni che lo spingano al cambiamento sostituendo sintomi , atteggiamenti comportamenti auto lesivi orientandolo verso un approccio esistenziale positivo , vitale orientato al benessere alla fiducia allo sviluppo di risorse all’incremento di autostima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concetto di motivazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Freud ha spiegato la motivazione all’interno della sua teoria pulsionale, analizzando in che modo le pulsioni possono indirizzare il comportamento umano. Una pulsione è un costituente psichico geneticamente determinato che opera producendo uno stato di eccitazione, di tensione che spinge l'individuo all'attività. Il concetto di pulsione va differenziato da quello di istinto. Un istinto è la capacità o la necessità innata di reagire ad un determinato insieme di stimoli in maniera stereotipata o costante attraverso un comportamento notevolmente più complesso di quello che viene definito riflesso. Come un semplice riflesso, tuttavia, un istinto è messo in relazione ad un determinato stimolo ed è costituito da una eccitazione centrale alla quale segue una risposta motoria avente un corso determinato. la pulsione invece è una costituente psichica che produce&lt;br /&gt;uno stato di eccitazione che spinge l’organismo all’attività, anch’essa geneticamente determinata&lt;br /&gt;ma suscettibile di essere modificata dall’esperienza individuale (carattere relativamente&lt;br /&gt;indeterminato della pulsione rispetto allo schema rigido che caratterizza l’istinto). Noi ci rappresentiamola pulsione come un certo ammontare di energia, che preme verso una determinata direzione. La meta di una pulsione è il soddisfacimento che può essere raggiunto soltanto sopprimendolo stato di stimolazione alla fonte della pulsione.&lt;br /&gt;Secondo Freud gli uomini sono influenzati, nel loro agire, da due istinti o pulsioni di base: la sopravvivenza/procreazione sessuale (Eros) e la morte/distruttività (Thanatos). Tutti gli istinti hanno un origine, uno scopo e un oggetto. L’origine si ritrova nell’attività biologica del corpo, nella dinamica dell’incremento ormonale, nella responsività dei tessuti agli ormoni, nel tasso di ormoni in circolo e nella sensibilità agli ormoni degli organi bersaglio. Questi meccanismi fisiologici di base generano una condizione di tensione, attivano una pulsione o spinta, creando uno stato funzionale che persona avverte come sgradevole. Lo scopo di ogni spinta è quello di riuscire a ridurre tale tensione. Gli individui devono trovare un bersaglio, un oggetto grazie al quale poter ridurre tale tensione, altrimenti insorgono insofferenza, infelicità e ansia. L’uomo non può soddisfare direttamente le sue pulsioni istintive perché nella realtà ci sono regole morali e sociali che glielo impediscono, per cui attiva dei meccanismi di difesa verso esse. L’uomo può “rimuovere” le pulsioni e, quindi, farle diventare inconsce, anche se così continuano comunque a determinare la condotta, o “sublimarle”, sostituendo l’oggetto della pulsione (ad esempio: il bambino succhia il pollice in sostituzione del capezzolo materno; oppure un soggetto adulto dà un calcio ad un oggetto sotto la spinta di una pulsione aggressiva, quando non può colpire il suo superiore, quindi agisce in risposta ad una frustrazione,ecc.). Secondo Freud, il meccanismo della sublimazione è fondamentale per il mantenimento del benessere dell’individuo, per la usa sopravvivenza e per lo sviluppo della civiltà. La sublimazione impiega energia neutralizzata che ha subito un processo di desessualizzazionee di deaggressivizzazione dove l’energia libidica, che tende naturalmente verso una metasessuale o aggressiva, viene neutralizzata e resa disponibile per attività sublimate in accordo con lo sviluppo dell’Io e del mondo culturale e sociale in cui l’Io si trova ad esprimersi.&lt;br /&gt;Spesso, i soggetti non sono consapevoli delle pulsioni alla base dei loro comportamenti e tendono ad interpretare la propria condotta come conseguenza di una motivazione più alta. La teoria della sublimazione risulta valida, non solo per la spiegazione di molti casi clinici, ma anche di molte condotte “normali”, come le scelte vocazionali e professionali, l’inclinazione verso specifici hobby, la formazione di rapporti di coppia, ecc&lt;br /&gt;Altri autori, come Adler, hanno introdotto altre categorie pulsionali ritenendole preminenti (per esempio la pulsione di dominio e la sua traduzione comportamentale come ricerca del controllo o del potere) oppure hanno integrato nella dimensione inconscia non solo le pulsioni primarie ma anche modelli archetipici di orientamento nella persona, come nella teoria proposta dalla psicologia analitica di Jung. Altri ancora hanno ridimensionato la componente inconscia dello psichismo, trovando la spiegazione delle diverse condotte individuali prevalentemente a livello dell'Io. Tali modelli, ed in particolare quello della psicologia dell'Io, postulano quindi che la motivazione sia ampiamente determinata non tanto dalle pulsioni primarie quanto da elaborazioni consapevoli e razionali..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune teorie motivazionali generali hanno cercato di interpretare e spiegare in che modo le pulsioni possono indirizzare il comportamento umano e animale. Tra queste teorie rientra la teoria pulsionale etologica, il cui principale esponente è Lorenz. Egli ha affermato che le pulsioni sono istinti caratteristici della singola specie, ma che possono essere influenzate dall’esperienza e dall’apprendimento. Questa teoria sostiene che ogni animale possiede un repertorio singolare e determinato di pulsioni istintuali in relazione alla sua struttura genetica. L’ambiente e l’esperienza agiscono come “modulatori” dell’espressione degli istinti di base della specie. I comportamenti pulsionali si manifestano solo se ci sono un adeguato livello di impulso e uno stimolo scatenante. Gli etologi hanno dedotto che la relazione fra stimolo e tipo di risposta è innata poiché è uguale in tutti gli individui della stessa specie. La significatività delle ricerche sull’imprinting per la comprensione della motivazione sociale umana, nasce soprattutto dalla corrispondenza tra i risultati sperimentali delle ricerche degli etologi e le osservazioni compiute da Spitz, Wolff e Bowlby su bambini privati delle normali cure materne. Tali ricerche hanno provato l’importanza determinante della variabile “ruolo materno” nello sviluppo dell’emotività, della psicomotricità e del linguaggio del bambino. In base alle ricerche sull’imprinting, agli esperimenti di Harlow sulle scimmie e alle osservazioni sui bambini nel primo anno di vita, Bowlby ha concepito la relazione madre-bambino come ricerca di vicinanza tra i due partners e tale ricerca del contatto con un altro essere umano della propria specie è considerata da Bowlby una predisposizione innata da cui dipende lo sviluppo sociale e che prevede un certo grado di attività del bambino fin dalla nascita.. L’attaccamento si può definire come un legame affettivo che una persona o un animale forma tra sé e un altro essere e, in quanto motivazione sociale, viene mostrato dal bambino con comportamenti di ricerca di prossimità. Le ricerche sull’attaccamento hanno utilizzato per lo più una metodologia osservativa .&lt;br /&gt;.Secondo l'approccio cognitivista si distinguono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Motivazione estrinseca&lt;br /&gt;La motivazione estrinseca avviene quando un soggetto si impegna in un'attività per scopi che sono estrinseci all'attività stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La motivazione intrinseca&lt;br /&gt;La motivazione intrinseca, al contrario, avviene quando un soggetto si impegna in un'attività perché la trova stimolante e gratificante di per se stessa, e prova soddisfazione nel sentirsi sempre più competente.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'orientamento motivazionale&lt;br /&gt;Ciò avviene grazie alla rappresentazione degli obiettivi che il soggetto stesso vuole raggiungere o evitare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-1145017999333337131?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/1145017999333337131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=1145017999333337131' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1145017999333337131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1145017999333337131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/10/motivazione-e-ipnosi.html' title='Motivazione e Ipnosi'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-994204720734200849</id><published>2010-10-18T00:06:00.001-07:00</published><updated>2010-10-18T00:06:56.271-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicoanalisi'/><title type='text'>Cos'è la psicoanalisi?</title><content type='html'>Psicoanalisi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoanalisi è una teoria dell'inconscio ed una prassi terapeutica. E’ stata spesso paragonata alla maieutica socratica. I sintomi nevrotici sono la espressione simbolica, nella vita cosciente, sotto forma di compromessi più o meno riusciti ed efficaci,di conflitti tra le forze di repressione dei vissuti e quelle che tendono a farli accedere alla vita cosciente.&lt;br /&gt;La concezione energetica e dinamica delle forze che alimentano la vita psichica, induce a supporre che una quantità importante di risorse è impiegata per mantenere questo equilibrio precario e per sostenere la lotta contro l’angoscia o la depressione a scapito di una normale maturazione psicosessuale.&lt;br /&gt;La psicoanalisi , rinforzando l’Io del soggetto, si pone come obiettivo quello di permettere al materiale rimosso di riaffiorare alla coscienza, in modo tale da liberare l´ energia repressa, il che è utile al perseguimento della maturazione affettiva.&lt;br /&gt;Il disvelamento del materiale rimosso avviene attraverso la tecnica delle libere associazioni delle idee (intuito e inaugurato da Sigmund Freud) , applicabile alle fantasie diurne e al materiale onirico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due sono gli assunti fondamentali della psicoanalisi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) L’uomo freudiano ha carattere storico, cioè lo si può comprendere solo conoscendone la storia, che svolge un ruolo determinante nel far luce sulla sua situazione attuale, in un'ottica, quindi, longitudinale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) L’uomo tende verso un fine, che è quello di soddisfare i suoi istinti o, meglio, le sue pulsioni; il termine pulsione (in tedesco trieb) è usato da Freud per connotare una forza assimilabile all'istinto degli animali (in tedesco istinkt), ma differenziabile: mentre infatti l'istinto animale dà luogo ad una serie di comportamenti stereotipati, la pulsione nell'Uomo, anche se possiede una specificità ereditaria o innata e incondizionata, viene filtrata dall' io e quindi può avere destini variabili in relazione alla personalità del soggetto. Le pulsioni sono spinte destinate ad una meta, cioè ad un soddisfacimento attraverso un oggetto. La meta delle pulsioni può essere il soggetto stesso, nel caso di investimento narcisistico (libido narcisistica) oppure un oggetto esterno (libido oggettuale).&lt;br /&gt;L'evoluzione dei processo libidico dal neonato all'adulto presuppone un progressivo spostamento libidico dal soggetto (nel neonato la libido e' totalmente, o quasi, narcisistica) agli oggetti esterni; tuttavia non dobbiamo dimenticare che Freud ritiene che gran parte della libido rimanga narcisistica, cioè ancorata al soggetto, per tutta la durata dell'esistenza: tale investimento narcisistico può diventare ancora più forte nelle regressioni psichiche, cioè nei momenti di difficoltà che il soggetto può sperimentare nel corso della sua vita.&lt;br /&gt;Egli distingue due tipi di pulsioni: pulsioni di vita e pulsioni di morte, eros e thanatos, e definisce la loro energia rispettivamente libido e destrudo.&lt;br /&gt;La pulsione di vita rappresenta l'insieme di pulsioni sessuali, la pulsione di morte l'insieme di pulsioni aggressive e sono ambedue contenute in quel serbatoio psichico che Freud definisce es. Lo scopo dell'essere umano è appunto quello di soddisfare le pulsioni secondo due principi:&lt;br /&gt;A) Il principio del piacere, che fa sì che il soggetto non possa sopportare la minima tensione e senta il bisogno impellente di scaricarla (vedi la tipica condizione del bambino che vuole tutto e subito)&lt;br /&gt;B) Il principio di realtà: la pulsione non viene soddisfatta immediatamente e il soddisfacimento viene ad essere differito e piegato alle esigenze della realtà in ossequio al proces¬so di maturazione psichica.&lt;br /&gt;Il principio del piacere fa sempre sentire le sue esigenze, subordinandole tuttavia progressivamente al principio di realtà: in questo consiste il processo maturativo dell'essere umano, il processo del pensiero, quello spazio che chiamiamo «mente».&lt;br /&gt;L’apparato psichico tende inoltre ad una stabilità, ad un equilibrio energetico, ad una omeostasi secondo il principio di costanza perché non può accumulare la tensione in modo illimitato, in quanto fonte di una sensazione di spiacevolezza per cui una volta che la tensione ha raggiunto il grado massimo di tollerabilità deve essere scaricata. Il piacere deriva dalla sensazione della scarica.&lt;br /&gt;I vissuti infantili, nell'essere umano, tendono ad essere ripetuti per tutta la vita, seguendo un copione che viene scritto nei primi anni della nostra esistenza, la cosiddetta «coazione a ripetere», a meno che non intervengano decise valenze maturative che siano in grado di spingerci al di là di questo processo ripetitivo: allora assistiamo a quello che può essere definito veramente come «cambiamento».&lt;br /&gt;La libido aggressiva o pulsione di morte, (se vogliamo connotarla biologicamente), ha le stesse caratteristiche della pulsione sessuale, tende cioè anch'essa all'appagamento e può scaricarsi sul soggetto o sugli oggetti circostanti. Nietzsche dice " Si è stati cattivi spettatori della vita, se non si è vista anche la mano che delicatamente uccide ," per sottolineare come la nostra psiche sia intrisa di violenza. Nella persona dotata di un buon livello di maturità dovrebbe aver minor diritto di cittadinanza a livello psichico, rispetto a quella sessuale, però il problema è complesso in quanto non si tratta solo di dosaggio maggiore o minore, cioè di un fattore quantitativo (o economico per usare una espres¬sione di Freud), ma delle modalità distributive con cui le pulsioni stesse vengono gestite, all'interno della intera economia psichica, dall’Io dell'individuo. Nei soggetti violenti e sociopatici si ha evidentemente una formazione incompleta o non definita delle istanze morali. A livello psichico si trova nel vissuto una carenza di relazioni oggettuali durevoli con gli oggetti di riferimento, che siano o meno i genitori biologici, con conseguente precarietà di validi processi di identificazione e la formazione di un Super-io incompleto, patologico o tenuto a distanza tramite tecniche di incapsulamento. A volte, ma non sempre, il comportamento antisociale è caratterizzato da impulsività, che viene anche essa attuata tramite meccanismi di corto circuito, in cui il soggetto cede all’impulso immediatamente prima che possa essere frenato da istanze censorie.&lt;br /&gt;Bisogna rilevare che la pulsione di morte, cioè l'aggressività, la violenza, può anche dirigersi sul soggetto stesso. Tutta la psicopatologia inoltre ha le sue radici fondanti in una violenza che l'individuo non riesce ad elaborare, a sublimare o a deviare all'esterno dei proprio sé.&lt;br /&gt;Tale violenza cioè, se viene mal gestita all'interno del nostro psichismo, può dare origine alle più svariate forme di disturbo psichico, da quelle legate al comportamento alimentare come bulimia e anoressia, all'alcolismo al tabagismo, alle varie forme di tossicodipendenza, ai disturbi ossessi¬vi, alle fobie, al panico, alla depressione, alle sindromi psicosomatiche fino a presentarsi in modo massimale e conclamato nelle psicosi e nel suicidio.&lt;br /&gt;Non dimentichiamoci, poi, come la autoaggressività possa presentarsi anche in situazioni in cui il soggetto ha un bisogno inconscio di mantenersi in posizioni sociali inferiori, tende a incorrere nell'insuccesso, dimostrandosi incapace di gestire un evento a lui favorevole o ha la necessità di compiere di continuo azioni che lo svalorizzano fino a procurarsi gravi infortuni (es. incidenti inconsciamente provocati). Questa dialettica psichica dell'aggressività diretta verso l'esterno, o riflessa all'interno del sé, viene definita da Freud con il binomio «sadismo- masochismo morale». Freud infatti distingue queste due tendenze dalle omologhe che si presentano sul piano sessuale, caratterizzando le perversioni. Tuttavia vuole conservare una analogia terminologica per sottolineare il piacere che accompagna la violenza portata all'esterno o riflessa sul soggetto stesso: in lui, quindi, l'aggressività non ha mai perso la connotazione di pulsione cioè di una forza biologica che è connaturata all'uomo, anche se sottolinea come essa possa essere altresì conseguenza di dinamiche ambientali cioè reattiva a frustrazioni infantili. Degli epigoni freudiani alcuni, come Melanie Klein, danno alla violenza un connotato decisamente biologico pulsionale, affermando che il neonato si trova a contatto con essa fin dai primi momenti della sua esistenza e descrivendo i suoi tentativi di portarla fuori di sé mediante complessi meccanismi psicologici (scissione, introiezione, proiezione, identificazione proiettiva, identificazione nel persecutore, disintegrazione dell'io) che caratterizzano la cosiddetta «posizione schizo paranoide». Altri, come i portavoce della scuola culturalista americana (Karen Horney, Erich Fromm e H.S. Sullivan), sostengono che l'uomo non è così determinato dagli istinti, ma che essi sono modificabili e dipendono dall'ambiente culturale in cui vive. Jung sottolinea invece come l'uomo sia soggetto non solo a forze inconsce strettamente inerenti al suo psichismo, ma anche a istanze derivanti da un inconscio collettivo cioè transpersonale che è «il deposito di tutta l'esperienza ancestrale che comprende milioni di anni, a cui ogni secolo aggiunge una quantità di variazioni e differenziazioni: esso si esprime attraverso simboli dotati di senso definiti «archetipi», le cui rappresentazioni si trovano nella mitologia, nelle religioni, nelle tracce della preistoria».&lt;br /&gt;Adler, infine, parla di una «volontà di potenza», motore che ci spinge a compiere tutti gli atti della nostra vita, una forza competitiva che ha lo scopo di combattere e annullare i sentimenti di inferiorità che sono universali, dato che ogni bambino si sente inferiore, ma che possono essere esacerbati da eventi infantili particolari come anomalie fisiche, malattie, traumi significativi etc..&lt;br /&gt;Indica un percorso caratterizzato da una originalità singolare, non essendo articolato su alcun programma calcolato, ma avendo come fine quello di permettere al soggetto di conoscere e di liberare il proprio inconscio e permettergli di riprendere il suo sviluppo ostacolato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concetto di transfert&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattamento psicoanalitico si basa essenzialmente sul transfert: si tratta della proiezione sulla persona dello psicoanalista di sentimenti irrazionali generalmente legati a conflitti infantili con i genitori, i fratelli o altri soggetti significativi del l’ambiente familiare. Il transfert è la ripetizione.di un copione ed è un fenomeno che insorge spontaneamente nei pazienti.Esso si verifica spontaneamente in tutte le relazioni umane, esattamente come nella relazione tra paziente e psicoterapeuta. Costituisce l’autentico supporto dell’influsso terapeutico e agisce tanto più vigorosamente quanto meno se ne sospetta la presenza.Gli affetti che si ricreano nel transfert tendono a creare nel soggetto la comparsa di meccanismi di difesa e di resistenze che ostacolano il percorso evolutivo.&lt;br /&gt;La analisi di queste resistenze e l’esperienza della situazione di transfert, continuamente riflessa dallo psicoanalista, permettono al soggetto di confrontarsi con la propria storia, di elaborarla e di incamminarsi progressivamente sul percorso di autonomizzazione ed evoluzione del sé. Dal momento che le esperienze passate hanno un’influenza fondamentale e persistente sulla vita presente, il transfert va considerato un fenomeno universale per la specie umana.&lt;br /&gt;E’unanimemente riconosciuto come i processi transferali siano influenzati dal tipo di situazione terapeutica, dalla personalità del terapeuta, dalla sua visione del mondo, dal setting, anche nei suoi elementi concreti.&lt;br /&gt;Il denominatore comune di tutti i fenomeni di transfert è, come abbiamo detto, la ripetizione, che, nella terapia, come nella vita quotidiana, emerge in maniera spontanea. Tutte le regole tecniche che stanno alla base della psicoterapia sono finalizzate a favorire la comparsa spontanea del transfert.&lt;br /&gt;E' necessario, per il lavoro psicoanalitico, creare le condizioni ottimali per la sua insorgenza.&lt;br /&gt;La possibilità che il paziente ha di sviluppare un transfert dipende in larga misura dalla genesi dei suoi sentimenti di fiducia-sfiducia, affetto-avversione, sicurezza-insicurezza nel rapporto con i genitori e con altri adulti significativi durante le fasi di sviluppo preedipiche, edipiche . La storia personale predispone alla possibilità di sviluppare una relazione transferale all’interno di una relazione terapeutica.&lt;br /&gt;Pensiamo ora che valga la pena soffermarsi su alcuni concetti di base relativamente all’alleanza di lavoro o alleanza terapeutica. Il concetto di alleanza terapeutica è formulato, inizialmente, da autori quali la Zetzel, secondo il modello della relazione madre-bambino, in tal senso le fasi iniziali di una psicoterapia, corrispondono secondo certi aspetti alle prime fasi evolutive del bambino e lo psicoterapeuta dovrebbe conformarsi al modello della madre amorevole.&lt;br /&gt;Greenson (1989) sottolinea come il concetto di alleanza terapeutica o di lavoro sia la parte reale o realistica della relazione, quella che Fenichel chiama transfert razionale.&lt;br /&gt;I concetti di alleanza di lavoro o alleanza terapeutica esprimono la dimensione relativamente non nevrotica del rapporto che il paziente instaura con lo psicoterapeuta.&lt;br /&gt;Il nucleo di tali concetti è costituito dalla motivazione del paziente a superare i propri disturbi e si evidenzia nella sua volontà e capacità di collaborare, di seguire le istruzioni dello psicoterapeuta, di utilizzare nuovi insight, di identificarsi con alcuni aspetti del terapeuta. Gli interventi di quest’ultimo dovrebbero mirare, secondo Greenson (1989), a districare l’alleanza di lavoro dalla nevrosi di transfert.&lt;br /&gt;Transfert e relazione reale o relazione attuale vanno quindi differenziati per tentare di fare chiarezza. Sia nel transfert che nella relazione reale esistono elementi consci e elementi inconsci.&lt;br /&gt;In ogni relazione terapeutica accanto al transfert si trova sempre l’alleanza terapeutica. Questi due fenomeni si verificano sulla base di una scissione terapeutica dell’IO (Sterba) in due parti: quella che collabora con il terapeuta e quella che gli si oppone. La prima parte, quella collaborante, è rivolta verso la realtà, la seconda, quella che si oppone, comprende gli impulsi dell’Es, le difese dell’Io, i dettami del Super-io.&lt;br /&gt;Questa scissione terapeutica dell’Io si deve all’identificazione con il terapeuta, infatti, davanti ai conflitti del paziente, il terapeuta reagisce con un atteggiamento di osservazione e riflessione.La identificazione con il terapeuta porta il paziente ad acquisire la capacità di osservare e criticare il proprio funzionamento. Questo è reso possibile solo in conseguenza di una regressione terapeutica durante il primo periodo di trattamento durante il quale si vanno distinguendo e delimitando le aree della nevrosi di transfert e quella dell’alleanza terapeutica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-994204720734200849?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/994204720734200849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=994204720734200849' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/994204720734200849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/994204720734200849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/10/cose-la-psicoanalisi.html' title='Cos&apos;è la psicoanalisi?'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-7928636393217907304</id><published>2010-10-17T23:54:00.001-07:00</published><updated>2010-10-17T23:54:37.113-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ipnosi'/><title type='text'>Che cos'è l'ipnosi?</title><content type='html'>Ipnosi, ipnoterapia ed ipnoanalisi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ipnosi è un processo che si attua tramite la metodologia ipnotica.Esso ha come fine il perseguimento di uno stato particolare definito come trance, coinvolgente sia la componente psichica che somatica dell’individuo.&lt;br /&gt;È una potente arma esplorativa della conoscenza di sè ed un veicolo fondamentale del proprio spazio creativo, ma può essere adoperata come strumento terapeutico in ogni forma di conflitto o di disagio psicologico che possa comportare disturbi di carattere o di personalità.&lt;br /&gt;Freud abbandonò l'ipnosi in quanto , per come veniva allora praticata era una tecnica coercitiva e l'effetto suggestivo creato dalle parole dell'ipnotista forzava le difese, senza elaborarle, a differenza di quanto avveniva in analisi e ,per questo motivo,esse tendevano a ripresentarsi immutate a breve distanza dalla seduta ipnotica. Anche il transfert non poteva essere analizzato e metabolizzato. Sembra che ci fu un evento determinante che portò Freud all'abbandono dell'ipnosi: "Dopo che avevo liberato dalle sue sofferenze una fra le più docili delle mie pazienti, con la quale l'ipnosi aveva ottenuto i risultati più brillanti, collegando le sue crisi dolorose alle loro cause remote, essa al risveglio mi gettò le braccia al collo. L'inatteso ingresso di una persona di servizio ci evitò una spiegazione penosa, ma noi rinunciammo da quel giorno, per tacito comune accordo, alla continuazione del trattamento ipnotico. Ero abbastanza sereno per non mettere questo incidente sul conto della mia irresistibilità personale, e pensai di avere ora colto la natura di quell'elemento mistico che agiva dentro l'ipnosi. Per escluderlo, o almeno per isolarlo, dovevo abbandonare l'ipnosi."&lt;br /&gt;L’abbandono totale nei confronti di un altra persona rimane un mistero che Freud spiega come legame libidico senza soddisfazione erotica "la stessa umile sottomissione, arrendevolezza, assenza di un senso critico nei confronti dell’ipnotizzatore come nei confronti dell’oggetto amato; la stessa cessazione di ogni iniziativa personale; è indubbio che l’ipnotizzatore ha preso il posto dell’ideale dell’Io" E perciò la relazione ipnotica è "una dedizione amorosa illimitata che prescinde dal soddisfacimento sessuale" e trae maggior forza perché l’impulso è inibito alla meta.&lt;br /&gt;Anna Freud (l'Io e i meccanismi i difesa), in modo consonante, specifica che l'ipnotizzatore mirava ad eliminare ogni resistenza dell'Io per accedere direttamente ai contenuti inconsci impedendo così all'Io di prendere parte al processo terapeutico: una volta che l'influenza dell'ipnotizzatore scemava l'Io riprendeva il sopravvento e rendeva vano tutto il lavoro dello psicoterapeuta.&lt;br /&gt;A partire dal lavoro di Erickson è prevista la partecipazione dell’Io cosciente per un più agevole accesso all’emisfero non dominante (inconscio) e per garantire, attraverso la collaborazione tra l’io cosciente del soggetto e l’ipnoterapeuta, l’aggiramento delle resistenze e la capacità di ottenere risultati duraturi. E' un meccanismo analogo a quello che in analisi viene definita "alleanza di lavoro" per cui lo psichismo del paziente si scinde in una parte che sperimenta gli affetti e una parte, alleata con il terapeuta, che si sviluppa attraverso un meccanismo di identificazione con lui: si viene così a creare quel rapporto collaborativo e realistico che è prezioso allo scopo di elaborare la relazione transferale.&lt;br /&gt;Tale alleanza, che sembra essere uno dei requisiti fondamentali per un progredire favorevole del processo analitico e quindi per la risoluzione del transfert, gioca un ruolo chiave egualmente nella tecnica della ipnosi Eriksoniana .&lt;br /&gt;In essa le procedure , tradotte in linguaggio neurobiologico. mirano ad ottenere "il consenso" da parte dell’emisfero sinistro ("utilizzazione dell’emisfero dominante") realizzando in definitiva l’accesso all’emisfero destro e la successiva interazione con lo stesso, che nel frattempo si è trasformato nell'emisfero dominante,mediante comunicazione empatica, musicale (nell’emisfero destro sono presenti intere gestalt auditive), l’affettivizzazione del rapporto, metafore, forme linguistiche immaginifiche, fiabe, favole, inclusi i messaggi non verbali.&lt;br /&gt;Potremmo definire l’ipnosi classica ,autorevole, impositiva come “ipnosi paterna”, l’ipnosi Eriksoniana come ipnosi accogliente, “materna” l’ ipnosi autoritaria come ipnosi distonica.Si possono utilizzare tecniche dirette, in cui l’attenzione è indirizzata su un oggetto esterno o su un punto o indirette..&lt;br /&gt;In questo ultimo, nella tecnica di ricalco-guida si ricrea un meccanismo simbiotico identificatorio molto arcaico, fatto di linguaggio essenziale o addirittura metalinguistico,cioè non verbale, che sembra ripetere le esperienze del bambino nelle prime fasi della vita, riferentisi a precoci sensazioni tattili, termiche, uditive, visive e cenestesiche. Con l'ipnosi, talvolta, si ottiene, in tempi anche stretti, la remissione del sintomo. Soffermiamoci un attimo sull’ipnoterapia e sui suoi meccanismi. L’ipnoterapeuta. rappresenta la persona a cui è stato delegato un ruolo onnipotente (anche se poi verifichiamo come questa disponibilità dichiarata del soggetto nasconda in sé resistenze importanti tali da rendere difficile o impossibile la creazione dello stato ipnotico). Egli viene, inconsciamente, inserito, con la propria immagine protettiva, nelle fantasie che abitano la mente del soggetto. Notiamo, d’altra parte, come, già prima che lo sperimentatore provochi la trance vera e propria, agisce, nella persona che richiede l’ipnosi, un fattore suggestivo(il nome consigliato dello specialista, il suo studio, la lettura di qualche suo articolo, etc)che diviene propedeutico a quanto poi si svolgerà. E’ presumibile che le fantasie riguardanti il terapeuta siano una riedizione di immagini arcaiche riferentesi alla madre primordiale, in cui un ruolo fondamentale viene svolto da messaggi metacomunicativi inconsci cioè preverbali, con caratteristiche magiche. Il meccanismo della trance si crea grazie ad una scissione nello psichismo del soggetto, di cui la parte osservatrice, che si identifica con l’ipnoterapeuta tramite meccanismo mimetico-simbiotico, indirizza la componente di sè che sperimenta le sensazioni. Bisogna rilevare, inoltre, come le due tecniche ipnotiche principali praticate, quella classica diretta e quella eriksoniana indiretta, utilizzino sostanzialmente gli stessi meccanismi nella creazione della induzione. Nella ipnosi classica diretta, la concentrazione del soggetto è inizialmente indirizzata verso una fonte esterna,subito dopo, però, l’attenzione viene spostata su sensazioni corporee di pesantezza, rilasciamento muscolare e ritmo respiratorio. Successivamente le suggestioni impartite riguardanti il sollevamento o l’abbassamento del braccio, il blocco delle dita l’avvicinamento o l’allontanamento delle mani o altre, utilizzano l’elemento corporeità, con un meccanismo induttivo di feedback. Nella ipnosi eriksoniana indiretta, è sempre l’elemento percettivo il primum movens in quanto, in luogo dell’oggetto esterno della tecnica classica , l’attenzione è, da parte dell’ipnoterapeuta, focalizzata su asserzioni verificabili di tipo percettivo orientate verso il mondo esterno di tipo termico(caldo-freddo), acustico (silenzio, rumori, voce del terapeuta ), tattile (percezioni del corpo o di parti di esso sul lettino ) etc. Anche in questo caso, successivamente, il baricentro viene spostato dal dato percettivo al dato somatico- cenestesico. D’altra parte, il verificarsi della ipnosi spontanea suggerisce l’ipotesi che un altro fattore importante nella genesi del fenomeno della trance possa essere anche uno spostamento d’accento dalle rappresentazioni mentali presenti al momento, a un “qualcosa” di diverso. Questo “qualcosa” può essere qualsiasi evento o immagine in grado di attrarre l’attenzione del soggetto, cioè di distrarlo dai pensieri abituali, creando uno stato di scissione. L’ipnosi consiste semplicemente nella messa in atto di un processo operativo che miri alla creazione della trance, che sia cioè una” distrazione guidata magica” e non affidata alla estemporaneità degli eventi. Quindi, riassumendo,si vede come, in ambedue le tecniche, dopo un suggerimento iniziale percettivo, nella creazione della stato ipnotico vi sia un convogliamento energetico a livello della corporeità. Una volta ottenuto il rilassamento somatico, le energie vengono poi mobilitate verso rappresentazioni mentali che, per via regressiva, vengono sovrainvestite.La guida dell’ipnoterapeuta , avendo egli avuto cura di conoscere preventivamente le caratteristiche del soggetto, lo condurrà su percorsi a lui consoni, con sollecitazioni e valutazioni che possano, eventualmente, anche agire a rinforzo dell’io. La realizzazione della trance si svolge quindi nella direzione del percorso percezione-cenestesi–mentalizzazione cioè seguendo la direzionalità corpo-mente. Un lavoro profondo può essere effettuato attraverso la terapia psicoanalitica che utilizza lo strumento dell'"alleanza di lavoro" per elaborare il transfert che è una riedizione dei sentimenti pregressi vissuti in passato sulle figure di riferimento e proiettati sul terapeuta. Se viene progressivamente costruito un solido rapporto di fiducia tra i due, questo porterà il paziente a percorrere un cammino evolutivo denso di soddisfazione con remissione sintomatologica e l'apertura di nuovi spazi e percorsi esistenziali&lt;br /&gt;Si verifica cioè una dissociazione dell’io del soggetto in una parte osservantesi alleata e mimetica con l’ipnoterapeuta tramite identificazione e una parte che sperimenta le sensazioni e le immagini proposte cioè le ideoplasie.&lt;br /&gt;Con l’istaurarsi progressiva della trance si può riscontrare sull"EEG (Elettroencefalogramma) un passaggio dalle onde beta (predominanti durante la veglia e gli stati di vigilanza e allerta) alle onde alfa più lente tipiche degli stati di rilassamento e di distacco dalla realtà esterna con rallentamento anche di altre attività (respiro, pulsazioni cardiache) .Successivamente, con l'approfondimento dell'attenzione all'interno, si manifesta un predominio delle onde theta più lente che caratterizzano la trance vera e propria. È da notare che le onde theta si manifestano, di solito, nel periodo che precede il sonno (fase ipnagogica). Questo stato, che normalmente è vissuto passivamente o fugacemente, nell'ipnosi viene mantenuto per tutta la seduta e utilizzato a fini terapeutici.&lt;br /&gt;È bene ricordare che l'invito al rilassamento somatico e al sonno funzionano bene perché permettono il distacco graduale dall'ambiente esterno, e. tutto ciò che è capace di focalizzare l'attenzione all'interno e sulla voce dell'ipnotista può essere inteso come una manovra induttiva ed è diversa dal sonno perché una persona addormentata reagisce solo a stimoli intensi e non è in comunicazione con il mondo esterno.&lt;br /&gt;Tra l'altro si è scoperto, tramite la PET(tomografia ad emissione di positroni), che le realtà prodotte in ipnosi sono virtuali solo sino a un certo punto, poiché i soggetti a cui si comandava di pensare ad una data azione, attivavano i medesimi percorsi neuronali che corrispondevano al compiere effettivamente l’azione stessa.&lt;br /&gt;Se l'ipnosi viene utilizzata per la cura di malattie psicosomatiche o psicologiche si parla di ipnosi terapeutica o 'ipnoterapia' (al posto di "ipnoterapia" verso gli inizi e anche dopo la metà del secolo scorso in Italia veniva introdotto il termine ipnositerapia soprattutto per distinguerla dalla terapia del sonno, con il quale l'ipnosi condivide l'etimologia, non idonea in questo caso).Analogo significato ha il termine ipnosi clinica Con il termine ipnoanalisi spostiamo il baricentro dal fine , cioè la terapia, al mezzo, cioè all'indagine conoscitiva profonda delle problematiche e dei conflitti inconsci che abitano la mente dei pazienti.&lt;br /&gt;Sono suscettibili alla ipnoterapia abitudini inveterate e dannose come il tabagismo,la voracità alimentare con conseguente sovrappeso,le crisi di identità adolescenziale come anoressia e bulimia; inoltre tossicodipendenza e alcoolismo, disturbi ossessivi, fobie, crisi di panico, stati depressivi, anche di tipo reattivo, e problematiche della sfera relazionale e sessuale, disturbi psicosomatici incluso il dolore acuto e cronico&lt;br /&gt;Sono varie le discipline che possono giovarsene: in chirurgia nel pre e post operatorio, in ostetricia nella preparazione e conduzione del parto, in odontoiatria nella fobia da studio dentistico, in oncologia come terapia psicologica supportiva e anche per antagonizzare sintomi angosciosi che possono insorgere in concomitanza con il trattamento chemioterapico.&lt;br /&gt;Nel caso di problematiche complesse, a volte, è opportuno procedere con la ipnoanalisi sequenziale : in essa al trattamento ipnotico utile a fronteggiare le urgenze sintomatologiche, viene fatto seguire, quando lo spazio psichico si è dilatato, un approccio psicoterapeutico o psicoanalitico allo scopo di affrontare più globalmente il discorso del soggetto nella sua interezza e liquidare il transfert ipnotico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-7928636393217907304?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/7928636393217907304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=7928636393217907304' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/7928636393217907304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/7928636393217907304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/10/che-cose-lipnosi.html' title='Che cos&apos;è l&apos;ipnosi?'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-2375963228470184627</id><published>2010-10-11T01:08:00.000-07:00</published><updated>2010-10-11T01:09:30.996-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Disturbi di personalità'/><title type='text'>Disturbi di personalità</title><content type='html'>Disturbi di personalità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I DISTURBI DI PERSONALITÀ&lt;br /&gt;La necessità di avere un riferimento nosologico per inquadrare problematiche psichiche che non possono essere collocate tra le nevrosi e le psicosi ha portato a formulare la definizione di "disturbi di personalità": Nel DSM IV tali disturbi vengono suddivisi in tre gruppi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo gruppo Cluster A: eccentrico e bizzarro.&lt;br /&gt;Disturbo paranoide, schizoide e schizotipico;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo gruppo Cluster B : imprevedibile&lt;br /&gt;Disturbo antisociale, borderline, istrionico e narcisistico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo gruppo Cluster C: ansioso&lt;br /&gt;Disturbo evitante, dipendente e ossessivo-compulsivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo gruppo. Cluster A&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disturbo paranoide di personalità:&lt;br /&gt;Il soggetto è caratterizzato da marcata sospettosità, sfiducia e diffidenza nei confronti degli altri per cui qualsiasi azione e motivazione altrui, anche banale, viene analizzata approfonditamente nel tentativo di scoprirne una minaccia, un tradimento o un inganno. Le persone con questo disturbo di personalità sono generalmente fredde e distanti nelle relazioni interpersonali, oppure sono controllanti e gelose se sviluppano un attaccamento. Tendono a reagire con sospetto ai cambiamenti situazionali e a trovare motivazioni ostili e malevole sotto gli atti futili, innocenti o persino positivi degli altri. queste motivazioni ostili rappresentano le proiezioni della loro stessa ostilità verso gli altri . Il disturbo paranoide si manifesta maggiormente negli uomini e spesso presenta comorbilità con il disturbo schizotipico, con quello borderline e con quello evitante di personalità .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo schizoide di personalità&lt;br /&gt;I soggetti con questo disturbo di personalità sono introversi, tendenti al ritiro, solitari, emotivamente freddi e distanti. Appaiono il più delle volte assorbiti nei propri pensieri e nelle proprie sensazioni e hanno paura dell'amicizia o dell'intimità con gli altri. Sono reticenti, sognano a occhi aperti e preferiscono la speculazione astratta all'azione pratica. Raramente essa riferiscono forti emozioni, in più non sono interessati al sesso e trovano piacevoli ben poche attività. Indifferente alle lodi, alle critiche ed ai sentimenti altrui, il soggetto che soffre di questo disturbo è molto solitario e si dedica esclusivamente agli interessi che può coltivare in solitudine. Il disturbo mostra spesso comorbilità con il disturbo schizotipico, evitante e paranoide, questo perché esistono molte somiglianze fra le quattro malattie. I sintomi del disturbo schizoide di personalità hanno parecchi elementi in comune anche con le fasi iniziali della schizofrenia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo schizotipico di personalità.&lt;br /&gt;I soggetti affetti dal disturbo schizotipico di personalità in genere presentano le stesse difficoltà di relazione interpersonale di chi soffre del disturbo schizoide. Tali sintomi sono essenzialmente quelli che si trovano nelle fasi iniziali della schizofrenia, ovvero credenze strane, pensiero magico, superstizioni, convinzione di essere chiaroveggenti e telepatici. L'eloquio della persona affetta dal disturbo è talvolta insolito e poco chiaro, il comportamento e l'aspetto possono essere stravaganti; per esempio essa può parlare da sola o indossare abiti sporchi o trasandati. Sono presenti anche idee di autoriferimento, ossia la convinzione che gli eventi abbiano un significato particolare e insolito, specialmente nei loro confronti. Questo disturbo presenta anche molti altri sintomi più bizzarri, benché non così gravi da giustificare la diagnosi di schizofrenia. Si ritiene tuttavia che i soggetti con questo disturbo di personalità abbiano un'espressione fenotipica attenuata dei geni che causano la schizofrenia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo gruppo Cluster B&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo istrionico di personalità&lt;br /&gt;In passato tale disturbo era definito come "isteria". Esso è caratterizzato da persone che mostrano comportamenti eccessivamente drammatici e teatrali, e che cercano in continuazione di attirare su di sé l'attenzione degli altri; a questo scopo si servono spesso del loro aspetto fisico, attraverso abiti eccentrici, un trucco particolare o un colore dei capelli insolito. Benché manifestino in maniera plateale forti emozioni, i loro sentimenti effettivi sono piuttosto superficiali. Queste persone possono essere sessualmente provocanti e seduttive in situazioni e modi non appropriati, e sono facilmente influenzabili. Il disturbo istrionico di personalità è più comune tra le donne che tra gli uomini. La comorbilità maggiore si ha con il disturbo borderline di personalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo narcisistico di personalità&lt;br /&gt;Tale disturbo comporta, in chi ne è affetto, un'idea onnipotente di se stesso e delle proprie capacità; Egli è totalmente concentrato su se stesso e richiede attenzione costante e ammirazione da parte degli altri, pensa di poter essere compreso soltanto da persone molto speciali o di condizione sociale elevata. Le sue relazioni interpersonali sono disturbate dalla mancanza di empatia, da sentimenti di invidia, da arroganza, dal tentativo di approfittarsi degli altri e dalla convinzione di godere di speciali diritti, come se gli altri fossero tenuti a rendergli favori del tutto particolari e che non occorre ricambiare. Tale disturbo si presenta frequentemente associato al disturbo borderline di personalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo antisociale di personalità&lt;br /&gt;Il disturbo può presentarsi prima dei 15 anni di età, e protrarsi nell'età adulta. Tra i principali sintomi figurano , da ragazzi, le assenze da scuola, le fughe da casa, le frequenti menzogne, e successivamente, anche tutti i comportamenti sociopatici, di infrazioni della legge e che violano e distruggono la proprietà altrui .Vi è una incapacità di sostenere un'attività lavorativa continuativa. e sono incapaci di pianificare il futuro. Agiscono impulsivamente, sono irritabili e aggressivi ,non manifestano rimorsi e non attribuiscono alcun tipo di valore all'onestà e alla verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo borderline di personalità&lt;br /&gt;Devo premettere che a tale problematica è stato dedicato un link specifico data la ampiezza del problema. Il disturbo borderline di personalità esordisce nell'adolescenza ed è più frequente tra le donne rispetto agli uomini .Sono individui caratterizzati da instabilità nelle relazioni interpersonali, nell'umore e, a livello interno, nell'immagine di sé, per cui le emozioni possono infatti subire bruschi e improvvisi cambiamenti così come la considerazione nei confronti di altre persone,. Quando temono la perdita della figura di riferimento, il loro umore cambia sensibilmente e si manifesta spesso una rabbia intensa e inappropriata. Il cambiamento d'umore è accompagnato da drastici mutamenti nella visione del mondo, di se stessi e degli altri, dal bianco al nero, dall'odio all'amore o viceversa. Le relazioni, spesso esclusive e di breve durata, sono intense e presentano periodi di idealizzazione e supervalutazione dell'altro, che spesso virano nella direzione opposta, giungendo anche al disprezzo, nel giro di pochissimo tempo. Frequenti sono gli atteggiamenti minacciosi, così come i tentativi di suicidio o di automutilazione, dovuti al senso di vuoto e depressione anaclitica che affliggono cronicamente queste persone; Il soggetto borderline teme un abbandono (reale o immaginario) e per questo compie disperati tentativi di evitarlo; non sopporta di essere lasciato solo e ha bisogno costante di essere al centro dell'attenzione altrui. Il comportamento autolesivo può comprendere anche tentativi di suicidio. Il senso di sé non è chiaro e coerente e non esiste alcun punto fermo circa valori, ideali e scelte. I più comuni disturbi concomitanti sono l'abuso di sostanze, la promiscuità sessuale, le abbuffate, il gioco d‘azzardo nonché i disturbi istrionico, narcisistico, dipendente, evitante e paranoide di personalità .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo gruppo Cluster C&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo evitante di personalità&lt;br /&gt;Tale disturbo affligge le persone molto sensibili alla minima critica e che hanno solo relazioni interpersonali in cui siano sicure dell’affetto dell’altro, finendo per dubitare della sincerità dei sentimenti altrui anche se improntati alla benevolenza. Nelle situazioni sociali questi individui sono inibiti dalla angoscia di poter dire qualcosa di inadeguato o di trovarsi in grave imbarazzo per problemi eritrofobici .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo dipendente di personalità&lt;br /&gt;I soggetti affetti da tale disturbo hanno un costante bisogno di essere accuditi e un comportamento sottomesso e adesivo. Si sentano a disagio ad affrontare la solitudine e lasciano agli altri la responsabilità di decidere della loro stessa vita. Si mostrano sempre d'accordo con tutti e hanno grosse difficoltà nell'intraprendere di propria iniziativa qualsiasi attività sentendo la necessità permanente di essere consigliati e rassicurati. Spesso subordinano i propri bisogni a quelli degli altri, dal momento che pensano che, altrimenti, potrebbero rovinare le relazioni che hanno costruito e nel momento in cui una relazione intima termina, ne cercano immediatamente una nuova con cui sostituire la precedente. I soggetti affetti da questo disturbo mostrano sfiducia nelle proprie capacità, pratiche e di giudizio. Si manifesta maggiormente nel sesso femminile e si associa frequentemente al disturbo borderline e a quello evitante e compare nella prima metà della vita adulta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità&lt;br /&gt;Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità si distingue dal semplice disturbo ossessivo-compulsivo per la mancanza delle ossessioni e delle compulsioni tipiche di quest'ultimo. Questi soggetti sono caratterizzati da perfezionismo e preoccupazione per i minimi dettagli e dall'osservazione scrupolosa di regole, orari e via dicendo. La attenzione ai piccoli particolari danneggia la loro capacità operativa dovuta anche al loro timore di sbagliare. Spesso le loro relazioni personali sono scarse data la loro rigidità e inflessibilità. Anche le loro argomentazioni morali mancano di qualsiasi , anche minima, flessibilità Non riescono a liberarsi di oggetti ormai vecchi e inutili, li accumulano dato il loro valore simbolico. Spesso sono avari, attaccati al denaro e incapaci di una sana vita affettiva improntata solo alla convenienza e, caratterizzati da un a evidente difficoltà a spendere denaro ed ad una parsimonia fastidiosa tendono a vivere al di sotto delle loro possibilità.. Tale disturbo presenta un'elevata comorbilità con il disturbo evitante di personalità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-2375963228470184627?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/2375963228470184627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=2375963228470184627' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2375963228470184627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2375963228470184627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/10/disturbi-di-personalita.html' title='Disturbi di personalità'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-5532646241349421282</id><published>2010-05-27T06:44:00.000-07:00</published><updated>2010-05-27T06:45:48.712-07:00</updated><title type='text'>nuovo sito</title><content type='html'>Sto costruendo un nuovo sito, di più facile consultazione.&lt;br /&gt;Per vederlo, cliccare questo link:&lt;br /&gt;http://fabiogallazzi.jimdo.com/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-5532646241349421282?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/5532646241349421282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=5532646241349421282' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/5532646241349421282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/5532646241349421282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/05/nuovo-sito.html' title='nuovo sito'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-3380988040036267302</id><published>2010-03-28T01:40:00.001-07:00</published><updated>2010-03-28T01:45:57.008-07:00</updated><title type='text'>Forme di personalità sofferente</title><content type='html'>Si tratta di esperienze soggettive e comportamenti persistenti che deviano dagli standard culturali, sono rigidamente pervasivi ed esordiscono nell'adolescenza o nella giovane età adulta. L'analista non è però una istanza repressiva della deviazione dagli standard culturali, ma aiuta il soggetto a capire se stesso e gli altri e a trovare vie originali di espressione di sè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I soggetti con disturbo di personalità narcisista sono caratterizzati da un elevato senso della propria importanza e da sentimenti di grandiosità che li fanno sentire unici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I pazienti affetti da personalità borderline sono al limite tra la nevrosi e la psicosi e sono caratterizzati da una straordinaria instabilità dell'affettività, dell'umore, del comportamento, delle relazioni con gli oggetti e dell'immagine del sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le persone con disturbo di personalità dipendente subordinano le loro necessità a quelle degli altri, fanno assumere agli altri la responsabilità per le aree principali della loro vita, mancano di fiducia in se stessi e possono provare intenso disagio quando rimangono da soli per periodi anche brevi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ipersensibilità al rifiuto da parte degli altri è la caratteristiche clinica centrale del disturbo evitante di personalità. I soggetti affetti desiderano il calore e la sicurezza della compagnia umana, ma giustificano la reticenza a formare relazioni con il timore del rifiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I soggetti con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità sono preoccupati delle regole, dei regolamenti, dell'ordine, della precisione, dei dettagli e del raggiungimento della per­fezione. Questi tratti spiegano una generale costrizione dell'intera personalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo schizoide di personalità viene diagnosticato nei soggetti che presentano un quadro di ritiro sociale che persiste per tutta la vita.I soggetti con disturbo schizotipico di personalità sono estremamente eccentrici o strani, anche agli occhi di chi non è medico. Il pensiero magico, le idee peculiari, le idee di riferimento, le illusioni e la derealizzazione fanno parte del mondo quotidiano del soggetto schizotipico. (Disturbi schizoide e schizotipico)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-3380988040036267302?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/3380988040036267302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=3380988040036267302' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/3380988040036267302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/3380988040036267302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/03/forme-di-personalita-sofferente.html' title='Forme di personalità sofferente'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-3631224966832704148</id><published>2010-03-28T01:17:00.000-07:00</published><updated>2010-03-28T01:29:49.176-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Diffusione del disturbo di attacco di panico</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Studi epidemiologici&lt;/span&gt; hanno  riportato una prevalenza nel­l'arco della vita dell'1,5-5% per il  disturbo di panico e del 3-5,6% per l'attacco di panico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le  donne sono da 2 a 3 volte più colpite degli uomini, an­che se una  tendenza a sottodiagnosticare il disturbo di pani­co negli uomini  potrebbe contribuire a questa distribuzione così sbilanciata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unico  fattore sociale identificato che potrebbe contribuire allo sviluppo di  un disturbo di pani­co è una storia recente &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di divorzio o di separazione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il distur­bo di  panico si manifesta più spesso fra i giovani adulti (l'età media di  esordio è di 25 anni), ma sia il disturbo di panico sia l'agorafobia  possono svilupparsi a qualunque età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prevalenza nell'arco  della vita dell'agorafobia è risul­tata variabile da un minimo dello  0,6% a un massimo del 6%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il maggiore fattore alla base di tale  eterogeneità delle stime è da correlare all'uso di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;criteri diagnostici e metodi di valutazione  diversi.&lt;/span&gt; Sebbene studi sull'agorafobia in am­biente psichiatrico  abbiano riportato che almeno tre quarti dei pazienti colpiti hanno anche  un disturbo di panico, stu­di sull'agorafobia in comunità hanno  rilevato che fino a metà dei soggetti manifesta agorafobia senza  disturbo di pa­nico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In molti casi l'inizio dell'agorafobia è  successivo a un evento traumatico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-3631224966832704148?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/3631224966832704148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=3631224966832704148' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/3631224966832704148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/3631224966832704148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/03/diffusione-del-disturbo-di-attacco-di.html' title='Diffusione del disturbo di attacco di panico'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-2977121437100284037</id><published>2010-01-06T00:10:00.000-08:00</published><updated>2010-01-06T00:12:48.070-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Osservazioni'/><title type='text'>Obbligati a godere!</title><content type='html'>Nella nostra epoca è in atto un rovesciamento, un vero e proprio ribaltamento, rispetto agli assiomi su cui ci orientavamo in passato: se prima l'individuo era costretto a reprimere il piacere e il godimento per rispondere ai limiti e ai divieti imposti dal sociale, il soggetto contemporaneo è all'opposto condannato all'eccesso e al dover godere; è diventato vittima, paradossalmente, di una falsa libertà, di una pseudo-liberazione. Molto acuta appare oggi, allora, l'intuizione di Lacan: «il super-io» non solo impone divieti, ma anche imposizioni, ugualmente tiranniche, al godimento. «Godi!».  &lt;p align="justify"&gt; All'opposto rispetto al passato, se per assecondare il Grande Altro (che nel linguaggio lacaniano designa quell'agire impersonale, costruito culturalmente, Altro costante cui ci si riferisce per modellarvisi, il cui pendant individuale è dato dal super-io) oggi il soggetto è schiacciato dall'obbligo al godimento, diventa allora l'inconscio (il soggetto dell'inconscio, sempre nella terminologia lacaniana) il luogo dei freni e dei limiti, il luogo - rivoluzionario alla rovescia - del divieto. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-2977121437100284037?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/2977121437100284037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=2977121437100284037' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2977121437100284037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2977121437100284037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2010/01/obbligati-godere.html' title='Obbligati a godere!'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-4126180638504203843</id><published>2009-12-12T10:03:00.001-08:00</published><updated>2009-12-12T10:04:08.231-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Sintomi</title><content type='html'>Nel cercare un titolo, ho preso una parola che designa il capo di una matassa che, tramite la pressione del dolore, pretende di essere disbrigata. C’è un senso per cui senza un sintomo siamo già morti. Un bambino che nasce, visto dall’esterno, è qualcosa la cui crescita deve essere gestita. Il nucleo familiare crea le sue regole, più o meno funzionali; poi la società impone le sue. Colui o colei che ha sintomi spesso invidia quelle persone a cui sembra che le cose vadano decentemente bene, mentre per lei o per lui la vita è tremendamente difficile. Quell’invidia si può consolare se si riflette che non è possibile sapere quanto di quella apparente serenità sia dovuta ad un adattamento passivo e conformista. Chi ha un sintomo è chiamato ad un lavoro elaborativo, ha una opportunità per riflettere profondamente su se stesso. Con questo voglio dare un senso al paradosso per cui senza un sintomo la vita è finita: scorre nei binari dell’adattamento, non tematizzata fino al termine. Naturalmente non bisogna spremere troppo un paradosso; non è possibile giudicare dell’autenticità delle vite degli altri. La questione dell’autenticità è assolutamente soggettiva: ognuno giudica da sé il proprio mondo interiore sulla base delle proprie emozioni e riflessioni. Noi pensiamo che nei corpi che si aggirano intorno a noi nel mondo scorra una vita, ci sia un vero e proprio mondo, con delle caratteristiche strutturali simili a quelle del nostro mondo; forse abbiamo ragione in questo, ma infine ogni vita è radicalmente imparagonabile. Un bambino che nasce, visto dall’interno, è la formazione aurorale e magmatica di un mondo che ha una vicenda unica e irripetibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-4126180638504203843?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/4126180638504203843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=4126180638504203843' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4126180638504203843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4126180638504203843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2009/12/nel-cercare-un-titolo-ho-preso-una.html' title='Sintomi'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-4268094134366280542</id><published>2009-08-11T00:10:00.000-07:00</published><updated>2009-08-11T00:11:33.761-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte del vivere'/><title type='text'>La dittatura dei desideri</title><content type='html'>&lt;h1&gt;La dittatura dei desideri&lt;/h1&gt; &lt;h2&gt;Senza limiti: così gli eccessi sono diventati di massa&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;Sul muro esterno del tempio di Apollo a Delfi, accanto al più famoso motto «Conosci te stesso», campeggiava la scritta «Niente di troppo». In essa si condensa il nucleo della religione, della morale e perfino dell'estetica classica, tutte basate sulla misura e sulla conseguente condanna della violazione dei limiti (ybris, tracotanza o sregolatezza). L'etica aristotelica è l'espressione più elaborata di questo criterio, il ponte principale attraverso cui il modello antico è giunto nell'Occidente medioevale e rinascimentale, plasmando la nostra mentalità e i nostri costumi. Che la virtù stia nel mezzo, che coincida con morigeratezza, non significa tuttavia che gli estremi, per difetto o per eccesso, si elidano reciprocamente: la liberalità non costituisce la media aritmetica tra l'avarizia e la prodigalità, ma la vetta che le squalifica entrambe. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Il prevalere dell'etica della misura non ha,&lt;/span&gt; nel passato, ovviamente impedito ai comportamenti effettivi di allontanarsi dagli ideali o agli eccessi di ogni genere di prosperare. Questi erano consentiti non solo ai potenti, ma, come valvola di sfogo, anche ai ceti popolari durante particolari festività, ad esempio nei riti bacchici o nei Saturnali. Noi oggi non abbiamo il monopolio degli eccessi: essi sono, semmai, diventati di massa e praticati in tutti i giorni dell'anno. È come se la diga che aveva trattenuto e bloccato l'impeto dei desideri si fosse gradualmente incrinata e poi rotta. Tramonta così la morigeratezza che aveva insegnato ad abbassare la soglia delle pretese degli individui piuttosto che ad alzare quella delle loro attese. Le società tradizionali possedevano, infatti, strumenti abbastanza efficaci sia per compensare gli uomini degli svantaggi della loro condizione, sia per giustificare le gerarchie sociali. L'accettazione dei limiti e delle privazioni della vita trovava di norma il proprio risarcimento nella prospettiva religiosa di una ricompensa in cielo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'impetuoso sviluppo economico in molte parti del mondo, &lt;/span&gt;dovuto all'introduzione delle macchine, la spinta ai consumi per far funzionare il sistema produttivo e la nascita delle società democratico-egualitarie moderne hanno invece aperto una falla in questo dispositivo di inibizione delle aspettative, collaudato da millenni. La condotta di miliardi di uomini ne è stata profondamente modificata. Con la fine virtuale, per molti, della scarsità di alcune risorse fondamentali e con l'aspirazione degli esclusi a conseguire vantaggi simili, i desideri prima compressi, sublimati o denigrati si sono in parte liberati dalle precedenti catene e sono scattati, come una molla compressa, verso la loro «smisurata» soddisfazione. Il consumo esteso di beni visibili e invisibili — da sempre appannaggio di élite ristrette — e la loro relativa abbondanza a costi generalmente affrontabili, hanno modificato la composizione e l'orientamento dei desideri e ampliato, anche sul piano dell'immaginario, il ventaglio dei possibili. Nella ricerca di una «vita esagerata» da consumare, non si punta alla semplice soddisfazione dei desideri, ma alla loro moltiplicazione, a renderli più intensi e, se possibile, più vari. Nelle nostre culture tale tendenza si mostra in maniera evidente nel campo del cibo e del sesso. Sintomatica, nel primo caso, è la petizione al Papa, nel 2003, dei cuochi francesi affinché facesse togliere la gola dall'elenco dei peccati capitali. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'attuale ipersoddisfazione dei bisogni alimentari &lt;/span&gt;ha fatto dei piaceri della tavola, oltre che un elemento di cultura, un fattore di compensazione per lo stress quotidiano e uno dei più favoriti argomenti di conversazione. Non sempre cibo e bevande rappresentano occasioni di gioia. L'eccesso, in un senso o nell'altro, provoca obesità, anoressia, bulimia, danni all'organismo e confusione tra qualità e quantità, che induce a fare il pieno per sentirsi appagati o storditi. Nella sfera sessuale l'uso dei contraccettivi, separando il piacere dalla riproduzione e riducendo al minimo la paura di gravidanze indesiderate, rende donne e uomini più propensi alle avventure, alle trasgressioni e all'eros fine a se stesso, in comportamenti fortemente biasimati dalla morale ereditata e dalle chiese non solo cristiane. Del resto, nella nostra immaginazione i desideri sono inestinguibili e appaiono sempre eccessivi rispetto all'oggetto destinato a soddisfarli. I filosofi che hanno riflettuto a lungo su questo fenomeno lo hanno legato, come Agostino, alla «paura di perdere», all'incessante bisogno di desiderare per non essere delusi da soddisfazioni inferiori alle attese o, come Hobbes, alla intrinseca insaziabilità degli appetiti dell'uomo, animale «famelico anche della fame futura». &lt;/p&gt; &lt;div id="rectangle right" class="right"&gt;&lt;!-- OAS AD '180x150'begin --&gt; &lt;script type="text/javascript"&gt; OAS_AD('Bottom1'); &lt;/script&gt;  &lt;!-- OAS AD '180x150' end --&gt;    &lt;/div&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pare, inoltre, che Kant abbia rivolto queste parole allo storico russo Karamzin:&lt;/span&gt; «Date a un uomo tutto quello che desidera e nonostante ciò, proprio in questo istante, egli sentirà che tutto non è tutto». Anche Freud, nel saggio Coloro che soccombono al successo, si era posto un problema analogo in relazione a quanti — dopo aver raggiunto la meta cui aspiravano con tutta l'anima, pur non credendo di poterla mai conseguire — provano soltanto scontentezza. È come se, avendo ottenuto lo scopo, si chiedessero sconsolatamente: «È tutto qui?». Adam Phillips, uno psicoanalista specializzato nel trattamento dei bambini, ha studiato, in altra prospettiva, la dinamica degli eccessi, legandola sostanzialmente alla paura e alla mancata capacità di governare le frustrazioni. In un libro recente, scritto in collaborazione con la storica Barbara Taylor (On Kindness, Penguin 2009) ha anche mostrato come la gentilezza sia anch'essa una forma di misura, temperata da un ingrediente di virtuoso eccesso, di benevolenza verso gli altri come quella del Buon Samaritano. Paradossalmente, chi vince alla lotteria è talvolta infelice, perché il desiderare è più importante dell'ottenere, in quanto non è la realtà a deluderci, bensì le nostre eccessive fantasie, che una maggiore attenzione agli altri potrebbe moderare e, almeno in parte, appagare. Ma chi è capace di convincere di questo quanti inseguono il miraggio di una strepitosa vincita alla lotteria, di una ricchezza infinita in grado di soddisfare i propri, personali desideri infiniti?&lt;/p&gt;&lt;!-- google_ad_section_end --&gt; &lt;p class="footnotes"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-4268094134366280542?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/4268094134366280542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=4268094134366280542' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4268094134366280542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4268094134366280542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2009/08/la-dittatura-dei-desideri.html' title='La dittatura dei desideri'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-5828014234952669856</id><published>2009-06-17T23:56:00.000-07:00</published><updated>2009-06-18T00:04:13.972-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Domande ricorrenti e risposte'/><title type='text'>Si può prevedere un tentativo di suicidio?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: times new roman;font-family:verdana;font-size:100%;color:#404040;"   &gt;Non si può dire con certezza p&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;font-family:verdana;font-size:100%;color:#404040;"   &gt;er quale motivo uno stato depressivo può andare incontro a remissione, mantenersi più o meno tale, o avere uno sbocco suicidiario, data la difficoltà di sondare fino in fondo le dinamiche che si agitano nell’animo umano tanto da  poter prevedere un esito. Per Freud ogni suicidio è un omicidio mancato:  l’aggressività del soggetto, non riuscendo, per motivi intrapsichici, ad essere estroflessa, si dirige contro il sè. Il soggetto a rischio di suicidio ha perso l’autostima in modo così completo da sentire come impossibile il riguadagnarla, perché desiderare di vivere significa avere una, per quanto ridotta, valutazione di sé. Il suo super-io, il sorvegliante interno, contrassegnato da valenze persecutorie, tormenta l’io del soggetto additandogli quanto egli sia lontano dal proprio ideale: l’ uccidersi ha un significato ambivalente, in quanto rappresenta contemporaneamente sia il sottomettersi alla punizione e alla crudeltà del suo feroce guardiano, ma anche il ribellarsi a lui, assassinandolo e ritrovando così l’unione con il super-io protettivo. Questa riunione porrà fine alla perdita dell’autostima, riportando il soggetto al paradiso originale della “onnipotenza oceanica”. Analogamente nei bambini, "nevroticamente” depressi, quando il super-io non è ancora stabilmente introiettato, le fantasie di suicidio sono usate contro i genitori reali ed esse esprimono una tendenza a ricattare amore da loro."Quando sarò morto i miei genitori si pentiranno di quanto mi hanno fatto e mi ameranno di nuovo”. L’idea del suicidio è connessa dunque alle speranze e alle illusioni di una ricompensa, a fantasie piacevoli e fiduciose. Tali speranze sono ancora più manifeste nei suicidi di persone non depresse, in cui non si ha una lotta tra super-io ed io, ma è presente la speranza di unirsi ad una persona morta o una identificazione con la stessa. Le fantasie specifiche del suicida possono essere dedotte dal metodo con cui il suicidio è portato a termine. Il suicidio resta comunque un gesto in cui le dinamiche intrapsichiche , formatesi in lui nell’infanzia, hanno un ruolo decisivo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-5828014234952669856?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/5828014234952669856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=5828014234952669856' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/5828014234952669856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/5828014234952669856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2009/06/si-puo-prevedere-un-tentativo-di.html' title='Si può prevedere un tentativo di suicidio?'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-1728061450108462966</id><published>2009-06-16T05:01:00.000-07:00</published><updated>2009-06-16T05:06:48.969-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Domande ricorrenti e risposte'/><title type='text'>Perchè lo psicoanalista non dà consigli?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: arial;font-family:verdana;font-size:100%;color:#404040;"   &gt;I consigli di condotta in campo psicogeno-relazionale non hanno senso, nè utilità, in quanto riflettono soltanto la soggettività di colui che li elargisce e sono inoltre destinati ad agire psichicamente su colui che li richiede solo per breve tempo, tramite un meccanismo suggestivo, una talvolta irrispettosa influenza. Ciò che invece può essere evolutivo per il soggetto è la possibilità di venire a contatto profondamente con la propria identità e di capire come essa si sia formata attraverso le relazioni con le figure di riferimento. Così esso avrà la potenzialità di innescare un percorso a forte impronta evolutiva attraverso una buona relazione di transfert che può nascere e svilupparsi favorevolmente in un valido rapporto &lt;b&gt;psicoanalitico&lt;/b&gt;. Nessuna scorciatoia è consigliabile (si perdoni l'ironia), ma ha senso un invito a perseguire l’obiettivo di un consolidamento della personalità, il quale può permettere di fronteggiare validamente le varie situazioni che si presenteranno nel corso della  esistenza.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-1728061450108462966?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/1728061450108462966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=1728061450108462966' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1728061450108462966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1728061450108462966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2009/06/perche-lo-psicoanalista-non-da-consigli.html' title='Perchè lo psicoanalista non dà consigli?'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-6620786756674197168</id><published>2009-06-15T00:58:00.000-07:00</published><updated>2009-06-15T01:06:35.380-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Domande ricorrenti e risposte'/><title type='text'>Quale è la psicodinamica della depressione?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#404040;"&gt;Gli stati depressivi, di natura più o meno grave, interessano persone la cui autostima è regolata da appoggi esterni, i quali, se non forniscono la gratificazione richiesta, tendono a farla diminuire in modo pericoloso. Il soggetto percepisce questa sua fragilità e cerca di ingraziarsi gli altri, perfino con la sottomissione, reagendo,però, alle disillusioni con rabbia, se questi tentativi non hanno successo. Spesso è presente, a livello psichico, una fissazione libidica a livello orale che porta l´individuo al bisogno di essere amato più che  di amare attivamente, con una tendenza a cambiare spesso i partner di relazione, perché, dopo un breve periodo, essi non sono più in grado di soddisfare gli intensi bisogni narcisistici. Infatti la personalità del partner non ha molta importanza; conta solo l’appoggio che può fornire, anche se, a volte, tale appoggio è temuto perché il soggetto è dipendente dal partner per il benessere psichico. La matrice della depressione è da ricondursi, in genere, al vissuto del rapporto con la figura materna, in cui la genitrice non si è presentata come figura sufficientemente buona da accogliere e metabolizzare l’aggressività del bambino. Di conseguenza la pulsione, non potendo essere collocata all’esterno, cioè sulla madre che, per sue caratteristiche personologiche, non lo consente, viene da lei stessa colpevolizzata e ridiretta all’interno del sé del piccolo, esprimendosi, di conseguenza come auto-aggressività. Ecco come la mancanza di un oggetto buono stabilmente introiettato può spiegare la necessità continua di rifornimento dall’esterno di ciò che manca. Ne deriva conseguentemente una instabilità del sé, esposto alle evenienze di un mondo esterno che è spesso frustrante.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-6620786756674197168?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/6620786756674197168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=6620786756674197168' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/6620786756674197168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/6620786756674197168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2009/06/quale-e-la-psicodinamica-della.html' title='Quale è la psicodinamica della depressione?'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-8388238805288744479</id><published>2009-06-15T00:49:00.000-07:00</published><updated>2009-06-15T00:54:28.991-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Domande ricorrenti e risposte'/><title type='text'>La depressione è ereditaria?</title><content type='html'>Si chiede spesso allo specialista se la depressione (o altri disturbi psicologici) sia ereditaria. In assenza di una risposta certa e di una terapia genica possibile, è più fruttuoso concentrarsi su ciò che può essere fatto, ossia riflettere e agire sulle cause ambientali, specialmente, ove ciò sia possibile, attraverso l'uso dello strumento analitico. La rielaborazione del conflitto attraverso il transfert è a tutt'oggi la via maestra per reagire costruttivamente al sintomo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-8388238805288744479?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/8388238805288744479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=8388238805288744479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/8388238805288744479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/8388238805288744479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2009/06/la-depressione-e-ereditaria.html' title='La depressione è ereditaria?'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-6913521616805993317</id><published>2009-05-27T08:53:00.000-07:00</published><updated>2009-05-27T08:54:27.475-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte del vivere'/><title type='text'>Il contributo di Bauman alla riflessione sulla felicità</title><content type='html'>&lt;span class="wuzTesto"&gt;&lt;strong&gt;Denaro, potere, possibilità di consumare senza limiti&lt;/strong&gt;: tutto ciò dà felicità? Bauman apre questo suo ultimo saggio con un'argomentata analisi di come non sia così, eppure oggi potere d'acquisto e felicità paiono sinonimi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="wuzTesto"&gt;"Etichette, marchi e loghi sono i termini del &lt;em&gt;linguaggio del riconoscimento&lt;/em&gt;". Cioè vengono &lt;strong&gt;esibiti per affermare ruolo e posizione sociale&lt;/strong&gt; dell'individuo-consumatore. In più la pubblicità sottolinea&lt;strong&gt; la capacità di cambiamento di un determinato consumo/prodotto&lt;/strong&gt;: ringiovanisce, rinnova, cambia la vita. È evidente il potere di fascinazione di tale messaggio che oltre a tutto non crea impegni perché, quando un prodotto non ci piace più, può essere tranquillamente eliminato, anzi&lt;strong&gt; la sua rapida sostituzione è consigliata.&lt;/strong&gt;.. Queste "relazioni a tempo" riguardano il possesso di oggetti, ma non solo: riguardano infatti &lt;strong&gt;l'odierna cultura delle relazioni "a basso impegno"&lt;/strong&gt; nel suo complesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="wuzTesto"&gt;Eppure &lt;strong&gt;il senso di precarietà delle relazioni è fonte di insicurezza&lt;/strong&gt; e si ha nostalgia di sentimenti di lunga durata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="wuzTesto"&gt;Non è da sottovalutare l'umano bisogno di affermazione dell'individuo contemporaneo: stato d'animo estremamente diffuso, elemento che invece di "dare le ali" blocca a terra come un macigno. Ma allora come si può apprendere l'arte della vita, suggestivo titolo di questo libro? &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Dobbiamo tentare l'impossibile&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, dice Bauman.&lt;br /&gt;Perché la felicità richiede di essere sempre un gradino sopra gli altri, ma la stima degli altri è fondamentale per dare basi all'autostima... Sempre delusi procediamo nella ricerca spasmodica della felicità. "&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lascio ai lettori,&lt;/em&gt; sottolinea Bauman&lt;em&gt;, di decidere se la coercizione a cercare la felicità nella forma praticata nella nostra società dei consumatori liquido-moderna, renda felice chi vi è costretto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;."&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-6913521616805993317?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/6913521616805993317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=6913521616805993317' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/6913521616805993317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/6913521616805993317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2009/05/il-contributo-di-bauman-alla.html' title='Il contributo di Bauman alla riflessione sulla felicità'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-3812241850191357065</id><published>2009-04-29T02:13:00.000-07:00</published><updated>2009-04-29T02:14:58.133-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Burn out insegnanti</title><content type='html'>Per comprendere appieno il fenomeno del burn out (quel fenomeno psicologico di crollo emotivo e talvolta anche fisico che può accompagnare l'esercizio di una professione di aiuto), occorre valutare sia il dato psicologico che quello sociale.&lt;br /&gt;La realtà sociologica della scuola è pregna di ambiguità. Nella sua concezione moderna, di scolarizzazione di massa, è nata circa un secolo fa, ed aveva in principio lo scopo di «contenere» i bambini sottraendoli ai lavori cui altrimenti sarebbero stati destinati. La stessa struttura fisica delle scuole lo ricorda: le più vecchie hanno ancora l'aspetto di caserme o di ospedali: edifici perlopiù senza giardino, con lunghi corridoi e stanzoni enormi dove potevano essere contenuti fino a trenta, quaranta o anche cinquanta alunni.&lt;br /&gt;Oggi le scuole si sono dotate di ampi giardini, laboratori e spazi gioco, ma perlopiù vengono poco utilizzati: si tratta di spazi di «ricreazione» che stanno ai margini della formazione ufficiale dello studente.&lt;br /&gt;Inizialmente la scuola aveva la funzione uniformante di alfabetizzare e di insegnare a far di conto, e nient'altro. Solo in seguito si è data la funzione di formare l'«uomo ideale», che è quella oggi dominante.  &lt;p&gt;Con questa premessa intendo dire che all'insegnante viene oggi prospettato lo scopo elevato di formare nel bambino e nel ragazzo l'uomo ideale, ma la struttura reale su cui questo «nobile scopo» si poggia resta massificante e anonima. L'insegnante si trova spesso di fronte a classi di trenta alunni, talvolta anche di più; bambini e ragazzi di appartenenze sociali le più varie, molte delle quali inviano i figli a scuola per puro obbligo, altre invece chiedendo all'insegnante prestazioni universitarie... Non solo i ragazzi, spesso anche i bambini, hanno problemi caratteriali e talvolta intellettivi che si trascinano da un'appartenenza sociale carente e problematica... A fronte di tutto ciò, l'ideologia ufficiale prospetta la scuola come una struttura di alta formazione personalizzata!&lt;br /&gt;E' chiaro che l'insegnante è oggetto di messaggi profondamente confusivi.&lt;br /&gt;Qui interviene la variabile psicologica soggettiva.&lt;br /&gt;Per ciò che attiene al dato  psicologico occorre fare alcune precisazioni riguardo al «carattere» del docente che rischia il crollo psicofisico.&lt;br /&gt;Innanzitutto, di solito egli è una persona motivata, di carattere sensibile e altruista, profondamente compreso del suo ruolo, che sente investito di un elevato valore sociale. Egli non ha scelto di fare l'insegnate per diventare ricco, lo ha scelto per motivazione profonda, quand'anche in taluni casi sia stato un «ripiego». A scuola, egli si trova immesso in una realtà del tutto sconnessa rispetto alla prescrizione ideologica ufficiale (che spesso coincide con la sua motivazione soggettiva), ossia di formare l'uomo ideale, e ciò genera in lui un grave conflitto cognitivo ed emotivo. Deve continuare a credere o deve vedere la realtà? Talvolta pensa di essere in difetto lui, talaltra che a essere in difetto siano gli alunni (o le famiglie). Si rifiuta di vedere che in difetto è la sconnessione tra scopi ideologici ufficiali (e suoi personali) e realtà di fatto. Perché se vedesse questa realtà egli rischierebbe di dubitare della società nel suo complesso, e il suo lavoro personale si rivelerebbe di minore importanza rispetto a quanto dichiarato.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-3812241850191357065?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/3812241850191357065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=3812241850191357065' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/3812241850191357065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/3812241850191357065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2009/04/burn-out-insegnanti.html' title='Burn out insegnanti'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-2886770416338557301</id><published>2009-01-02T05:45:00.000-08:00</published><updated>2009-01-02T05:46:24.329-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teoria'/><title type='text'>Sulla questione del tragico</title><content type='html'>Nel saggio &lt;em&gt;Schopenhauer come educatore &lt;/em&gt;(1874) Nietzsche, quasi a evitare qualsiasi fraintendimento, scrive: "I tuoi educatori non possono essere nient'altro che i tuoi liberatori" (p. 363). Quindi non Nietzsche al seguito di Schopenhauer, ma Nietzsche liberato da Schopenhauer. Seguiamo i passaggi di questa liberazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nietzsche, accogliendo l'impostazione di Schopenhauer, ricorda all'uomo: "La tua vera essenza non sta profondamente dentro di te, bensì immensamente al di sopra di te, o per lo meno di ciò che tu abitualmente prendi per il tuo io" (&lt;em&gt;Ivi&lt;/em&gt;). Ma, lungi dal difendersi da questo doloroso destino, come aveva fatto Schopenhauer e come in seguito farà Freud, Nietzsche si abbandona all'incontenibile sovrabbondanza della vita, liberando tutte le maschere e tutte le illusioni attraverso cui questa si offre e si produce. La scelta non è arbitraria, ma risponde al bisogno di stabilire una coerenza tra premesse e conseguenze. La premessa schopenhaueriana era che noi siamo vissuti dalla vita di cui, solo per un inganno, ci pensiamo autori; la ragione è la tessitura di questo inganno. Nietzsche, nella premessa di Schopenhauer, coglie l'essenza del tragico, ma proprio per questo anche il beneficio dell'illusione senza il quale non potremmo vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto la "rappresentazione" da inganno diventa rimedio, e perciò, nel linguaggio nietzschiano, l'ordine &lt;em&gt;apollineo&lt;/em&gt;, per quanto ingannevole, salva dalla dissolvenza delle forze &lt;em&gt;dionisiache &lt;/em&gt;in preda alle quali l'uomo non potrebbe vivere. Ecco, in un rapido accostamento di brani nietzschiani, la sequenza: "Per brevi attimi siamo veramente l'essere primigenio stesso e ne sentiamo l'indomabile brama di esistere e piacere di esistere; la lotta, il tormento, l'annientamento delle apparenze ci sembrano ora necessari, data la sovrabbondanza delle innumerevoli forme di esistenza che si urtano e si incalzano alla vita, data la strabocchevole fecondità della volontà del mondo; noi veniamo trapassati dal furioso pungolo di questi tormenti nello stesso attimo in cui siamo per così dire divenuti una cosa sola con l'incommensurabile gioia originaria dell'esistenza, e in cui presentiamo, in estasi dionisiaca, l'indistruttibilità e eternità di questo piacere. Malgrado il timore e la compassione, noi viviamo in modo felice, non come individui, in quanto siamo quell'unico vivente, con la cui gioia generativa siamo fusi. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ma l'apollineo ci strappa all'universalità dionisiaca e ci affascina per gli individui. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Così, del sostrato dionisiaco del mondo, può passare nella coscienza dell'individuo solo esattamente quello che può essere poi di nuovo superato dalla forza di trasfigurazione apollinea, sicché questi due istinti artistici sono costretti a sviluppare le loro forze in stretta proporzione reciproca, secondo la legge dell'eterna giustizia. Dove le forze dionisiache si levano così impetuosamente come noi possiamo sperimentare, là deve essere già disceso sino a noi, avvolto in una nube, Apollo" (&lt;em&gt;La nascita della tragedia&lt;/em&gt;, pp.111-112, 142, 162).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Educato" da Schopenhauer, Nietzsche accoglie la verità dell'esistenza minacciata da forze immensamente più potenti di lei, ma, "liberato" da Schopenhauer, Nietzsche accoglie anche il mondo dell'apparenza, e quindi dell'illusione e della maschera senza di cui la vita non sarebbe vivibile. Smascherata la volontà irrazionale o, nel linguaggio di Nietzsche, l'&lt;em&gt;Uno originario &lt;/em&gt;percorso dalla dissolvenza dionisiaca, il problema non è più quello di difendersi dalla "rappresentazione" del mondo e quindi dall'illusione e dalla maschera in nome della "verità", ma di liberare rappresentazioni, illusioni e maschere, senza di cui la "vita" sarebbe impossibile. Di nuovo si prospetta il conflitto tra vita e verità, dove Nietzsche sta dalla parte della vita, mentre il suo "educatore" stava per la verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel &lt;em&gt;Tentativo di autocritica&lt;/em&gt;, che nel 1886 precede una nuova edizione de &lt;em&gt;La nascita della tragedia&lt;/em&gt;, Nietzsche risolve il conflitto abolendo la distinzione tra verità e illusione perché sospetta in quanti la sostengono (quindi in Platone, nel Cristianesimo, in Kant e nello stesso Schopenhauer) un'"ostilità alla vita, una rabbiosa, vendicativa avversione alla vita stessa. L'odio contro il mondo, la maledizione delle passioni, la paura della bellezza e della sensualità, un al di là inventato per meglio calunniare l'al di qua, in fondo un'aspirazione al nulla, alla fine, al riposo, fino al 'sabato dei sabati' - tutto ciò […] mi parve sempre la forma più pericolosa e sinistra di tutte le forme possibili di una 'volontà di morte', o almeno un segno di profondissima malattia, stanchezza, di malessere, esaurimento, impoverimento di vita" (&lt;em&gt;Ivi&lt;/em&gt;, pp. 10-11). Il sospetto porta Nietzsche a vedere il mondo delle apparenze non come una difesa contro il terrore che può incutere la visione dei caratteri caotici e abissali della volontà di vita, ma come l'espressione liberata della sovrabbondanza e del carattere multiforme che la volontà di vita racchiude in se stessa. Da questo punto di vista non c'è più dualismo tra verità e illusione, perché l'illusione non è prodotta dall'uomo per difendersi dalle atrocità dell'esístenza, ma è prodotta dalla volontà di vita che, liberandosi, esprime se stessa come potenza plastica formatrice di apparenze e illusioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risolvimento del dualismo, che da Platone a Schopenhauer, attraverso il Cristianesimo e Kant, percorre l'intero pensiero dell'Occidente, è insieme il risolvimento del pessimismo, perché là dove le illusioni sono le forme in cui si libera la verità dell'essere, non è più necessario, "per ,amore della verità", rinunciare alla vita nel mondo delle illusioni. &lt;em&gt;L'Autocritica&lt;/em&gt; di Nietzsche non lascia dubbi in proposito: "Nel libro ritorna più volte l'allusiva frase che solo come fenomeno estetico l'esistenza del mondo è giustificata. E in effetti tutto il libro, dietro a ogni accadere, vede soltanto un senso e un senso recondito d'artista - un 'Dio', se si vuole, ma certo solo un Dio - artista assolutamente noncurante e immorale che, nel costruire come nel distruggere, nel bene come nel male, 'Vuole sperimentare un uguale piacere e dispotismo, e che, creando mondi, si libera dall'oppressione della pienezza e della sovrabbondanza, dalla sofferenza dei contrasti in lui compressi. Il mondo è in ogni momento la raggiunta liberazione di Dio, come la visione eternamente cangiante, eternamente nuova dell'essere più sofferente, più contrastato, più ricco di contraddizioni, che sa liberarsi solo nell'illusione" (&lt;em&gt;Ivi&lt;/em&gt;, p. 9).Con questo passaggio Nietzsche mantiene il principio di Schopenhauer secondo cui l'essere è volontà di vita, ma libera l'Occidente dal pessimismo perché lo libera dal dualismo dell' "al di là inventato per meglio calunniare l'al di qua", e, a una visione morale del mondo dove "la vita deve avere costantemente e inevitabilmente torto" (&lt;em&gt;Ivi&lt;/em&gt;, p.11) perché l'"essere" è sempre misurato dal "dover essere", sostituisce una visione estetica dove sono ospitati rappresentazione, illusione, apparenza e tutti quei fenomeni che nel mondo della morale non hanno cittadinanza se non come negatività.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-2886770416338557301?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/2886770416338557301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=2886770416338557301' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2886770416338557301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2886770416338557301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2009/01/sulla-questione-del-tragico.html' title='Sulla questione del tragico'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-5188827146658136955</id><published>2008-11-02T06:13:00.000-08:00</published><updated>2008-11-02T06:18:06.467-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teoria'/><title type='text'>Primo atto di cura</title><content type='html'>Il primo atto di cura è l'ascolto. Se la persona che ascolta ha fatto un percorso di psicoanalisi profondo, anche la qualità del suo ascolto sarà particolare, speciale. Le parole e i vissuti di chi parla, consci e inconsci, cadono in un contenitore adeguato ad accoglierli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-5188827146658136955?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/5188827146658136955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=5188827146658136955' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/5188827146658136955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/5188827146658136955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/11/primo-atto-di-cura.html' title='Primo atto di cura'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-4348492115918217135</id><published>2008-08-31T06:03:00.000-07:00</published><updated>2008-08-31T06:25:06.038-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Dukkha</title><content type='html'>La prima delle verità buddhiste è che vivere è &lt;em&gt;dukkha&lt;/em&gt;, concetto che implica spiacevolezza e impermanenza. Nella nostra cultura oggi si assiste ad una poderosa negazione di questo limite proprio al vivere umano. La radice etimologica di &lt;em&gt;dukkha&lt;/em&gt; rimanda ad una ruota che non gira bene nel mozzo, che fa attrito, stride, si blocca. Molti nel nostro tempo tentano di negare il limite con l'uso di sostanze chimiche. La psicoanalisi anni fa assisteva alla dialettica tra permesso e proibito; oggi l'abolizione delle proibizioni ha creato una nuova dialettica tra possibilità e desiderio. Tuttavia che esista un limite alle possibilità è una delle definizioni dell'essere umano. La d&lt;em&gt;ukkha&lt;/em&gt; non deve essere curata, non ha bisogno di terapia, ma di comprensione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-4348492115918217135?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/4348492115918217135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=4348492115918217135' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4348492115918217135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4348492115918217135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/08/dukkha.html' title='Dukkha'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-3162625474317459239</id><published>2008-07-25T05:23:00.000-07:00</published><updated>2008-07-25T05:25:13.555-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>PSICOPATOLOGIA BORDERLINE</title><content type='html'>PSICOPATOLOGIA BORDERLINE TRA TIPICO E ATIPICO&lt;br /&gt;Una delle caratteristiche fondamentali della psicopatologia borderline è rappresentata dalla sua intrinseca atipicità. Una atipicità che non può essere liquidata come caratteristica di alcuni aspetti clinici del borderline. La costanza con cui si presenta in vari contesti autorizza a considerare l'atipicità una caratteristica strutturale della psicopatologia borderline. La regola sembra essere quella secondo la quale all'interno di un'area atipica si verificano fenomeni atipici. Da questo punto di vista la figura del borderline è in uno stato di perenne sospensione (o di continua oscillazione) tra ambiti diversi. Categoria nosografica? Sindrome? Struttura? E ancora, anche al suo interno, in bilico tra aspetti contraddittori della identità, della affettività, della spinta alla azione o della valutazione della realtà.Anche la diagnosi non si può fondare prevalentemente sul rilievo di sintomi più o meno oggettivabili. Implica un afferramento nella relazione che ha effetti spesso perturbanti sul clinico che si sente "tirato dentro" un rapporto turbolento, instabile, perennemente traumatico. Da questo punto di vista occuparsi di soggetti borderline vuol dire lasciarsi trascinare in una relazione dalle caratteristiche atipiche, rispetto alla maggioranza delle classiche forme psicopatologiche. Una relazione nella quale l'altro (il borderline) ha a suo modo una elevata competenza relazionale, atta a degradare la relazione, a metterla in crisi, a mandarla a fondo. Trascorrendo tragicamente da una relazione a un'altra. Senza riposo e senza conforto. A partire dalla diagnosi quindi il clinico viene fortemente coinvolto nel rapporto e la stessa diagnosi si fonda (anche ma non solo) sul modo stesso in cui il clinico avverte l'impatto "traumatico" con il paziente borderline.A partire dalla diagnosi e dai modi dell'incontro con la psicopatologia borderline diventa possibile, all'interno di una condizione fortemente atipica, provare ad individuare degli elementi tipici. In primo luogo cercando di mettere a fuoco il modo di essere depresso del borderline. Troppo spesso la moderna nosografia riduce in maniera un po' ipocritica il problema della depressione nel borderline alla semplice coesistenza di due disturbi. In realtà la depressione borderline è da sempre riconosciuta per le sue caratteristiche di depressione atipica. Ma ancora una volta in questa depressione atipica è possibile rintracciare aspetti tipici. La disforia è uno di questi aspetti. Gran parte delle condotte autolesive messe in atto dai borderline più gravi rispondono anche a questa esigenza: mitigare uno stato d'animo disforico cronico che da sempre inesorabilmente diffonde nella loro vita. In secondo luogo cercando di mettere a fuoco un'altra area clinica fortemente atipica della psicopatologia borderline: la propensione dei soggetti borderline a smarrire l'esame di realtà e a sviluppare - come dice il DSM-IV - una ideazione di riferimento, di tipo paranoide. Sorta di deliri che vengono però descritti come "quasi-deliri", accompagnati da "quasi-allucinazioni". Se già non è facile capire che cosa sia davvero un delirio, ancora più arduo è orientarsi di fronte ad un quasi-delirio. Quali caratteristiche hanno i quasi-deliri borderline? Perché si è sentito il bisogno di definire in questo modo la ideazione paranoide che si fa talvolta strada nella mente borderline? La caratteristica più tipica dei "quasi-deliri" borderline è la volatilità.Cosi come sono comparsi, allo stesso modo, dopo poco, si volatilizzano. Strani deliri, la cui funzione necessita di essere meglio compresa. Una funzione strettamente legata alla atmosfera relazionale in cui sono immersi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-3162625474317459239?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/3162625474317459239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=3162625474317459239' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/3162625474317459239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/3162625474317459239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/07/psicopatologia-borderline.html' title='PSICOPATOLOGIA BORDERLINE'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-1674894470235908205</id><published>2008-05-07T12:11:00.000-07:00</published><updated>2008-05-07T12:12:20.057-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e difficoltà di apprendimento'/><title type='text'>Dispersione Scolastica</title><content type='html'>Con il termine dispersione scolastica si intende di solito una serie di eventi che determinano interruzioni e rallentamenti nell'iter scolastico&lt;br /&gt;E' un fenomeno complesso, i cui elementi principali sono la mancata iscrizione, la ripetenza, il ritardo, l'abbandono, l'insuccesso scolastico.&lt;br /&gt;La dispersione scolastica non si manifesta ed identifica unicamente con l’abbandono.&lt;br /&gt;Le cause della dispersione scolastica non sono solo quelle attribuibili all'ambiente socio-economico e al disagio personale in moltissimi casi il distacco dalla scuola, infatti non avviene con l’abbandono, ma con la disaffezione, il disinteresse, la demotivazione, noia, mancanza di esperienze positive. Tali manifestazioni si basano spesso su difficoltà d’apprendimento e su una carriera scolastica vissuta più come obbligo esterno (familiare, sociale), che come una motivazione interna bisogno di affermazione, crescita, acquisizione di conoscenze, capacità per realizzarsi come persona.&lt;br /&gt;Per questo motivo è importante considerare l'alunno nella sua globalità, tenendo conto del livello di maturità raggiunto, della relazione fra dimensione emotiva e cognitiva, delle risorse e dei limiti personali, del contesto relazionale in cui è inserito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-1674894470235908205?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/1674894470235908205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=1674894470235908205' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1674894470235908205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1674894470235908205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/05/dispersione-scolastica.html' title='Dispersione Scolastica'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-4473235345989691044</id><published>2008-05-07T12:08:00.000-07:00</published><updated>2008-05-07T12:09:18.464-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e difficoltà di apprendimento'/><title type='text'>Prevenire la Dispersione e favorire l'Inserimento Scolastico</title><content type='html'>Un buon inserimento scolastico ed una adeguata riuscita scolastica dipendono da un insieme di fattori che interagiscono fra loro quali: l'ambiente e il clima scolastico, il rapporto con gli insegnanti, le aspettative che provengono dall'ambiente familiare, il significato attribuito alla frequenza scolastica, le risorse personali, il riconoscimento e il rispetto delle aspirazioni e delle potenzialità dell'alunno.&lt;br /&gt;La consulenza psicologica con i genitori permette di approfondire le motivazioni che sono alla base del comportamento del bambino, cercare di comprendere cosa si nasconde dietro la svogliatezza, il malumore, il rifiuto, le paure, le insicurezze, che non sempre sono direttamente collegate con la scuola.&lt;br /&gt;Queste dinamiche possono determinare un stato di ansia, che può portare,sia il bambino che l'adolescente, ad una eccessiva preoccupazione circa le proprie capacità o la qualità delle proprie prestazioni. Questo stato di tensione può comportare il ritiro, e inibire la partecipazione sia alle attività scolastiche che extra-scolastiche.&lt;br /&gt;Il passaggio da un grado di scuola all’altro (materna, elementare, media inferiore, scuola superiore) comporta un certo grado di difficoltà e di complessità, che si sovrappongono con le dinamiche relative alla varie fasi evolutive corrispondenti, per cui si possono verificare delle situazioni di disagio aspecifico che investono l'ambito scolastico ma che sono più strettamente collegate alla fase evolutiva.&lt;br /&gt;Il disagio scolastico si manifesta in diversi modi,come descritto precedentemente: dalle difficoltà di apprendimento, rendimento inferiore rispetto alle reali capacità di apprendimento, assenteismo, disaffezione, abbandono scolastico, difficoltà di attenzione e concentrazione, iperattività motoria, scarsa tolleranza alle frustrazioni, fenomeni di prepotenza e bullismo, disimpegno e disinvestimento.&lt;br /&gt;Si tratta di una realtà molto complessa, nella quale è importante, da parte di chi si trova ad interagire con il bambino, dai genitori agli insegnanti non sottovalutare i segnali in modo esplicito o silente che vengono inviati.&lt;br /&gt;Il contesto scolastico è a volte il luogo dove trovano espressione disagi emotivi, affettivi, relazionali e psicologici. Nella fase adolescenziale la scuola può rappresentare la fonte di emozioni negative e frustranti, legate non solo agli impegni scolastici, ma anche agli aspetti sociali e relazionali (gruppo dei pari, insegnanti); può inoltre rappresentare il luogo dove si vivono esperienze di insuccesso, dove ci si sente inadeguati, con una scarsa fiducia nelle proprie capacità e potenzialità, e il ritiro ed il disinvestimento possono coinvolgere anche altre attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I problemi scolastici possono essere, quindi, di natura diversa e presentare diversi livelli di gravità, spesso non sono la conseguenza di una specifica causa, ma dell'interazione di più fattori.&lt;br /&gt;Il sostegno psicologico ai ragazzi con problemi scolastici o correlati al rapporto con l'istituzione permette di acquisire una maggiore conoscenza e consapevolezza delle difficoltà e della loro natura, favorendo lo sviluppo di nuove strategie comportamentali più funzionali e favorevoli a superare un problema che altrimenti potrebbe cronicizzarsi ed acquisire un ruolo attivo nelle scelte personali relative all'indirizzo scolastico, alle aspettative per il futuro, al piacere di utilizzare il pensiero, al piacere che deriva da un impegno autonomo e che in termini tecnici definiamo "senso di volizione".&lt;br /&gt;La consulenza psicologica con i genitori ha lo scopo di facilitare la comunicazione all'interno della famiglia relativamente alle difficoltà che ognuno presenta, fornendo importanti indicazioni educative e relazionali. Soluzioni estreme come cambiare classe o scuola, o costringere in tutti i modi il bambino ma anche l'adolescente ad andare a scuola possono esacerbare il problema.&lt;br /&gt;L'ascolto psicologico attivo è la chiave principale per favorire il dialogo e la comprensione, ed è fondamentale non sottovalutare i segnali di disagio, né giustificarli come comportamenti normali per l'età.&lt;br /&gt;Dare ascolto, attraverso i consigli di un professionista, permetterà ai figli di parlare senza banalizzare o ridicolizzare le loro incertezze, i loro dubbi, le loro richieste, e aiuta i genitori o il genitore a comprendere e conoscere il modo di sentire e di percepire gli avvenimenti da parte dei propri figli.&lt;br /&gt;Questo permette di risolvere stati di ansia che potrebbero divenire preoccupanti e di incidere in modo positivo sull'atmosfera familiare, così che l'istituzione scolastica non rappresenti l'unico argomento di attenzione e di discussione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-4473235345989691044?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/4473235345989691044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=4473235345989691044' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4473235345989691044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4473235345989691044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/05/prevenire-la-dispersione-e-favorire.html' title='Prevenire la Dispersione e favorire l&apos;Inserimento Scolastico'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-2059601481501812110</id><published>2008-05-07T12:05:00.000-07:00</published><updated>2008-05-07T12:06:24.229-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e difficoltà di apprendimento'/><title type='text'>Problemi Scolastici di Inserimento e Dispersione Scolastica</title><content type='html'>L'inserimento nell'ambiente scolastico richiede al bambino di confrontarsi con attività cognitive sempre più complesse, di adattarsi ad un nuovo ambiente, a nuove figure adulte di riferimento, ad un insieme di nuove norme e regolamenti; anche le interazione con il gruppo dei coetanei diventano più elaborate ed impegnative.&lt;br /&gt;Si possono, così, riscontrare delle differenze nella facilità o difficoltà di inserimento e adattamento del bambino all'ambiente e alla vita scolastica.&lt;br /&gt;Ci sono bambini che non mostrano nessuna particolare difficoltà sin dall'inizio, altri che devono superare una fase iniziale di disagio ed incertezza, altri, invece, che non sono in grado affrontare e sostenere i compiti che la scuola pone sia sul piano cognitivo che sul piano sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bambino che manifesta maggiori difficoltà può presentare diversi sintomi quali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pigrizia nell'alzarsi dal letto, vestirsi, fare colazione&lt;br /&gt;mal di pancia&lt;br /&gt;nausea&lt;br /&gt;vomito&lt;br /&gt;inappetenza&lt;br /&gt;mal di testa&lt;br /&gt;forti resistenze e proteste nel momento di varcare il cancello della scuola&lt;br /&gt;in classe piange e chiede di tornare a casa&lt;br /&gt;Nei casi più difficili si può innescare un intenso rifiuto per la scuola, situazione caratterizzata da una forte ansia e disagio che manifesta il bambino nel momento di andare a scuola.&lt;br /&gt;Spesso i disturbi spariscono nel fine settimana o durante le vacanze.&lt;br /&gt;Il rifiuto per la scuola, alcune volte, si manifesta dopo un primo periodo di normale inserimento, quando il bambino inizia a rendersi conto della realtà della scuola, degli impegni che prevede, del dover stare lontano da casa per un certo periodo di tempo durante la giornata.&lt;br /&gt;Infatti, i fattori in grado scatenare questo disturbo, possono essere anche l'immaturità affettiva e l'ansia di separazione.&lt;br /&gt;Le motivazioni che sono alla base del rifiuto della scuola sono molteplici, oltre a quelle già riportate, vanno presi in considerazione i fattori legati all'ansia di imparare, alle difficoltà di approccio con lo studio che comportano la sperimentazione del fallimento, e l'incapacità del bambino a sopportare le frustrazioni, o tollerare gli insuccessi, ciò può sviluppare un senso di inadeguatezza, il pensiero di non corrispondere alle aspettative dei genitori e/o degli insegnanti.&lt;br /&gt;Un'altra difficoltà è data dal dover stare per molto seduti al banco, per cui alcuni bambini manifestano sintomi di irrequietezza, non riescono a stare fermi sulla sedia si alzano in continuazione; anche i rapporti con i coetanei possono incidere, molti bambini sperimentano nella scuola difficoltà a relazionarsi con gli altri.&lt;br /&gt;Lo scarso rendimento scolastico non può essere interpretato, principalmente, in funzione dell'intelligenza e della buona volontà, ma i comportamenti inadeguati, il disimpegno, i rifiuti sono spesso l'espressione di disagi affettivi e relazionali.&lt;br /&gt;E' necessario distinguere l'insuccesso scolastico dalla flessione nel rendimento, in quest'ultimo caso è presente un periodo di scolarità soddisfacente prima che appaiano i segni di una flessione.&lt;br /&gt;Nella maggior parte dei casi, la flessione del rendimento può essere interpretata come una risposta a difficoltà di varia origine, questa può dipendere, infatti da varie cause, spesso concomitanti fra loro, che vanno ricercate nelle caratteristiche individuali del soggetto, nell'ambiente scolastico e in quello familiare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-2059601481501812110?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/2059601481501812110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=2059601481501812110' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2059601481501812110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/2059601481501812110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/05/problemi-scolastici-di-inserimento-e.html' title='Problemi Scolastici di Inserimento e Dispersione Scolastica'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-317414310144588035</id><published>2008-03-23T02:02:00.000-07:00</published><updated>2008-03-23T02:03:23.524-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Significato dei sintomi</title><content type='html'>Etimologicamente il sintomo è il segno che rimanda ad altro, la vera causa della sofferenza. Le psicoterapie ossessionate dal sintomo, che mettono il sintomo al centro esclusivo dell'indagine, si allontanano dalla analisi delle cause. Non sempre è augurabile che riescano nel loro intento: il significato prezioso di quel segnale si offusca, salvo a ripresentarsi magari più destabilizzante dopo che è finito quel tanto di buon rapporto che nel migliore dei casi si è instaurato con il terapeuta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-317414310144588035?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/317414310144588035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=317414310144588035' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/317414310144588035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/317414310144588035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/03/significato-dei-sintomi.html' title='Significato dei sintomi'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-4534297328564949858</id><published>2008-03-23T01:52:00.000-07:00</published><updated>2008-03-23T02:00:28.013-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Osservazioni'/><title type='text'>Fantasie sessuali</title><content type='html'>Brett Kahr (Sex &amp;amp; the Psyche) tratta spesso le fantasie sessuali come sintomi o indicatori di conflitto. Verrebbe quindi da chiedergli quali sono i contenuti eccitatori non sintomatici, quelli delle persone "normali"... Come sempre è questione di grado e quantità: l'analista sente la forza relativa della fantasia. Se essa occupa un posto relativo nella mente, tra altre modalità di piacere, quali che siano i contenuti, non appare il suo aspetto sintomatico. E' chiaro che nessun essere umano ha una sessualità fantasmatica approvabile secondo standard di buon gusto, rispetto ed educazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-4534297328564949858?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/4534297328564949858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=4534297328564949858' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4534297328564949858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4534297328564949858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/03/fantasie-sessuali.html' title='Fantasie sessuali'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-5931165538960134297</id><published>2008-02-12T08:35:00.000-08:00</published><updated>2008-02-12T08:41:51.929-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Osservazioni'/><title type='text'>Strategie terapeutiche</title><content type='html'>Esiste oggi una variegata offerta di psicoterapie. Tuttavia per gli individui con una forte motivazione alla comprensione e alla introspezione sono particolarmente indicati per la psicoanalisi classica; anzi per loro un lavoro unicamente centrato sul sintomo potrebbe essere fuorviante.&lt;br /&gt;Potrebbe essere indicato affidarsi a chi ha fatto una approfondita analisi personale anche per un lavoro vis-a-vis che non preveda l'analisi del transfert.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-5931165538960134297?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/5931165538960134297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=5931165538960134297' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/5931165538960134297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/5931165538960134297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/02/strategie-terapeutiche.html' title='Strategie terapeutiche'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-7203340095036386227</id><published>2008-01-27T00:06:00.000-08:00</published><updated>2008-01-27T00:07:47.040-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Ossessioni</title><content type='html'>Le ossessioni sono irruzioni nella mente di un sentimento o idea di cui il soggetto ha difficoltà a sbarazzarsi (come ad es. un idea sacrilega od oscena) e che egli prova ad espellere con tattiche simili ad un rituale magico.Spesso il soggetto è assediato dall’idea di essere costretto a commettere una azione assurda, ridicola, immorale o criminale come l’omicidio di un figlio.I rituali e le azioni coatte sono gesti che il soggetto si sente come costretto a ripetere come se fosse un rito, pur riconoscendone l’assurdità: infatti il tentativo di resistere ad essi provoca uno stato ansioso.I rituali più frequenti sono il rito di lavarsi che si accompagna alle ossessioni fobiche di contaminarsi e sporcarsi, i rituali di verifica e le manie di ritorno indietro (ho chiuso il gas?), rituali relativi all’abbigliamento e alla toilette che sono talmente invasivi da occupare più ore della giornata.Spesso l’ambiente familiare deve partecipare a questi rituali per garantire la loro esecuzione.Tutti i gesti e le formule hanno un senso scongiuratorio, teso a lottare contro i pensieri malefici investiti di una potenza simbolica e magica e hanno un evidente aspetto autopunitivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-7203340095036386227?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/7203340095036386227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=7203340095036386227' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/7203340095036386227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/7203340095036386227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/01/ossesioni.html' title='Ossessioni'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-1600530197929393901</id><published>2008-01-13T02:07:00.000-08:00</published><updated>2008-01-13T02:09:53.645-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Depressione</title><content type='html'>Tipicamente si distinguono in:A) Depressioni endogene (indipendenti da eventi precipitanti), uni e bipolareB) Depressioni reattive, legate ad eventi scatenanti di tipo abbandonico e di perdita (lavoro, affetti, menomazioni fisiche, etc.)Queste due entità nosologiche sono da alcuni considerate un continuum, da altri due affezioni qualitativamente diverse e questo spiegherebbe perché la prima risponde bene ai farmaci antidepressivi, nella seconda invece sia più utile un intervento psicoterapeutico.Sembrano esposti alla depressione soggetti con un narcisismo contrassegnato da immaturità, con insicurezza di base e mancanza di fiducia, di fondo, delle proprie capacità, bisogno di riconoscimento e di stima e che contrassegnano spesso le loro relazioni con valenze di dipendenza e di appoggio.Questo tipo di personalità li rende vulnerabili alle frustrazioni e agli abbandoni che le loro esigenze affettive e la loro ambivalenza di fondo possono provocare.I sintomi della depressione sono quantitativamente presenti in base alla entità del quadro che varia dal lieve fondo depressivo distimico esistenziale fino alla melanconia endogena.Essi riguardano l’umore: il soggetto si sente svalutato, isolato, incompreso, inutile, con ideazioni pessimistiche rivolte a sé a ciò che lo circonda.Si lamenta circa il suo destino infausto, ha paura della morte e dell’abbandono, il futuro suscita in lui apprensione poiché è visto in una luce sinistra.L’ansia è diffusa, ma può organizzarsi a livello somatico con cefalee, vertigini, spasmi di natura varia, turbe del sonno, dell’appetito e della sessualità.Inoltre è presente inibizione motoria sotto forma di stanchezza, una astenia che compare fin dal mattino e che non è attenuata dal riposo.La gravità del quadro è in relazione al fatto, come dicevamo, che sia presente un fattore scatenante o meno e quanto sia realisticamente rilevante questo evento. Depressione esistenzialeLa depressione esistenziale è una entità nosologica molto dubbia perché presuppone che prendiamo in esame il concetto di cosa sia uno stato mentale normale e alterato e se il dolore è un fattore ineludibile o meno della nostra esistenza. La visione Giudaico- Cristiana svaluta la vita terrena sostenendo che essa è un transito, che il dolore non è una condizione imprescindibile della esistenza, che esso è dovuto alla colpa del peccato originale da cui è possibile redimersi, che è quindi utile a fini espiativi,che è il fattore più potente che induce alla speranza e alla fede, che la vita futura, la vera vita, sarà senza dolore. Le filosofie orientali ci suggeriscono che il dolore è legato alla ricerca di soddisfazione dei desideri che è continua ed ininterrotta, perché una volta che l’obbiettivo è raggiunto nasce subito una nuova aspirazione in un susseguirsi senza sosta. Quindi esiste una intima connessione tra desiderio e dolore e, solo quando avremo abbandonato i desideri, scompariranno ansie, angosce, depressioni e tutti i sentimenti spiacevoli che la nostra entità psicosomatica può produrre. Il problema della angoscia esistenziale è comunque un tema già profondamente sentito dagli antichi Greci i quali , come dice Nietzsche, hanno avuto il coraggio di “guardare in faccia il dolore e di conoscere e sentire i terrori e l’atrocità dell’esistenza”.Essi hanno percepito la tragicità dell’esistenza nella contrapposizione tra le esigenze della natura e le aspirazioni del singolo. Le leggi di natura dicono infatti che ogni singola esistenza deve morire affinché si generino nuove vite, le quali prendono il posto delle precedenti in una circolarità della vita e della morte. Il singolo invece grida ad alta voce la sua voglia di vivere e rifiuta questo passaggio di testimone. Il Greco elabora risposte attive alla ineluttabilità della morte, sostenendo che non bisogna illudersi e nemmeno rassegnarsi ma conoscere (màthesis).La scuola stoica sosteneva che il dolore, quando era ineludibile e non dipendeva da noi poteva e doveva essere sopportato (abstine, substine); certamente, quando era nelle nostre capacità, bisognava combatterlo con ogni mezzo. Ecco il concetto greco di “aretè” che è l’equivalente della “virtus” latina, la capacità di eccellere, di essere il migliore,però vivendo e conoscendo il proprio limite (katà mètron), cioè con atteggiamento di saggezza (phrònesis).La Psicanalisi con Freud in sintonia con gli assunti filosofici dell’epoca, prima illuministi poi positivisti, riprende il tema della ragione come unico strumento per esplorare l’inconscio, per bonificarlo, sottraendoci così al dolore che deriva soprattutto dalla ignoranza delle parti nascoste del nostro sé.”Dove era l’Es deve subentrare l’Io”. Di nuovo il Gnothi seautòn del tempio di Delfi, il nosce te ipsum.Una volta assoggettato all’io, il nostro inconscio non potrà essere più fonte di dolore o sofferenza, anche se Freud scrive anche che questo profondo lavoro non ci condurrà alla felicità ma alla normalità esistenziale. Il punto è probabilmente questo, che esiste un disagio ineliminabile nel vivere per il fatto stesso che la vita conduce alla morte, e che, come dice Freud, vivere significa, in fondo, accettare di morire lentamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-1600530197929393901?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/1600530197929393901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=1600530197929393901' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1600530197929393901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1600530197929393901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/01/tipicamente-si-distinguono-ina.html' title='Depressione'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-4386339736221083941</id><published>2008-01-12T17:40:00.001-08:00</published><updated>2008-01-12T17:40:30.298-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Disturbi psicosomatici</title><content type='html'>Vengono create da una rimozione del conflitto ad un livello “mentalizzato”, per cui esso non si esprime più con sintomi psicogeni (ansia, angoscia, depressione…) ma prende una innervazione somatica.Bisogna distinguere tra i disturbi psicosomatici funzionali e le vere malattie psicosomatiche con lesione di organo.Esaminiamo i vari apparati coinvolti.A) Apparato digerente.I disturbi funzionali sono anoressia, bulimia, nausea, vomito, “crampi allo stomaco”, stipsi, colica, diarrea, dolori rettali…. Le sindromi organiche sono soprattutto due, l’ulcera gastro-duodenale e la retto-colite emorragica.B) Apparato respiratorio.I disturbi funzionali sono l’ansia con oppressione toracica, la tosse ansiosa, la dispnea asmatiforme e, nell’ambito del linguaggio, la balbuzie, l’afonia psicogena, certe voci bitonali.Le sindromi organiche sono l’asma cronica e la tubercolosi polmonare.C) Apparato cardio-vascolare.I disturbi funzionali sono palpitazioni e dolori precordiali, lipotimie con tutti i gradi dello svenimento fino alla sincope. Le sindromi organiche sono l’infarto del miocardio, l’ipertensione arteriosa cronica, la tachicardia parossistica.D) Apparato locomotore.I disturbi funzionali sono la tensione agli arti (fenomeno delle gambe senza riposo ), l’ipotonia muscolare, il tremore, i crampi (crampo dello scrittore) le contratture, le lombalgie, il torcicollo.Le sindromi organiche sono le patologie del collagene e la poliartrite cronica evolutiva.E) Apparato cutaneo:I disturbi funzionali sono rappresentati, a livello della pelle, dalle chiazze eritematose, dal prurito, dalle iperestesie e dalle anestesie. Inoltre, al limite con la risposta organica,numerose manifestazioni allergiche come ad es. l’orticaria o il prurito anale e vulvare… Le sindromi organiche sono l’eczema, la psoriasi il prurito senza causa, l’acne giovanile, l’alopecia areata.F) Ghiandole endocrine.I disturbi funzionali sono le fluttuazioni della glicemia, la poliuria emotiva, le oscillazioni della pressione arteriosa, l’amenorrea, impotenza sessuale.Le sindromi organiche sono il diabete, l’ipertiroidismo, l’ipercorticosurrenalismo e l’obesità. Altri sintomi sono, a livello ginecologico, i disturbi del ciclo con mestruazioni dolorose, la sterilità funzionale e gli aborti spontanei, a livello neurologico una componente psicogena importante è nella sclerosi multipla, a livello urologico nella prostatite a urine chiare.Inoltre sembra essere una componente importante in tutte le malattie autoimmunitarie mentre è ancora discusso il ruolo che svolge la psiche nell’insorgere e nel decorso delle neoplasie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-4386339736221083941?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/4386339736221083941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=4386339736221083941' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4386339736221083941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4386339736221083941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/01/disturbi-psicosomatici.html' title='Disturbi psicosomatici'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-1266985047354833400</id><published>2008-01-12T17:38:00.000-08:00</published><updated>2008-01-12T17:39:12.623-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Anoressia e bulimia</title><content type='html'>L'anoressia in genere si presenta nella giovane adolescente, spesso preceduta da un periodo di bulimia e da disturbi delle mestruazioni: vi è uno sfrenato desiderio di dimagrire con disgusto verso il cibo o inappetenza: talora la dieta è composta da alimenti fortemente selezionati presi in quantità minime, con una carenza proteica costante.All’inizio l’atteggiamento anoressico è mascherato con astuzie ingegnose ma poi si organizza con irregolarità dei pasti e conflitti quotidiani con la famiglia. Spesso, al di fuori del pasto, vi è vomito provocato, abuso di lassativi e diuretici.Spesso il dimagramento è consistente (15-20 kg.) con sviluppo pilifero (labbra sup. e braccia) e si hanno disturbi cutanei.Si ha quindi comparsa di amenorrea, talora collassi e facile suscettibilità ai processi infettivi.Gli esami clinici sono alterati con metabolismo basale molto basso, colesterolo alto e tasso di attività ormonale pressoché nulla, con presenza frequente di ipoglicemia, ipoproteinemia e turbe elettrolitiche.In contrasto con le precarie condizioni fisiche persiste una attività fisica importante, spesso frenetica: studio, sport, passeggiate e i soggetti sembrano non accusare né stanchezza, né freddo, né bisogno di dormire. Nella bulimia il soggetto presenta un problema di compulsività che consiste nell’introdurre una quantità spropositata di cibo indifferenziato (anche direttamente dal freezer): ad esso segue un senso di colpa immediato che spesso, anche se non sempre, lo porta a volersi sbarazzare di ciò che ha ingurgitato tramite vomito autoprovocato, abuso anche in questo caso di diuretici e lassativi.Anche esso è prevalentemente tipico del sesso femminile e privilegia la fascia di età adolescenziale e la prima età adulta.Va distinta dalla bulimia la semplice obesità in cui il sovrappeso (peso corporeo oltre il 30% del valore medio) è creata da una iperalimentazione quotidiana realizzata con modalità varie (pasti abbondanti, spiluccamenti fuori orario, assunzione di cibo nelle ore tardo-serali, abbondanza di alimenti ipercalorici etc.)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-1266985047354833400?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/1266985047354833400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=1266985047354833400' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1266985047354833400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1266985047354833400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/01/anoressia-e-bulimia.html' title='Anoressia e bulimia'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-3747369335809619253</id><published>2008-01-12T17:33:00.000-08:00</published><updated>2008-01-12T17:35:45.107-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Ipocondria e paura di malattia</title><content type='html'>L’ipocondria (dal greco hypocondrios, che si trova sotto lo sterno) è una distorsione delle normali sensazioni che provengono dall’interno del corpo, le quali vengono interpretate come sintomi di malattia.Si tratta cioè di preoccupazioni eccessive sulla propria salute, sul funzionamento e l’integrità somatica.L’introspezione ansiosa si fissa sulle minime sensazioni cenestesiche insolite, ne aumenta eccessivamente il significato e spinge a chiedere ripetutamente opinioni e cure.La paura e la convinzione, cioè, persistono nonostante le rassicurazioni mediche, e i soggetti si sottopongono ad esami frequenti che non sono mai rassicuranti.Può riguardare funzioni corporee (battito cardiaco, peristalsi, sudorazione) o alterazioni fisiche di lieve entità (piccola ferita o un raffreddore) oppure sensazioni vaghe e ambigue (cuore affaticato etc).I soggetti spesso si allarmano se sentono parlare di malattie.A volte tutta l’esistenza del paziente e quella della sua famiglia si organizza su un modello ipocondriaco: precauzioni, diete, ritualizzazioni del pasto, del sonno, delle feci.Può accompagnare sindromi quali depressione, disturbo da attacco di panico, fino a sfociare nella convinzione di essere malato nella ipocondria delirante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-3747369335809619253?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/3747369335809619253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=3747369335809619253' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/3747369335809619253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/3747369335809619253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/01/ipocondria-e-paura-di-malattia.html' title='Ipocondria e paura di malattia'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-1307004734401425082</id><published>2008-01-05T13:18:00.000-08:00</published><updated>2008-01-05T04:52:31.278-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teoria'/><title type='text'>Psicoanalisi: il confronto con le terapie adattive</title><content type='html'>La psicoanalisi ha ereditato dalla tecnica ipnotica il lettino, la cui funzione è soprattutto quella di svincolare il cliente da un contatto realistico con l’analista e con il mondo esterno, agevolandone la possibilità di entrare in contatto con le proprie fantasie interne, con il fantasmatico inconscio, il vero determinante dell'agire umano. In essa viene favorita una posizione corporea che agevola il rilassamento; questo risparmio energetico viene utilizzato per investire, regressivamente, i processi psichici. Nella &lt;em&gt;alleanza terapeutica &lt;/em&gt;(è la collaborazione di intenti tra analista e analizzato), che è un fattore di grande importanza nella evoluzione personologica, si realizza una scissione dello psichismo del soggetto in una parte osservante, associata allo psicoanalista, e in una parte osservata (il flusso eracliteo del proprio mondo interno).&lt;br /&gt;Possiamo ipotizzare che questa identificazione sia in parte primaria e in parte secondaria. La componente primaria consiste, probabilmente, in una riattivazione della identificazione originaria materna, pregna di elementi magico-simbiotici, preverbali, con le modalità di quello che Freud definiva &lt;em&gt;processo primario&lt;/em&gt;. La produzione verbale che emerge, una volte indeboliti i meccanismi di controllo, si esprime in associazioni libere in cui i collegamenti effettuati non corrispondono a criteri di logica realistica, ma mostrano la trama del tessuto inconscio, o parti di essa. La grande scoperta di Freud consiste nell’aver individuato una modalità di funzionamento psichico propria di questo stato mentale arcaico, per esempio l’identità di opposti, il dominio del principio del piacere su quello di realtà, l’assenza del principio di non contraddizione, ecc, la cui espressione verbale dava accesso ad un materiale prelogico estremamente prezioso. Utilizzando poi il funzionamento psichico del &lt;em&gt;processo secondario&lt;/em&gt; (cioè la capacità di analisi razionale), strutturatosi successivamente nella evoluzione psichica, e dominante nella identificazione secondaria con lo psicoanalista, il materiale emerso viene messo a confronto con l’io della persona, la quale, soggetta a meccanismi di difesa inconsci che si esprimono nel &lt;em&gt;transfert&lt;/em&gt; (cioè nei sentimenti che l'analizzato proietta sull'analista) come resistenze, è aiutata nel valutare, esaminare ed elaborare.&lt;br /&gt;Il processo analitico si basa, in altri termini, su una scissione della psiche del soggetto. Una parte sperimenta, nel transfert, tramite identificazione primaria, la riattivazione delle immagini arcaiche del processo primario, e si esprime attraverso le libere associazioni. Successivamente,tramite l’ identificazione secondaria con lo psicoanalista, attraverso ostacoli endopsichici di maggiore o minore entità, l’altra componente dell’io del soggetto, che utilizza il processo secondario e l’esame di realtà, si occupa della comprensione del materiale inconscio che si svela nelle libere associazioni.&lt;br /&gt;La laboriosità e la durata di questo processo, per altri versi inappuntabile su un piano teorico-clinico, ha creato i presupposti perché nascessero le cosiddette psicologie dell’adattamento, cognitivismo e comportamentismo, le quali non valutano il sintomo nel senso etimologico (segnale di un conflitto) e quindi come sollecitazione all'indagine, ma come un errore di adattamento, una confusione di cognizioni, considerandolo semplicemente qualcosa da eliminare: non l’emergere di un problema, ma il problema stesso.&lt;br /&gt;Di conseguenza sono stati considerati superflui gli strumenti analitici, il lettino, la regressione, il transfert, le libere associazioni e le analisi delle resistenze. Il terapeuta si pone di fronte al cliente come emblema e rappresentante dell’adattamento adeguato, (in analisi, lo psicoanalista non si ponga mai come soggetto risolto ma solo come terminale delle proiezioni del paziente e strumento interpretativo). Essendovi una vetta da conquistare a ogni costo (l’eliminazione del sintomo), tutto diventa funzionale a questo scopo, compresa la somministrazione di consigli e la prescrizione di compiti da svolgere, in un processo di infantilizzazione del cliente.&lt;br /&gt;La "terapia" è decisamente più corta poiché la soppressione del sintomo ne sancisce la fine, mentre in analisi la sua cessazione è solo propedeutica ad un approfondimento della dinamica sottostante.&lt;br /&gt;Coloro che esprimono perplessità sulle tecniche adattive sostengono che, come la riduzione della temperatura con gli antipiretici non elimina la broncopolmonite, così il risultato ottenuto nelle terapie adattative lascia inevaso il conflitto soggiacente, che tenderà a ripresentarsi sotto mutate spoglie. D’altra parte, essendo il sintomo, secondo la teoria dell’adattamento, il problema stesso, il nuovo disturbo è considerato qualcosa di veramente “ nuovo” e sarà trattato come il precedente.&lt;br /&gt;All’obiezione che viene fatta all’analisi, di creare dipendenze prolungate, gli psicoanalisti tendono a replicare innanzitutto che l’analisi non crea dipendenze, poiché niente e nulla può creare una dipendenza inesistente. Essa, semplicemente, tende a evidenziarle, ed è, al contrario, l’unica procedura che ne permette il superamento attraverso la elaborazione nel transfert. Essi sostengono che la mancata risoluzione della dipendenza è invece una problematica insita nelle terapie adattive, in primo luogo perché il terapeuta si pone come esempio di perfetta integrazione, quindi come modello, in secondo luogo poiché si serve di strumenti direttivi e suggestivi . Inoltre fanno notare che, anche se con questo metodo sembra che il processo si svolga su una base esclusivamente realistica, gli elementi arcaici della personalità del cliente in terapia sono semplicemente celati, ma agiscono e vengono proiettati sulla figura del terapeuta: essendo tuttavia rimossi e non accessibili all’interpretazione, al soggetto non è offerta la possibilità di elaborarli tramite l’interpretazione delle caratteristiche della relazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-1307004734401425082?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/1307004734401425082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=1307004734401425082' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1307004734401425082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/1307004734401425082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/01/psicoanalisi-il-confronto-con-le.html' title='Psicoanalisi: il confronto con le terapie adattive'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-8437530266195666926</id><published>2008-01-05T04:54:00.000-08:00</published><updated>2008-01-05T04:55:22.065-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>Crisi di identità</title><content type='html'>sezione in costruzione ed elaborazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.L’ identità del soggetto è l’insieme delle identificazioni che sono depositate nella psiche, consce ed inconsce, derivanti dai primi rapporti avuti dal soggetto nel suo percorso esistenziale.A queste bisogna aggiungere le fantasie arcaiche, cioè genetiche o derivanti da un inconscio transpersonale.Uno dei modelli più interessanti sull’identità è stato elaborato da Lèon e Rebeca Grindberg negli anni ‘70.Per gli autori l’acquisizione del sentimento di identità avviene attraverso un processo di interrelazione costante di tre rapporti o canali di integrazione: spaziale, temporale e sociale.Il rapporto di integrazione spaziale comprende la relazione delle varie parti del Sé tra loro, ivi compreso il Sé corporeo: esso serve a mantenere la coesione tra le varie parti suddette e a permettere la comparazione e la distinzione del Sé nei confronti degli oggetti; tende alla differenziazione tra il Sé e il non Sé, ossia all’individuazione.E’ sul concetto di Sé corporeo che in questo contesto è interessante riflettere.Ciascuno sperimenta sé stesso come legato inestricabilmente al proprio corpo e, nella misura in cui percepisce di essere vivo, sente di essere reale e concreto; forte di questa unione vivrà anche il senso della continuità nel tempo, nonché della continuità delle proprie relazioni d’oggetto e sociali che nel tempo si sono stabilite.Il sentimento della propria identità si origina dal contatto corporeo gradevole con la madre, sia nel sonno che nella veglia, contatto in cui la superficie del corpo viene percepita come limite tra l’Io e l’ambiente.La situazione iniziale è quella di una precaria integrazione; ciò è osservabile nei lattanti alle prime settimane che, lasciati nudi, si agitano e strillano, a volte con scosse di tutto il corpo, come se si sentissero in pericolo, afferrandosi a volte ai vestiti della madre o a quello che hanno a portata di mano: la paura sembra essere quella di non possedere limiti del corpo.Con il tempo e attraverso fasi che qui non si affronteranno, si arriva alla percezione del corpo come unità, che serve come base alla nozione di “schema corporeo”.Lo schema corporeo è l’immagine tridimensionale che ciascuno ha di sé stesso.Tuttavia la nozione di schema corporeo comprende, oltre l’esperienza cenestesica e l’esperienza delle strutture posturali, un rapporto tra spazio e tempo.L’immagine corporea si espande al di là dei limiti del corpo.Così, ad esempio, le persone che guidano l’automobile considerano abitualmente questa come un’estensione del proprio schema corporeo e ciò risulta dal linguaggio, quando dicono: “mi hanno urtato“, ”di qui non ci passo”…. Così, i vestiti vanno a formare parte dell'immagine corporea.Quando il primitivo indossa travestimenti e maschere terrificanti per i suoi riti, si identifica con gli dei che vuole rappresentare.L’immagine corporea è inoltre un fenomeno sociale.Il corpo può essere attraente e non attraente, snello, grasso, ecc.Ma il corpo è sempre il corpo di una persona, e ogni persona ha sentimenti, emozioni e pensieri.La percezione del corpo altrui e della sua espressione emozionale non è secondaria rispetto alla percezione del proprio corpo e della propria espressione emozionale.La nostra propria immagine non è possibile senza le immagini degli altri. Un corpo è sempre l’espressione di un Io e di una personalità ed è situato in un mondo.Il rapporto di integrazione temporale riguarda le varie rappresentazioni del Sé nel tempo e le connessioni che l’individuo tende a stabilire tra esse.La continuità tra tali rappresentazioni forma la base del sentimento di essere se stessi.Alle successive integrazioni spaziali che si vanno producendo tra le diverse parti di se stesso e dell’oggetto, fanno riscontro corrispondenti integrazioni temporali tra le immagini di sé e dell’oggetto in differenti momenti dell’esperienza vissuta.Il terzo rapporto, quello di integrazione sociale, implica la nozione di appartenenza a un gruppo.Le varie parti del Sé non potrebbero integrarsi nel tempo se non si integrano spazialmente: è sulla base delle integrazioni spaziali e gruppali che il soggetto potrà contrarre relazioni con oggetti del mondo esterno (rapporto sociale) nel mondo reale e discriminato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-8437530266195666926?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/8437530266195666926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=8437530266195666926' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/8437530266195666926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/8437530266195666926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/01/crisi-di-identit.html' title='Crisi di identità'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4048794175257411496.post-4814569139665998415</id><published>2008-01-04T05:18:00.001-08:00</published><updated>2008-01-10T10:01:25.490-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sintomatologia'/><title type='text'>alcolismo</title><content type='html'>Gli alcolisti sono bevitori eccessivi in cui la dipendenza dall’alcool è tale che essi presentano sia un disturbo mentale, sia delle manifestazioni che ledono la loro salute psichica e fisica, le loro relazioni con gli altri ed il loro comportamento sociale. Fousquet afferma che "vi è alcolismo quando l’individuo ha di fatto perso la libertà di non bere". L’alcolismo è un fenomeno sociale pressoché universale, che consiste nel consumo quotidiano od occasionale (per esempio durante il fine settimana, alle feste o alle cene con amici). La maggioranza dei consumatori sono bevitori moderati; gli alcoolisti, nel senso stretto della dipendenza dall’alcool, rappresentano il 6% dei consumatori. Tipologie di alcolista: secondo Jellinek si possono individuare diversi tipi di persone dedite all'alcol. Bevitori alfa: consumatore che beve per disinibirsi, per allentare i propri freni. Bevitori beta: bevitore occasionale. Questi due tipi non sono affetti da dipendenza, ma hanno un maggior rischio, rispetto la popolazione generale. Bevitori gamma: è l'alcolista che non controlla le proprie abitudini riguardo il bere. Bevitori delta: è l'etilista soggetto a crisi di astinenza; per lui impossibile astenersi. Bevitori epsilon: il soggetto è un bevitore episodico, con periodi di eccesso (per es. sobrio durante tutta la settimana, ubriaco nel weekend.).&lt;br /&gt;La classificazione di Fousquet individua quattro forme di alcoolismo: alcolismo classico, alcolosi o nevrosi alcolica, dipsomania, alcolismo sintomatico. &lt;em&gt;Alcolismo classico&lt;/em&gt;; questo riguarda il 45%-50% dei soggetti dediti all’alcool, è in prevalenza maschile ed è caratterizzato da una personalità precedente pressoché normale, si ha spesso consumo di birra o di vino, le quantità sono elevate e il consumo è quotidiano e continuo, spesso in compagnia. Le ubriacature sono eccezionali, si ha piacere per le bevande alcoliche e assenza di sensi di colpa. Si ha tolleranza elevata e riduzione spontanea agli inizi della vecchiaia. &lt;em&gt;Alcolosi o nevrosi alcolica&lt;/em&gt;: predomina nel sesso femminile ed è caratterizzata da preferenza per gli aperitivi e i liquori forti e il consumo è saltuario, spesso solitario e dissimulato. Le ubriacature sono frequenti e atipiche, si ha scarsa attrazione fino al disgusto per l’alcol, sensi di colpa, con lotta contro la propensione a bere. L’esordio è più tardivo e lo scompenso più rapido che negli alcolizzati classici. Si hanno turbe gravi e precoci del comportamento sociale e sessuale, intervalli liberi sempre più rari e brevi e frequenti complicazioni psichiatriche. &lt;em&gt;Dipsomania&lt;/em&gt;: riguarda decisamente una minoranza di soggetti; e’ il classico bevitore sobrio durante tutta la settimana, ubriaco nel weekend. Nei casi più gravi il soggetto può arrivare a bere tutto ciò che trova, anche alcool puro o acqua di colonia, arriva fino alla ubriacatura comatosa che pone termine alla crisi; successivamente si hanno sensi di colpa molto forti, con repulsione dell’alcool al di fuori della crisi. Evolve verso la alcolosi. &lt;em&gt;Alcolismo sintomatico&lt;/em&gt;: qui si ha una dipendenza puramente psicologica in quanto l’alcool placa la sofferenza psichica. Il disturbo sottostante può essere a lungo mascherato dall’abitudine a bere. Il miglioramento del quadro psicologico va di pari passo con la scomparsa della intossicazione, ma, in certi casi, l’alcoolismo persiste e può evolvere verso la alcolosi. Differenze tra alcolismo e tossicomania: per lungo tempo si è insistito sulle differenze tra alcolismo e tossicomania, sull’uso (consumo libero dell’alcool, proibito o regolamentato per gli stupefacenti), la via di introduzione, la dipendenza (rapida soprattutto nelle tossicomanie da oppiacei, stabili nell’alcool, il cui consumo si riduce nelle fasi di intolleranza), l’atteggiamento della società (permissivo verso l’alcolista,intollerante verso il tossicomane), il problema sociale, economico e sanitario (considerevole per l’alcolista, più limitato per i tossicomani). Attualmente si mette l’accento sulle somiglianze tra l’eziologia e la terapia di questi due stati, idea corroborata dal fatto che frequente è l’abuso associato di alcool e droghe. Gli individui che hanno una debolezza psicologica ricorrono all’alcool ed ad altre droghe per soddisfare le loro necessità e venire incontro ai loro disagi. Sarà l’influenza dell’ambiente (ad esempio la facilità a procurarsi droghe, le abitudini locali, le leggi, la religione, l’atteggiamento della pubblica opinione) che determina la sostanza di cui l’individuo abusa. L’alcolismo è perciò un fenomeno complesso alla base del quale si trovano valenze psicologiche importanti di imitazione, autoaggressività, impulsività, depressione, anche se non esiste una specifica personalità predisposta all’alcolismo.&lt;br /&gt;Ci siamo interrogati sulla incidenza di una predisposizione genetica non riuscendo però bene a distinguerla dalla influenza ambientale. L’alcolismo nella donna è più raro e tardivo, più pregno di sensi di colpa e più rapidamente scompensato sul piano somatico dell’alcoolismo dei maschi, data anche la minore tolleranza per motivi biologici; è inoltre molto meno tollerato a livello sociale.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Diagnosi&lt;/em&gt;: il soggetto etilista si presenta spesso dal medico lamentandosi di aver difficoltà di concentrazione, di essere stanco e di accusare dolori alle gambe riferisce di essere stressato per il lavoro, di bere qualche bicchierino, nega di essersi mai ubriacato, magari afferma che la moglie lo controlla, confessando però che la sera va al bar a bere con i colleghi. Si nota che la facies è arrossata, l’alito freddo, accusa tremori e suda. Riferisce sintomi somatici a livello epatico, neurologico, cardiovascolare, e un colloquio approfondito rivela disturbi del carattere come irritabilità, crisi di collera, labilità dell’umore. Si notano inoltre un calo del senso morale, atteggiamenti chiaramente egocentrici e disturbi della memoria, con presenza di un alternanza tra aggressività e senso di colpa accompagnati da una sensazione evidente di incapacità a tirarsi fuori da solo dalla situazione. Effetti neurologici: l'alcool agisce direttamente sui neuroni. Incrementa la funzione del GABA, che è il principale amminoacido inibitorio del sistema nervoso centrale, aumenta il rilascio di dopamina, stimola il rilascio di sostanze oppioidi, ed ha proprietà anestetiche. Gli effetti neurologici causati dall'alcol sono: astinenza: sintomi frequenti al mattino dopo l'astinenza notturna, costituiti da tremori, senso di angoscia, irritabilità, nausea, vomito, inappetenza. I sintomi regrediscono appena l'alcolista inizia a bere. Con il tempo la sintomatologia peggiora e sopraggiungono anche tachicardia, arrossamento del viso e delle congiuntive, illusioni (disturbi percettivi), allucinazioni uditive e visive (zoopsie, visione persone, allucinazioni che possono essere piacevoli o terrificanti). Convulsioni da astinenza: sopraggiungono tra le 13 e 24 ore dopo aver smesso di bere e di solito si risolvono spontaneamente. Delirium tremens: è un delirio causato dalla deprivazione alcolica. Si manifesta con delirio, agitazione, allucinazioni, convulsioni, tachicardia, febbre, disidratazione, sudorazione profusa, insonnia. La fase acuta dura circa tre giorni e si risolve poi con un lungo sonno profondo. Degenerazione cerebellare alcolica: è associata ad atassia agli arti inferiori, tremore a riposo ed intenzionale. E' caratterizzata dalla degenerazione delle cellule del Purkinje. Questa malattia è diagnosticata attraverso la TAC e la RMN, che permettono di individuare la degenerazione. La terapia consiste nella somministrazione di Tiamina. Encefalopatia acuta di Wernicke e Sindrome di Korsakoff: l'encefalopatia acuta di Wernicke è dovuta ad una carenza di tiamina. Si manifesta con un'alterazione dello stato mentale, atassia ed oftalmoplegia. Il ritardo della terapia può portare a demenza anamnestica cronica permanente (psicosi di Korsakoff). Il trattamento consiste nella somministrazione di Tiamina. Idiosincrasia alcolica: questa patologia puó sfociare in un comportamento aggressivo, spesso associato a fenomeni psicopatici e criminali. Demenza alcolica e atrofia cerebrale: è la via finale comune di tutti gli alcolisti che non rinunciano all'alcol. Si ha una progressiva perdita dell'integrità della persona. Malattia di Marchiafava e Bignami: è rappresentata da una degenerazione della mielina delle fibre del corpo calloso con relativa conservazione degli assoni. Il corpo calloso appare incavato, rossastro, grigio-giallastro. In questi pazienti, vi era uno stato di demenza, apatia; spesso commettevano atti e reati a sfondo sessuale. &lt;em&gt;Terapia&lt;/em&gt;: i trattamenti per l'alcolismo includono programmi di disintossicazione gestiti da istituzioni mediche. Questi possono richiedere il ricovero di un paio di settimane in reparti ospedalieri specializzati dove possono essere somministrati farmaci per evitare i sintomi dell'astinenza. Dopo la disintossicazione, si usano diverse forme di terapia di gruppo o di psicoterapia individuale, per occuparsi dei problemi sottostanti. Queste terapie possono essere supportate da farmaci quali il Disulfiram (nomi commerciali: Antabuse o Etiltox), che causa un forte e rapido malessere dopo anche la più piccola dose di alcool ingerita. Qualora si riprendesse il consumo di alcol (in presenza di questo farmaco) possono avvenire conseguenze assai gravi e persino la morte. Un altro programma di trattamento è basato sulla terapia nutrizionale. La maggior parte degli alcolisti accusano problemi nel trattamento degli zuccheri, con resistenza dell'insulina, che può essere trattata con una dieta ipoglicemica. L'ipoglicemia causa un livello discontinuo di zuccheri nel sangue ed il relativo apporto al cervello. Ciò coinvolge il comportamento e gli stati emotivi spesso riscontrati fra gli alcolisti in trattamento. Gli aspetti metabolici dell'alcolismo sono spesso trascurati con conseguenti cattivi risultati di trattamento. Aspetti sociali: i problemi sociali derivanti dall'alcolismo possono includere la perdita del lavoro, problemi finanziari, condanne per crimini come la guida in stato di ubriachezza o problemi di ordine pubblico, perdita dell'alloggio e perdita di rispetto da parte di chi vede il problema come un vizio facilmente evitabile. Studi approfonditi, dimostrano che l'alcolismo interessa non soltanto gli alcolisti, ma anche e profondamente i membri delle loro famiglie. I loro bambini possono essere influenzati anche da grandi, generando quella che comunemente viene definita la sindrome dei figli adulti degli alcolisti. Molti sono erroneamente convinti che quando la persona ha rinunciato a bere, il problema sia pressoché risolto. Tuttavia la gran parte di persone che ha smesso di bere continua a definire sé stesso "alcolista" o "alcolista in trattamento".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4048794175257411496-4814569139665998415?l=fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/feeds/4814569139665998415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4048794175257411496&amp;postID=4814569139665998415' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4814569139665998415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4048794175257411496/posts/default/4814569139665998415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiogallazzipsicoanalista.blogspot.com/2008/01/alcolismo.html' title='alcolismo'/><author><name>gold liberty</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
